LA LINEA DI CREDITO “PANDEMICA” DEL MES: UNO STRATAGEMMA PER GETTARE L’ITALIA NELLE FAUCI DELLA TROIKA

In questo articolo pubblicato su Qelsi.it ,spieghiamo come, attraverso l’inganno di un’offerta di supporto finanziario utile a coprire le spese dirette ed indirette di cui al Covid-19, i sodali italiani della UE – una classe dirigente cooptata che lavora contro il paese – progetta il successivo formale arrivo della Troika a Roma, applicando la normativa che regola l’accesso al MES. Il MES “Light” non esiste…

Circa il possibile ricorso alla c.d. “linea di credito pandemica” dell’European Stability Mechanism (ESM), abbiamo letto moltissimo.  E’ però opportuno mettere a fuoco l’attenzione su alcuni aspetti delle norme che regolano l’accesso all’ESM, che non sono ancora stati chiariti in modo “definitivo”.

I media mainstream ripetono da mesi che i prestiti della linea di credito “sanitaria” offerta dall’ESM,  prevederebbero quale unica condizionalità, l’essere destinati alle spese dirette ed indirette di cui agli effetti del Covid-19.

In pratica, i prestiti dovrebbero essere utilizzati solo per spese di funzionamento del Sistema Sanitario Nazionale e per spese indirette, per esempio i costi affrontati al fine di prevenire la diffusione del virus.

Ma come dice la famosa massima, “il diavolo si nasconde nei dettagli”…

Il comunicato dell’Eurogruppo che ha deciso sul coinvolgimento del MES, disponibile sul sito web del Consiglio dell’Unione europea, riferisce sulle finalità dei prestiti, sull’ammontare massimo pari al 2% del PIL del 2019, sulla [presunta] assenza di condizionalità…ma si deve porre l’attenzione sulla chiosa finale: “The provisions of the ESM Treaty will be followed”. Questo passaggio è cruciale, perché ad oggi non c’è alcuna deroga alle norme vigenti. Vediamone alcune, sarà tutto più chiaro.

L’art. 136, paragrafo 3, del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea) recita: “gli Stati membri la cui moneta è l’euro possono istituire un meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità dell’intera zona euro. La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell’ambito del meccanismo sarà soggetta a una rigorosa condizionalità.

Potrebbero essere applicate “rigorose condizionalità”, in caso di accesso alla linea di credito “pandemica”? La risposta è si, in più modi.

L’art. 14 paragrafo 6 del Trattato ESM prevede la possibilità di dichiarare inadeguata la linea di credito utilizzata – che nel caso in questione sarebbe quella precauzionale pandemica – su proposta del Direttore del MES (oggi il tedesco Klaus Regling), a  seguito di una valutazione di Commissione Europea e BCE.

In caso di richiesta di aiuto finanziario all’ESM, dunque, è prevista la possibilità di passaggio diretto dalla linea di credito precauzionale – come è quella “sanitaria” –  ad altre “forme di assistenza finanziaria”, con decisioni assunte da ESM, Commissione UE e BCE. Si noti bene: a prescindere dalla volontà italiana.

Con l’accesso all’ ESM, viene applicato il Regolamento n. 472/2013, che regola la sorveglianza dell’UE sugli stati a rischio di crisi finanziaria: dunque sarebbe semplicissimo, appena verrà ripristinato il patto di stabilità con annesso obbligo di pareggio di bilancio ai sensi del Fiscal Compact, far entrare l’Italia in un programma di aggiustamento macroeconomico sotto sorveglianza dell’ESM e della Troika – ai sensi dell’Art. 7 Reg. 472/2013 – insomma in un memorandum in stile “greco”.

Quale via alternativa per l’arrivo della Troika, secondo il Regolamento 472/2013, Art. 2 paragrafo 3 (sorveglianza rafforzata per accesso a linee di credito precauzionali) ed Art. 3 paragrafo 7 (esito della sorveglianza), dopo l’accesso all’ESM per le spese relative al Covid-19, il Consiglio dell’UE  – qualora si rendano necessarie “ulteriori misure” in ragione della situazione economica e finanziaria complessiva dello stato membro – con deliberazione a maggioranza qualificata, potrebbe raccomandare l’adozione di un programma di aggiustamento macroeconomico.

Nessuno può escludere che venga inscenata una nuova“crisi dello spread”, in modo da creare le condizioni di crisi finanziaria necessarie perché tutto ciò accada: il caso della destituzione a colpi di spread del governo Berlusconi nel 2011, dimostra plasticamente che ciò è possibile.

All’inizio della crisi globale successiva al crack Lehman Brothers negli USA, mentre la FED portava il costo del denaro a zero, la BCE lo innalzò, per poi tenerlo a livelli elevati, tra l’altro provocando la crisi finanziaria della periferia dell’Euro, definita con disprezzo “gruppo dei PIIGS” (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna).

La conferma che la BCE gestisce lo spread btp-bund, è ormai ufficiale: V. Dombrovskis, il Commissario agli Affari Economici e Monetari, il 30 giugno ha dichiarato:  “Il 18 marzo 2020 la BCE ha varato il Programma di acquisto per l’emergenza pandemica […]. Di conseguenza, nelle ultime settimane lo spread tra i titoli di Stato italiani e il bund tedesco a 10 anni è diminuito”.

Possiamo ipotizzare con ragionevole certezza che l’accesso al MES sia il primo passaggio di un processo che PD, Italia Viva & alleati pro-EU, hanno progettato per favorire l’avvio di ulteriori processi di spoliazione della ricchezza pubblica e privata e di privatizzazione delle aziende partecipate dello Stato e degli Enti locali.

Cedendo la residua sovranità economica e finanziaria al MES ed alla Troika, si arrivererebbe verosimilmente anche ad una ristrutturazione del debito pubblico (attualmente non necessaria e che, in caso, distruggerà il sistema bancario ad assicurativo italiani, che lo detengono massicciamente) oppure ad una maxi-tassa patrimoniale: sono tutte misure che i tedeschi invocano da anni…perché mai dovrebbero evitarcele, se daremo loro la possibilità di imporle?

Chi risponde ad interessi anti-italiani, non riuscirebbe a perseguire i suoi obiettivi contrari all’interesse nazionale agendo per vie democratiche, nelle istituzioni e nel solco della Costituzione repubblicana. Costoro, per imporre la loro agenda, hanno bisogno dell’appoggio che si dispiega tramite il“vincolo esterno” dell’EU, attraverso il MES e la Troika.

Le istituzioni dell’UE, d’altra parte, non possono biasimare l’Italia per i legittimi timori relativi al MES. Esse hanno più volte tradito la fiducia degli italiani, senza mai cambiare nulla della propria condotta.

Pepito Sbazzeguti per Qelsi.it 

La linea di credito “pandemica” del MES: uno stratagemma per gettare l’Italia nelle fauci della Troika