Ooops! Italia come l’Argentina: nonostante il crollo del petrolio, post COVID i prezzi delle bollette energetiche incredibilmente aumentano. A questo punto nella Penisola mancano solo più i patacones! (spero capiate la direzione…)

Lo dico da tempo: non solo per questione di sangue, ma per cultura degenarata soprattutto attorno ai palazzi del potere della Capital/Capitale, l’Italia sta percorrendo con 20-25 anni di ritardo la strada argentina: verso l’implosione non solo economica ma anche sociale e di valori, se osservate la cronaca anche di questi giorni capite che il fenomeno è già assai pervasivo. Con una grande differenza con i cugini sudamericani: gli italiani da sempre risparmiano, mentre agli argentini non importa nulla di risparmiare, basta che si viva bene. Tipico di un paese grande e con tante risorse primarie. Un paese piccolo invece, anche se popolato praticamente dalla stessa gente, tende a percepire più rapidamente che si rischia la fame, cosa che l’Argentina mai rischierà veramente, un corderito là  si trova sempre. Per intanto le bollette energetiche, incredibilmente, post COVID, esplodono in entrambi i paesi. Ahi!

(Naturalmente la finta opposizione tace: non sia mai che le tocchi prendersi la patata bollente ossia la responsabilità di governare, senza uno straccio di alternativa al disastro di restare nell’euro…)

Qui Argentina!

E dunque, senza stare a spiegare le ragioni, anche se tutto sommato sono le stesse in entrambi i lati dell’Oceano – le aziende energetiche hanno sofferto durante il lockdown, anche come morosità, dunque i prezzi dell’energia domestica in qualche modo sono dovuti salire, ndr -, ecco che la gente comune deve sottrarre risorse e risparmi alla propria esistenza diciamo voluttuaria per spendere in consumi obbligati, come le bollette energetiche in esplosione. Se poi, come in Italia, parte delle di fatto tasse – canoni TV ad esempio  – arrivano proprio con le bollette, allora è davvero tutto chiaro: da qui in avanti, in tempi di crisi sistemica, saranno proprio coloro che hanno poco ma non nulla a dover pagare il conto dello scempio.

Ma preservando i colpevoli della capitolazione socio-economica, ossia le elites compradore a basso prezzo (di norma, DALLO Stato corrotto) e vendidore ad alto prezzo (di norma, ALLO Stato corrotto). Stessa cosa che succede in Argentina, pochi ricchissimi ed una massa enorme di gente che vive di espedienti (in tale situazione di norma la sfangano diciamo bene solo i mezzi delinquenti e i leccaculo, ndr).

Qui Italia!

In Italia ed Argentina, lo sappiamo, basta aprire un giornale o cercare in rete, tutti percepiscono i politici locali essere più che mediamente corrotti…

Dite che mi sbaglio? Non penso. Intanto i fatti – FATTI !- sono quelli sopra presentati, salita dei prezzi in entrambi i paesi per l’energia domestica pur con petrolio in crollo, caso quasi unico direi nel mondo diciamo avanzato. Restiamo quindi ai due articoli citati, uno del Clarin e uno del Il Giornale di Berlusconi, che riprende la nota dell’Ansa su dati dell’Autorità dell’Energia ed il Gas (Arera).

Dunque, dal prossimo mese, meno soldi per la pizza e per la birra del sabato sera; e più soldi per le bollette.

Vi stanno fregando come tordi e manco ve ne accorgete… (anche i gialloverdi, si noti, sovvenzionarono le auto elettriche, addirittura senza nemmeno un’auto italiana nella lista delle automobili “con aiuto di Stato”, ndr)(LINK)

Ma c’è di peggio, ossia la spiegazione del Il Giornale su cosa succederà nei mesi a venire sulle bollette. Ossia viene spiegato a chiare lettere che nei prossimi mesi, causa Recovery Fund attivo, ossia causa EU, appunto, COME DA VOLERE EU OSSIA FRANCO-TEDESCO, i costi dell’energia elettrica e gas sono destinati COMUNQUE ad aumentare ancora! A prescindere dai prezzi del petrolio! Tale aspetto per altro segue un trend consolidato, ossia che il costo dell’energia elettrica andrà COMUNQUE salendo man mano che si passerà ade esempio all’auto elettrica.

Guarda caso, solo qualche giorno fa è stato rilevato dai media (“La Stampa”, che di auto qualcosa dovrebbe capirne), anche se tale critico aspetto sui disastri attesi della mobilità elettrica NON è stato dovutamente pubblicizzato, che già oggi, senza che ci sia un uso estensivo dell’auto elettrica, il costo di un “pieno” elettrico supera di molto quello del diesel. Non ci credete? Vedete sotto.

Sinceramente mi sono stufato di spiegare le cose, da oggi in avanti si riportano solo le notizie, le capirete ed interpreterete da soli, sulla vostra pelle, ossia le andrete ad approfondire (non mi interessa per nulla convincervi di quello che scrivo, per inciso).

Ooops! Per una ricarica veloce da 600 km ci vogliono 120 euro. A me costa col diesel solo 70. E senza dover cambiare auto! (Avete pensato a cosa capiterebbe se tutti usassero le auto elettriche? per il rapporto domanda/offerta il prezzo dovrebbe esplodere anche di 10 volte!)

In fondo è giusto così: un popolo che accetta tutto non deve avere la pappa pronta, nemmeno – ed anzi soprattutto – le informazioni, preziose, che se le vada a verificare da solo, già tanto che li si mette sull’avviso.

Personalmente ritengo infatti di aver capito benissimo dove stiamo andando e non ritengo sia giusto ripetervelo, bisogna fare i compiti a casa, è giusto. Continuerò certamente evidenziare i problemi secondo lo scrivente critici e strutturali, ma non spiegarli, non approfondirli se non a pagamento, da devolvere a qualche istituto di beneficenza, ad esempio alle vittime dei carabinieri morti in servizio.

Mi si permetta solo un commento generale: a questo punto penso l’Italia sia ormai pronta per i temibilissimi e tragici patacones (memento, soprattutto in periodi di grande crisi la “moneta cattiva scaccia sempre quella buona”, a maggior ragione con lo Stato di mezzo a “garantire”, ndr); ossia con lo stesso preciso, identico strumento diciamo “pataconico” con cui è stato mandato in miseria il paese sudamericano, partendo dal basso. Ammazzando le famiglie, non le ricchezze elitarie, infatti la gente comune in Argentina si vide pagato lo stipendio in parte con tale valuta stile carta igienica (o le sovvenzioni/detrazioni/agevolazioni, statali, come Claudio Borghi mi sembra volesse fare in Italia, magari anche parte delle tredicesime, …) .

Con la promessa – si, promessa, la famosa “promessa statale” dei politici argentini, sovrapponibili a quelli italiani – che poi tali patacones (che in fondo sono i CCF – Certificati di Credito Fiscale, ndr) si sarebbero potuti usare per pagare le tasse, alla fine la gestione caotica argentina – ossia di italiani emigrati – fece il resto portando il paese al caos (vedasi anche il bellissimo film di Pino Solanas, “Memoria del Saqueo”, io ce l’ho da parte, vi spiega tutto quello che è successo “là”, e temo anche quello che succederà “qua”).

Un grande in bocca al lupo a tutti, più che mai necessario.

MD