Un Paese senza opposizione è un paese senza democrazia, infatti in Italia è più limitata di quanto si creda (…). Alcune brevi – ma importanti – considerazioni (post SI al referendum)

Gli italiani hanno ceduto sul referendum confermativo costituzionale della scorsa settimana, votando SI. E’ stato un cedimento importante, ma davvero inevitabile: praticamente i principali partiti nazionali, i loro segretari, erano tutti per il SI, inclusi (incredibilmente) i primi due partiti di opposizione, Lega e Fratelli d’Italia. Gravissimo errore, ritengo, – temo – come frutto avvelenato di una forma latente di ignoranza civile ed istituzionale oltre che procedurale da parte di politici senza cultura nè preparazione politica sufficiente (o magari di peggio, vedasi oltre). Infatti non è passato nemmeno un giorno dai risultati e già comparivano sui giornali nazionali i primi dubbi (e cosa aspettavano?), ossia se il sistema statale avrebbe funzionato con il nuovo assetto post referendario…

Ma il problema è molto più grave secondo noi: quello che abbiamo ricavato dalle elezioni in Puglia e Toscana è purtroppo che l’opposizione NON ha voluto vincere. Ad esempio, in Toscana il PD ha messo Giani, che è tanto renziano quanto il papà di Renzi. Ossia di fatto Renzi è di nuovo salito al potere in Toscana, con il vicinale Bonaccini faranno comunella, entrambi renziani, l’area rimarrà “cosa loro”. Mentre la Lega ha candidato Giovanni Galli, ossia uno che si era già presentato, pensate un po’, con Verdini nel 2009/2010, vedete voi. Ben sapendo che Verdini da sempre è il braccio destro di Renzi non solo nell’area (il nonno della bella e tutto sommato anche discreta  Boschi sembra essere stato invece uno strettissimo collaboratore di Licio Gelli, ecco forse perchè la bella enfant prodige della politica dell’Appennino è così ambita, ndr).

E che dire della candidata leghista in Toscana, Ceccardi, che è andata a Prato a dire che avrebbe portato l’aeroporto e l’inceneritore in zona, due progetti che i pratesi invece non vogliono assolutamente! Ed anche aggiungendo qualcosa come, tanto io nel caso torno a fare la parlamentare Europea, della serie, se non andava via in fretta mi sa che rischiava anche gli insulti, questo almeno è quanto mi dicono.

Alla fine non va infatti dimenticato che, COMUNQUE VADA, restando nell’euro ci sarà la macelleria sociale.

Causa debito insostenibile, crescita asfittica e nonostante tasse già folli. E dunque, visto che oggi nessun politico rappresenta interessi pro ITALEXIT, tranne Marco Rizzo, pensate voi, significa che di fatto tutti sono per aumentare le tasse, non solo non abbassarle, proprio farle salire! Fatto inconciliabile non solo con la crescita ma addirittura con la mera sopravvivenza non solo socio-economica dell’Italia come paese contemporaneamente democratico, relativamente benestante ed in pace (scomodando il sillogismo di Della Pergola, riadattato).

Ecco dunque spiegato perchè alla fine sia alla destra che alla sinistra va bene uno pseudo tecnico alla Giuseppe Conte al Governo; infatti – LO RICORDO – il governo Conte sopravvive spesso coi voti di Berlusconi al Senato!!!

A conforto della tesi sopra – NOTATE – l’eventuale alternativa a Conte non è mai un politico ma il solito tecnico, a cui far fare nel caso macelleria sociale ma senza sporcarsi le mani come partito e come leader di fazione; ossia senza prendersi responsabilità, certamente d’accordo con l’EU – da cui tantissimi in Italia dipendono nei fatti per il conto corrente, … – che al momento opportuno farebbe/farà partire lo spread “costringendo mediaticamente” a misure drastiche a danno delle famiglie – sottolineando che ad oggi non ci sono ancora le condizioni perchè questo succeda (…) -.


Avete capito spero… in fondo basta andare a controllare, sulla carta stampata è comparso più e più volte tale “strano comportamento” dell’opposizione, salvare il Governo Conte al Senato!

Se poi andiamo alla Puglia, ricordando che all in all a questa tornata è stato un pareggio con l’opposizione, 3 a 3, nel Tavoliere il centro destra ha presentato addirittura un ex forzista, ovvero un soggetto “non distante” alla coalizione che svendette le saline di Puglia nel 2018, le più grandi d’Europa e le seconde al mondo, appunto svendute con il governo gialloverde al potere guarda caso ai soliti francesi (LINK, LINK, vedasi anche la TAV pro Francia votata da FI+PD+Renzi+Lega, ndr) pur in presenza di una offerta migliore da parte degli italiani locali. Ossia il competitor pugliese dell’opposizione alle elezioni di questo week end, Fitto, venduto in Puglia per “nuovo” mentre  in realtà era rottamato almeno un paio di volte, nei fatti ha corso sapendo di perdere. Come dire, mica si voleva vincere, suvvia…! E infatti ha vinto Emiliano, per un 3 a 3 finale salva faccia e salva lato B sia per il governo che per l’opposizione, ma frega gli italiani che sono costretti a crederci.

Solo nelle Marche, dove è stato candidato un pezzo da novanta di Fratelli d’Italia, fondatore del partito ed anche con simpatie mussoliniane (che noi NON condanniamo, per altro, fatti passati, i problemi oggi sono ben altri), il centro destra ha vinto bene, visto che la gente non aspettava altro che premiare una persona sincera e nuova nello spirito del governo locale. Tra le altre cose, avete sentito per caso la sinistra stracciarsi le vesti come fa sempre, con il solito Fiano in primo piano, per la vittoria nelle Marche di un soggetto che sembra avere chiare simpatie per il Duce? No eh? Nemmeno noi.

Appunto…


La puzza stantia di inciucio è veramente insopportabile.

Così come è grave l’assenza di una opposizione vera, non falsa sovranista, quasi che tutti siano interessati giusto a mantenere – prima di tutto! –  i propri piccoli privilegi derivanti dalla politica. Dunque, che lo Stato cd. “si fotta” verrebbe da dire. Ipotesi non da scartare, anzi…

E qui si arriva al deficit di democrazia che contraddistingue l’Italia da tempo, deficit che temo si tradurrà a medio/breve in una forma di nazismo fiscale atto a confiscare i beni alla gente comune per tenere in piedi la giostra della politica, che ha chiaramente fallito – sia al governo che all’opposizione – ma che non vuole assolutamente ammetterlo, ne rinunziare ai propri privilegi

Gli ingredienti verso il totalitarismo si sono già tutti, sappiatelo: dall’impossibilità per i singoli cittadini di chiedere pareri e quindi di accedere alla Corte Costituzionale; alla custodia cautelare in carcere, di fatto usata per estorcere confessioni, succede regolarmente purtroppo (ti mettono in cella assieme a tre negri e due spacciatori con lo spauracchio di uscire se dici quello che il giudice vuole sentire e – come per magia – se sei una persona diciamo non veramente delinquente, racconti anche che Gesù Cristo è morto di freddo, a seconda della compagnia di cella…). Pensate che l’abuso della custodia cautelare in carcere veniva denunciato già da Gramsci, ben prima del fascismo; infatti il famoso politologo venne incarcerato – e ci morì pure di segregazione –  giusto perchè politicamente ingombrante.

E che dire della legge sulla tortura italica? Opportunamente modificata alla 25 ora (dopo che l’Italia venne condannata formalmente dalla Corte Europea per l’assenza di detta legge anti tortura, manco fosse un paese africano, ndr), venne escluso dal novero delle torture la custodia cautelare stessa, visto che l’atto deve essere “reiterato”, mentre nel caso in specie basta una volta, ti cacciano in carcere e poi aspettano che parli.

Notate anche che tale custodia cautelare in carcere era stata definita contraria ai principi di democrazia addirittura da Justice Antonin Scalia, il compianto giudice supremo USA nostro oriundo quando si espresse in tal senso al cospetto del Pool Mani Pulite di Milano, di fatto fermando Tangentopoli (grazie all’intervento salvifico dello stimatissimo R. Bartholomew, ambasciatore USA in Italia, che organizzò l’incontro, ndr).

In ultimo il tragico caso dell’impossibilità di identificare i poliziotti italiani nelle azioni anti-tumulto: se un poliziotto in Italia picchia indebitamente ad esempio un manifestante, in tutti i paesi occidentali esiste un codice di identificazione di ogni poliziotto, visibile, mentre in Italia no, resta quasi impossibile l’identificazione. Pensate che nemmeno nella Spagna erede di Franco esiste tale possibilità, …


Come ben capite gli strumenti per passare ad uno stato semi-dittatoriale sono già presenti, solo a volerli usare.

A maggior ragione in periodi di COVID e di lockdown! Appunto, in assenza di opposizione, ovvero con una opposizione interessata non al bene del paese e dei votanti, tanto meno a mantenere le promesse elettorali fatte, ma solo alla cadrega ad al proprio familismo amorale adattato alla politica, diventa veloce e addirittura facile e consequenziale passare ad un regime, in Italia. Basta che – viene da dire – quelli sopra rimangano intonsi nei loro privilegi.

Se poi ci aggiungete la difficoltà e le penalizzazioni a tenere denaro contante da parte dei singoli cittadini, assieme al controllo – che non ha pari in altri paesi del G8, vi risparmio i dettagli tecnici sulle ipotesi di reato che autonomamente l’amministrazione fiscale può ipotizzare, ivi incluse le conseguenze cautelari, … – in termini di controllo delle finanze e della fiscalità famigliare, se un giorno a fronte di una crisi da spread si decidesse ad es. di dover confiscare , che so, il 20% degli assets degli italiani/gente normale, magari anche preservando dal prelievo le elites proprietarie dei giornali, la cosa sarebbe praticamente immediata.

E con pochissime possibilità di difendersi e/o di appellarsi a strumenti sia giudiziari (a esempio, costituzionali) e/o di ribellarsi con tumulti di piazza (che verrebbero sedati nel sangue e con impunità di fatto, come sopra indicato).

L’impossibile scelta dell’Italia, tra fascismo fiscale finalizzato al pagamento del debito pubblico e fascismo nazionalista per rinnegare l’austerity

Purtroppo si fa fatica a parlare di questi aspetti in Italia, lo so. Ma è davvero un rischio grosso non farlo. Noi qui stiamo solo dandovi un monito, sulla situazione reale, di oggi. Senza voler entrare in politica ne entrare in discorsi politici. Già tanto tempo fa fu previsto da noi che l’Italia avrebbe, presto o tardi, intrapreso tale infausta strada. Quello che più ci ha colpito è stata la resilienza italica, ossia quanto il Paese è stato in grado di resistere ad una enorme serie di soprusi sia lato EU che, di riflesso, governativi, senza crollare dalle fondamenta.

Dopo il SI al referendum riteniamo sia solo questione di tempo prima che si arrivi all’implosione istituzionale, per inciso. Ossia – temiamo – si passerà comunque attraverso una sorta di regime autoritario per evitare il crollo dei privilegi di casta.

In bocca al lupo