Epitaffio per l’America del post-Trump

Redazione: Il solito Tom Luongo e il suo amore-odio verso Trump. Ma, stavolta, l’analista ci propone qualcosa di davvero interessante.

Trump, in fondo, davanti alle oligarchie economiche e alla “palude” che le rappresenta era solo e soltanto Trump.

Ma il furto elettorale ha comunque portato al disaccoppiamento fra popolo e Istituzioni. Doveva accadere prima o poi … e ora la realtà è davanti ai nostri occhi.

Chi crederà più alla diatriba Rossi contro Blu? Alla purezza della politica?

Nessun alibi. Non sarà la politica a tirarci fuori dal pantano … e inevitabilmente ci coglie un brivido di freddo.

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Tom Luongo per Gold Goats  ‘n Guns

Sono sollevato che Donald Trump non sia più il Presidente. In effetti, sono al settimo cielo. Questa è la cosa migliore che ho sentito da settimane.

Trump ha rappresentato quattro anni di deboli speranze, promesse fallite e false narrazioni.

Oh, non fraintendetemi, è stato anche divertente da morire, ha fatto cose con cui fondamentalmente ero molto d’accordo e ha accelerato il collasso della più grande e corrotta organizzazione mai creata nella storia dell’umanità.

Ha preso in giro i media, ha resistito fino agli ultimi giorni della sua presidenza contro una burocrazia autocelebrativa e ha fatto uscire allo scoperto la profondità della depravazione della nostra classe dirigente.

E’ per questo che l’adoro.

Ma ho superato il lutto. È ora di andare avanti.

Oggi non provo nostalgia per Trump o per l’America 1.0.

Mi rifiuto di entrare nella stessa teatralità isterica che fece la sinistra quattro anni fa.

Biden è il Presidente. La restaurazione è completa. È stato scelto non diversamente da ogni Presidente, tranne Trump, dai tempi di Reagan.

Provo per lui tante emozioni quante ne provavo per “Bush il Minore”, “Clinton lo Stupratore” e “Obama l’Enigma”.

È solo il segnaposto di un sistema con cui non ho più alcuna affinità.

Trump rappresentava un grande passo in avanti rispetto a quel sistema.

Uno dei miei lettori, ha pubblicato uno strano pensiero nella nostra comunità su Slack che riassume perfettamente le cose:

“”Pensate se Trump avesse vinto, ovvero se non ci fosse stato il furto. Avremmo avuto altri quattro anni di false speranze.

E’ una ‘manna dal cielo’ che il furto ci sia stato perché ha disaccoppiato le Istituzioni Politiche dalle persone e in questo modo le ha liberate. Quindi, è ora in corso la grande restaurazione … ma chi se ne frega?

Tutti sanno quello che sta succedendo.

La necessità è la madre di tutte le invenzioni e, fino a quando le persone “si sentono” libere, in realtà non lo sono affatto.

È così che fino a ora le cose hanno funzionato. Il disaccoppiamento doveva pur avvenire in un qualche modo””.

Questa è la “legge delle conseguenze indesiderate” scritta in grande.

Gli eventi di oggi dovrebbero essere guardati con sollievo perché ci danno una visione davvero chiara del futuro.

Farà schifo, d’accordo, ma almeno c’è simmetria.

Alla fine, hanno rubato le elezioni per riprendere il controllo del Paese ma, così facendo, hanno posto le basi per il rifiuto totale della loro autorità.

Troppi conservatori credevano ancora nel “Mito dell’America”. Oggi non lo credono più [https://tomluongo.me/2020/12/22/end-american-myth-secession-not-revolution/].

I preparativi dell’inaugurazione — con tutti i “pearl clutching” [mostrare uno shock superiore a quello reale], i movimenti delle truppe e i titoli mozzafiato che lasciavano presagire un violento assalto al Campidoglio — hanno raggiunto il massimo del teatrino politico.

E loro lo sanno bene. Ma ora non è possibile rimettere quel genio nella bottiglia.

L’immagine che segue racchiude tutto ciò che è sbagliato nell’America del post-Trump. Simboli dell’America, ma non degli Americani.

Militari e poliziotti dappertutto senza nessun cittadino ad esprimere il suo consenso.

Le immagini contano, per la gente. Il mondo sta guardando la transizione degli Stati Uniti da una Repubblica a un’Autocrazia.

Immaginavo che Gil Scott Heron avesse torto. Dopotutto, anche la rivoluzione verrà trasmessa in televisione.

Le due settimane dalla messinscena al Campidoglio hanno visto Trump “piantato a terra” dalla vendicativa leadership del GOP, che gli torceva il braccio dietro le quinte.

Anche le persone più avvertite non riescono a vedere attraverso la nebbia.

Cosa pensavano che avrebbe potuto fare, Donald? Cadere sulla sua stessa spada, come credeva qualche giornalista? Trump, dopotutto, è ancora solo e soltanto Trump.

Questo era il piano. Trump doveva essere sconfitto. I suoi seguaci umiliati.

Nessuna grazia per Assange. Nessuna grande declassificazione [dei documenti secretati].

Non gli sarebbe mai stato permesso di bruciare la casa.

Se qualcosa di tutto ciò potesse accadere, sarebbe già successo secoli fa.

Ed è per questo che sono felice che Trump se ne sia andato.

Perché … volevate vivere davvero altri quattro anni fra patetiche segnalazioni di virtù, inerzia burocratica, menzogne ​​mediatiche e vergognose ruffianerie?

No. Da oggi il crollo degli Stati Uniti sarà sottoposto alla sorveglianza delle persone che lo hanno orchestrato.

Non avranno il consenso della maggioranza delle persone ma, ad essere onesti, è stato così anche sotto Obama, “Bush il Minore” e Clinton.

Trump è un ragazzo che ha fatto cose interessanti … ma ha anche cancellato qualsiasi nozione di dissidenza.

Da oggi i sostenitori di Trump potranno finalmente crescere.

Non era il “Gesù Arancione” inviato per salvare l’America da sé stessa. Non c’è mai stato un piano in tal senso.

Trump era solo un ragazzo un po’ “fuori di testa” che faceva cose che nessun Presidente aveva mai fatto dai tempi di Calvin Coolidge, fregandosene di quello che l’America significava per gli americani.

Ecco perché doveva essere distrutto ed è per questo che alla fine dobbiamo lasciarcelo alle spalle.

Mentre gli Stati Uniti affondano e tutto ciò che resta delle protezioni legali di cui abbiamo goduto viene portato via con il pretesto del “terrorismo interno”, siamo anche, stranamente, liberi.

Questo è il motivo per cui sono contento che a fare il Presidente non sia Trump, ma un uomo più adatto alla narrativa di morte di Andrew Cuomo.

Ora tutti gli occhi sono aperti. Abbiamo un fungo ammuffito come Presidente.

Senza la falsa speranza di Trump, le persone sono libere di concludere quello che io avevo concluso da tempo: “è la politica che ci ha portato dentro il pantano, ma non sarà la politica a tirarci fuori”.

Possiamo finalmente lasciarci alle spalle il fanciullesco Repubblicani vs. Democratici.

Quella falsa dualità è scomparsa. Il GOP è morto. I Democratici sono pronti a pugnalarsi a vicenda per raggiungere la vetta. Entrambi ci odiano.

Il Campidoglio sa di essere sotto assedio. Ma non dalle milizie di destra e dai neonazisti, ma dalla paura che noi non si provi più niente per loro … tranne, forse, la pietà.

Quindi, alziamo un bicchiere a Trump, auguriamogli ogni bene e accettiamo i suoi limiti.

L’”Impero è tornato” e vuole vendicarsi. Il nuovo mondo post-Trump è già qui davanti a noi [https://tomluongo.me/2021/01/19/podcast-episode-65-alex-mercouris-brave-new-post-trump-world/].

Non c’è mai stato un pensiero che, più di questo, potesse stimolarci a reagire.

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Link originale: https://tomluongo.me/2021/01/20/epitaph-for-a-post-trump-america/

Scelto e tradotto da Franco