Dopo l’aborto termodinamico chiamata auto elettrica, ecco che l’EU propone la fesseria (interessata) “al cubo”: l’auto a idrogeno! Utile solo per salvare la sua industria automobilista, pagano gli EUropei

Cercherò di semplificare al massimo. Premetto solo che sulla chimica ho costruito tutta la mia esistenza per cui mi viene facile fare da stampella anche ed esimi – per questioni regolatorie – commentatori in rete, che però sono assai claudicanti nel mix tecnica-economia, meglio ripassino se sono in grado. Or dunque, ero stupito della follia termodinamica dell’auto elettrica, che solo a fare due conti, tra efficienza di produzione energia, inquinamento correlato dal mix energetico, smaltimento batterie, dissipazioni da trasformazioni e trasporto elettricità, non vale certo la transizione energetica tanto decantata.

O meglio, costa di più tale transizione dei vantaggi che si possono ottenere. In una parole: una cagata, scusatemi il francesismo, cagata quanto meno rispetto ai motori termici tradizionali magari ottimizzati c l’uro si idrogeno nativo, spiegheremo dopo. Anche perchè, si noti, come nell’auto elettrica l’elettricità necessaria per produrre l’idrogeno in volumi sufficienti al mercato bisogna COMUNQUE bruciare combustibili fossili! [Vedasi LINK]. Oggi tale progetto EU è stato filtrare alla stampa in questi giorni, senza dare eccessivi dettagli, di soppiatto. Un motivo c’è e cercherò di spiegarveli.

Abbiamo però capito che lo scopo NON è trovare un metodo di autotrazione più efficiente ma SOLO emanciparsi dal petrolio, anche a costo di maggiori costi e maggior inquinamento, alla faccia delle balle che vi raccontano. Il motivo è semplice: l’economia del petrolio è in solidissime mani USA dunque non è scalfibile. Ossia, il dollaro ed il petrolio trattato in dollari sono la base del sistema anglo-americano imperante da 75 anni e passa. Sostituire il petrolio significa infatti sostituire gli anglo-USA (…). Vecchio progetto nazista.

Analizziamo ora le due opzioni: auto elettrica e, più recentemente auto ad idrogeno.

La prima una cagata, la seconda una cagata al cubo, entrambe supportate non perchè inquinino meno o ostino meno, ma solo perchè interessano a ben determinati gruppi di potere, con buona pace della cd. ecologia i facciata.

L’auto elettrica l’abbiamo trattata approfonditamente QUI. In pillole possiamo dire che le fondamenta della cagata vertono nella necessità dei combustibili fossili per la produzione dell’energia elettrica alle auto stesse, al netto delle dissipazioni, delle trasformazioni, dello smaltimento batterie e dei costi di produzione in genere.

L’auto ad idrogeno, la cagata al cubo, è una creatura che conosco bene perchè fui coinvolto in un gruppo di lavoro in Germania per capire i driver, in una epoca passata. In pratica una famosissima casa automobilistica tedesca aveva comprato delle centrali eoliche con cui, di notte, voleva produrre idrogeno per elettrolisi utilizzando l’energia in eccesso – che NON si può stoccare -, il quale idrogeno poteva di fatto essere utilizzato in combustione producendo acqua successivamente per l’energia diurna. Fin qui tutto abbastanza ok, se non considerare che tale procedura era resta solo una ottimizzazione di costi e non rappresenta una soluzione al problema energetico. Infatti non è possibile produrre l’idrogeno necessario per alimentare tutte le auto senza usare i combistibili fossili, ad oggi.

L’evoluzione successiva – coerente – è stata mescolare fino al 10-20% di H2 al metano da bruciare in CCGT, cogenerazione per produzione elettrica, dunque migliorando l’efficienza di combustione e riducendo alcune sostanze emesse in atmosfera, soprattutto i derivati di combustione dell’azoto. Anche qui una ottimizzazione, diciamo anche intelligente. Infatti la stessa tecnologia – mescolare H2 al mix comburente – si può utilizzare anche nei motori a scoppio tradizionali riducendo ad es. le emissioni di particolati del diesel del 95+% di PM10 e del 50%+ di PM20. Ossia si migliora la combustione.

Nessuno però si era avventurato fino ad ora a pensare una distribuzione capillare in tubi di H2 per rifornire le auto ad idrogeno, per un sacco di ragioni. Sappiate che l’EU sta sponsorizzando tale progetto, a nome di Berlino.

Chiaramente lo scopo è fare gli interessi di qualcuno, primo passo di una economia del buco a cui tutti saranno obbligati ad accedere ad una tecnologia insulsa ed anzi dannosa per l’ambiente, ma in grado di far accumulare enormi ricchezze ai paesi dominati

Chiaramente i cooptati locali saranno quelli che avranno un pezzo della torta, piccola ma un pezzo. Ad esempio gli industriali della plastica, che dovrebbero sostituire i tubi di medie-piccole dimensioni oggi in altri materiali.

Infatti l’idrogeno ha caratteristiche inusuali rispetto agli altri gas: prima di tutto tende a scaldarsi espandendo, ossia con un meccanismo inverso rispetto agli altri gas comportando problemi tutt’altro che scontati e facili da risolvere. Poi rende fragili i metalli, soprattutto se di piccolo diametro, da qui la plastica come possibile alternativa. Poi ha un potere esplodente enorme rispetto agli altri gas: una bombola con idrogeno sotto pressione se esplode può determinare uno scoppio di proporzioni spaventose. E poi il gas è esplodente in percentuali sull’ossigeno molto ampie, circa dal 7% al 70%, ossia esplode sempre.

Dunque, capite: nel caso di diffusione di idrogeno stoccato in auto necessitano di una nuova tecnologia che necessita di tempo, pensare i nuovi tubi, pensare il trasporto, anche la stessa combustione.

Il motivo per cui si sta andando verso l’idrogeno, tecnologia ad oggi scelta SOLO dall’EU nel mondo, è perchè i paesi dominati in EU si sono accorti che con l’auto elettrica le loro industrie auto morirebbero, aprite un cofano di un auto elettrica e capite. Dunque l’idrogeno sembra una tecnologia che può mantenere in piedi l’industria attuale diciamo termica più di quella elettrica.

L’IEA aveva già definito i passi: perchè anticiparli? Il motivo (dell’EU) infatti non è ambientale ma geopolitico!

Che sia chiaro: non stiamo qui parlando di fuel cell ma di auto ad idrogeno, con una tecnologia tutta da inventare. E da finanziare. Ossia che finanzieremo tutti noi, pur senza aver avuto chiarezza sui numeri e sui fini. Alla tedesca insomma. Chi paga? Basterebbe infatti occuparsi per 30 anni, quello che manca alle fuel cell, a migliorare le tecnologie esistenti, ad esempio l’auto alimentata a metano con idrogeno aggiunto, senza dover spendere un occhio della testa ora senza sapere veramente dove stiamo andando, anzi ce lo tengono proprio segreto, sembra…. Qui invece vogliono che prima compriate un’auto elettrica (aborto termodinamico, che sarà una bomba per lo smaltimento batterie), poi la sostituite con una ad idrogeno fra 10 anni e poi si arriverà alla fuel cell fra 30 anni. Tutti costi programmati, che pagherete voi!

Ma, domandatevi: appunto, perchè non usare il keep it simple, ossia non usare oggi metano con 20% di idrogeno, tecnologia già esistente, invece di costruirne una ex novo? Occupando il tempo da qui al 2050 per pasare alle fuel cell? Invece del motore full idrogeno? Abbiamo visto prima che il 20% di idrogeno è trasportabile già oggi nelle tubazioni del metano esistenti!

Il motivo è semplice: l’EU, quella erede dei nazisti, vuole crearsi una sua nova filiera, un suo nuovo megatrend da imporre i suoi cittadini PER FORZA con lo scopo da una parte di emanciparsi dal sistema di autotrazione ancora oggi con il miglior rapporto costi/benefici (ossia per emanciparsi dall’impero del dollaro, ossia dagli USA). Dall’altra di lucrarci sopra, rendendo obbligati – ossia schiavi – i propri cittadini EUropei, costretti all’uso della tecnologia imposta dal continente politicamente inventato.

Quando si dice che l’EU somiglia sempre più all’URSS mica scherzavamo… Guarda caso Angela Merkel arriva proprio dalla DDR.

Faccio notare che tutti i megatrend precedenti, elettricità civile, telefono, motore termico, personal computer, nucleare civile, telefonia mobile, internet ecc. sono serviti come mezzo intelligente e condiviso per far evolvere razionalmente la razza umana in modo diciamo razionale. Questo nuovo megatrend su base germano-nazista NON sembra non avere nessuna evoluzione in pancia (come l’auto elettrica d’altronde), anzi è una involuzione come rapporti costi/benefici ed anche a livello ambientale. Eppure tale involuzione di fatto viene letteralmente imposta. Di questo passo, in un mirabile seguito delle prassi passate, fra qualche anno questi tedeschi magari obbligheranno – per questione economiche – tutti gli anziani all’eutanasia indotta, magari se in numero eccessivo rispetto al resto della popolazione e se malati di qualche patologia terza, magari inoculando un vaccino che li rende proni a perire di qualcosa di simile al coronavirus….

Così pensavano i nazisti. Così volevano la loro Europa in caso di loro vittoria della svastica.

E così temo anche sta volta solo gli USA potranno porre rimedio.

MD