Xi Jinping raccoglie il “guanto di sfida” degli Stati Uniti

Patrick J. Buchanan

Gli Stati Uniti sono pronti per una seconda Guerra Fredda, questa volta con la Cina?

Ciò che dà peso alla domanda è che la Cina di Xi Jinping sembra desiderosa, improvvisamente, di una “resa dei conti” con gli Stati Uniti per la supremazia nell’Asia-Pacifico e nel resto del mondo.

Con gli Stati Uniti consumati dalla pandemia di Coronavirus, che ha ucciso 100.000 americani e fatto precipitare la nostra economia a profondità mai viste dai tempi della Grande Depressione, il Dittatore Cinese sembra voglia fare la sua mossa.

Al conclave di Maggio del Partito Comunista la Cina ha annunciato di aver preso il “controllo della sicurezza” di Hong Kong.

D’ora in poi la sovversione, la sedizione, la secessione e l’ingerenza straniera all’interno della città saranno schiacciati.

Qualunque siano le sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dai loro Alleati, non ci sarà una Hong Kong libera e indipendente.

“For an Ascendant China, Reining in Hong Kong Is Just the Start” [Per una Cina in ascesa, controllare Hong Kong è solo l’inizio], è stato il titolo del New York Times sulla nuova assertività della Cina.

Steven Lee Myers ha scritto che:

“”La decisione della Cina di togliere un altro livello di autonomia a Hong Kong non è stata presa d’impulso. È stato un atto deliberato cui pensava da mesi.

Ha tenuto conto dei rischi dell’indignazione internazionale e ha raggiunto la ragionevole convinzione che non ci sarebbe stato un significativo prezzo geopolitico da pagare.

Con il mondo distratto da una pandemia devastante, la Cina ha effettuato, nelle ultime settimane, una serie di mosse aggressive. Ha flesso i muscoli economici, diplomatici e militari in tutta la regione.

La Guardia Costiera cinese ha affondato un peschereccio in acque contese al largo del Vietnam, mentre le sue navi hanno invaso una piattaforma petrolifera offshore gestita dalla Malesia.

Pechino ha condannato il secondo insediamento del Presidente Taiwanese Tsai Ing-wen, facendo cadere la parola “pacifica” dalla sua annuale richiesta di unificazione con la democrazia dell’isola.

Inoltre, la settimana scorsa le truppe cinesi si sono di nuovo scontrate con quelle indiane lungo il conteso confine sull’Himalaya””.

All’avvertimento che sta rischiando una seconda Guerra Fredda, Pechino sembra rispondere:

“”Se una Guerra Fredda con gli Stati Uniti è il prezzo da pagare per assicurare i nostri interessi strategici e la nostra posizione in Asia e nel mondo, ebbene ben venga”.

Pechino ha rimesso la palla nel campo degli Stati Uniti. Cosa facciamo, ora?

Consideriamo a questo punto l’elenco dei Paesi con cui la Cina ha dispute territoriali che hanno prodotto, ultimamente, scontri militari.

Pechino rivendica le terre indiane che la Cina occupò dopo la guerra del 1962.

Rivendica, inoltre, praticamente tutte le isolette e le scogliere del Mar Cinese Meridionale — e sta usando la sua Flotta Militare per trattare con i rivali del Vietnam, della Malesia, dell’Indonesia e delle Filippine.

Pechino afferma che Taiwan e tutte le isole offshore nel Mar Cinese Orientale appartengano alla Cina. Rivendica anche le isole Senkaku, che da molto tempo sono controllate dal Giappone.

Riguardo le proteste per il soffocamento dei Tibetani e l’incarcerazione nei campi di concentramento degli Uiguri Musulmani e dei Kazaki, Pechino semplicemente le spazza via.

Se gli Stati Uniti chiedessero sanzioni contro la Cina, se questa schiacciasse la resistenza di Hong Kong, quanti Alleati le sosterrebbero?

Per Australia, Corea del Sud, Giappone e Taiwan … è la Cina, non l’America, il più grande mercato e partner commerciale.

Come ci è venuto in mente di metterci in questa posizione, permettendo alla Cina di diventare, da arretrata che era, una rivale per l’egemonia globale più grande di quanto lo sia mai stata l’Unione Sovietica di Josef Stalin e Nikita Krusciov?

Il Segretario di Stato Mike Pompeo, questo mese, ha dichiarato che:

“”La Cina è governata dal 1949 da un Regime Comunista brutale e autoritario. Per diversi decenni abbiamo pensato che quel Regime sarebbe diventato più simile a noi attraverso il commercio, gli scambi scientifici, il sostegno diplomatico … ma questo non è successo.

Abbiamo fortemente sottovalutato il grado di ostilità ideologica e politica di Pechino nei confronti delle nazioni libere. Il mondo intero sta svegliandosi di fronte a questo fatto””.

Tuttavia, la crescente e totalitaria potenza della Cina, nonostante le non dissimulate ambizioni imperiali, non minaccia gli interessi vitali degli Stati Uniti.

Quindi, ancora una volta, la questione è: visto che per stabilire il suo predominio la Cina è pronta a una seconda Guerra Fredda con gli Stati Uniti, cosa siamo disposti a fare se dovesse assorbire Hong Kong per convertirla in una seconda Shanghai?

Cosa siamo disposti a fare se la Cina esercitasse nuove pressioni su Taiwan e s’impadronisse delle isole al largo del Mar Cinese Orientale, come ha già fatto nel Mar Cinese Meridionale?

Le sanzioni contro la Russia di Vladimir Putin, per costringerla a restituire la Crimea e a lasciare l’Ucraina Orientale, sono palesemente fallite.

E allora, siamo pronti a combattere per una qualsiasi di quelle isole, nessuna delle quali abbiamo mai rivendicato e che, anzi, molte di esse siamo d’accordo, in ultima analisi, che appartengano a Pechino?

I cinesi hanno rubato la nostra “proprietà intellettuale”, hanno forzato trasferimenti di tecnologia dalle nostre alle loro imprese e infine hanno mandato spie che si fingevano studenti delle nostre Università per rubare i nostri segreti.

Nel frattempo, abbiamo permesso a noi stessi di diventare dipendenti dalla Cina per medicine e farmaci, vitali per la salute e la sopravvivenza di milioni di americani.

Chi è che ci ha fatto tutto questo? Siamo stati noi a farlo a noi stessi.

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Link Originale: https://buchanan.org/blog/jinping-takes-up-the-us-challenge-138600

Scelto e tradotto da Franco