Ghislaine Maxwell è stata oggetto di Extraordinary Rendition in USA? In preparazione del Deep-Obamagate di Settembre prossimo? Magari con Pizzagate al seguito? Occhio italiani…

Redazione:

Cesare Sacchetti è un attento osservatore, che noi stimiamo. Egli è stato ingiustamente – secondo noi – attaccato per le sue posizioni sul COVID dai Torquemada della censura in rete, qualche tempo fa. Peccato che tutti coloro che dicevano ad es. che la clorochina non funzionasse, unitamente allo zinco come supporto anti-infiammatorio, sono stati zittiti da una ricerca pubblicata su Lancet che poi si è dimostrata farlocca e di cui oggi nessuno parla più, sperando che la massa informe di pecoroni imbibita di TV tra una tetta al vento e l’ennesimo corpo scultoreo senza sinapsi dimentichi il grossolano tentativo di manipolazione andato a ramengo (…).

Ora Cesare ci sottopone un dubbio intelligente e potenzialmente assai concreto: e se Ghislaine Maxwell fosse stata oggetto di extraordinary rendition in USA? Magari per spiegare a termine i segreti pedofili dell’elite globalista mondiale? Infatti Madame sembra tornata” incredibilmente negli USA nonostante potesse vivere tranquilla in Francia protetta da francesi ed israeliani…

Tempo al tempo, con un occhio a Mr. Mifsud, magari anche lui già al sicuro (…). Passate una buona estate, l’ultima per un pezzo.

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Articolo di Cesare Sacchetti de “La Cruna dell’Ago”, al LINK

Ghislaine Maxwell era a Parigi protetta dal Mossad: Trump ha ordinato una extraordinary rendition?

 

C’è qualcosa che non torna nella storia dell’arresto di Ghislaine Maxwell, la donna ricercata per sfruttamento della prostituzione minorile e già compagna del miliardario pedofilo Jeffrey Epstein morto in circostanze ancora da chiarire lo scorso agosto.

La versione ufficiale fornita dagli Stati Uniti, e riportata dai media internazionali, vuole che la 58enne si trovasse al momento dell’arresto, avvenuto il 1 luglio, in una lussuosa villa nello Stato del New Hampshire, nella parte nord-occidentale degli Stati Uniti che affaccia sull’Oceano Atlantico.

Il quotidiano americano Insider, così come altri media, racconta che gli agenti dell’FBI si sarebbero presentati davanti all’ingresso della villa, ricevuti da una donna di servizio.

A quel punto, la Maxwell accortasi che l’FBI stava per entrare in casa avrebbe tentato una rocambolesca fuga nel bagno dell’abitazione.

Stando a quanto riportato dalle autorità americane, la donna si sarebbe trovata in questa residenza, immersa tra i boschi del New Hampshire, da diversi mesi.

La villa risulta essere stata acquistata da una società anonima lo scorso dicembre per una cifra superiore al milione di dollari, e dopo la transazione la Maxwell si sarebbe rifugiata lì per sfuggire alle maglie della giustizia americana.

Appare singolare che Ghislaine Maxwell, ricercata negli Stati Uniti, abbia scelto proprio la tana del leone per trascorrere la sua latitanza.

Tutto questo contraddice anche completamente le fonti e i testimoni oculari citati dal quotidiano britannico The Sun, secondo il quale la Maxwell fino allo scorso 20 giugno si sarebbe trovata molto lontano dagli USA, precisamente in Francia, nella capitale parigina.

Proprio il 20 giugno il Sun scriveva un articolo dettagliato nel quale non solo affermava che la Maxwell si trovava a Parigi, ma mostrava di conoscere il luogo esatto del suo rifugio.

La 58enne viveva in un lussuoso appartamento nel centro della città, messole a disposizione da uno dei suoi numerosi contatti tra le élite internazionali.

La posizione della casa dove viveva la Maxwell rivela molti elementi interessanti che aiutano a capire chi stava proteggendo la donna durante la sua latitanza.

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