Trump va all’attacco di Obama

Tom Luongo

Se Donald Trump vuole essere rieletto Presidente degli Stati Uniti dovrà far fuori il suo predecessore, Barack Obama.

L’ex Presidente è l’ostacolo più grande sulla strada per un secondo mandato.

Joe Biden potrebbe anche farcela ad essere il candidato Democratico, ma solo perché è un uomo di Obama — e perché l’ex Presidente non può candidarsi per un terzo mandato (grazie alla Costituzione degli Stati Uniti, di cui sembra non fregare più niente a nessuno).

Ma non c’è dubbio che, conseguenza dell’assoluzione del Gen. Michael Flynn, il Presidente sia finalmente passato all’offensiva, dopo aver passato più di tre anni a combattere contro le retroguardie Obamiane per restare al potere.

Obama è l’ispiratore di tutte le azioni concepite per spiare Trump — lo sa chiunque abbia un po’ di cervello.

Aver smascherato gli sgherri della precedente Amministrazione offuscherà l’eredità di Obama e scoraggerà gli elettori centristi che fossero stanchi degli errori di Trump e del peggioramento della crisi economica (conseguenza dell’isteria Covid-19).

Di conseguenza, è imperativo che Trump si liberi dell’ex Presidente il più rapidamente possibile.

Mettendosi in ginocchio davanti ad Obama ed appoggiando pubblicamente Biden, Hillary ha ammesso di aver perso la guerra per il controllo del Partito Democratico, che lei e suo marito hanno governato per decenni con “pugno di ferro”.

Obama, quindi, potrà fare campagna elettorale apertamente in favore di Biden.

E non pensate nemmeno per un secondo che i “ballon d’essai” su sua moglie Michelle, “compagna di corsa” di Biden, siano i fantasiosi desideri di qualche Democratico senza speranza.

Michelle è assolutamente una delle migliori candidate per quel ruolo.

Perché, con Trump sopravvissuto a tutto quello che gli hanno gettato addosso, l’unica possibilità di Biden risiede nella seconda “scesa in campo” di Obama, nelle vesti di “messia politico” della sinistra.

Nessuno lo sottovaluti, è un comunicatore davvero eccellente.

Michelle “compagna di corsa” di Biden mette Obama nella condizione di perseguitare Trump su tutto ciò che ritiene siano i suoi punti deboli — l’economia, i morti del Covid-19, la disoccupazione, ecc.

Quindi, gente, il fatto che Trump abbia scagliato il Direttore dell’ODNI, Richard Grenell, contro Adam Schiff (lo sfortunato capo della “House Intelligence Committee”) per ottenere la trascrizione e la pubblicazione delle testimonianze sul suo impeachment, non è una coincidenza.

Le trascrizioni confermano che la “cerchia ristretta” di Obama abbia mentito per anni, spudoratamente, sulla storia del RussiaGate.

Il tutto sulla scia delle conclusioni del “Dipartimento di Giustizia”, che ha archiviato il “caso Flynn” permettendo di far luce sugli eventi che hanno portato alla sua incriminazione e al suo licenziamento, con protagonisti gli stessi personaggi, dei bugiardi e dei cospiratori dalla faccia di bronzo.

Trump, poi, si è rivolto direttamente al popolo coniando il meme dell’anno: “Obamagate”.

Donald J. Trump✔@realDonaldTrump – OBAMAGATE!

In questo modo ha fatto sapere al mondo intero chi è il suo vero obiettivo. Sa che, se perdesse queste elezioni, sparirebbe qualsiasi possibilità di prosciugare la “palude di Washington”.

Biden, dopo aver nascosto la polvere sotto al tappeto, si farebbe da parte per motivi di salute, così Obama potrebbe governare la Casa Bianca da dietro le quinte, come First Lady al maschile.

E’ questa la vera ragione per cui i Governatori Democratici stanno sfidando il loro popolo e Trump rifiutando di aprire le loro città e i loro Stati.

Stanno cercando intenzionalmente di distruggere il Paese per riacquistarne il controllo, dimostrando di essere delle persone orribili.

Ma, a questo punto, il più grande ostacolo di Trump non si trova nella Camera controllata dai Democratici — e nemmeno nei Media.

Sono in realtà i Repubblicani del Senato, dimostratisi senza spina dorsale quando hanno avuto a che fare con qualcosa d’importante.

Possiamo già vedere le manovre e il “mercato delle vacche”.

Lindsey Graham (R-SC) sta già cercando di minimizzare la portata di questo scandalo, che fa sembrare il Watergate un’irruzione nell’ufficio del Rettore di Animal House  [https://www.mittdolcino.com/2020/05/14/dal-russiagate-allobamagate-la-fine-di-boomerville/].

Obama è colpevole dei più alti crimini di cui un Presidente possa essere colpevole. Ha utilizzato la “polizia federale” e i Servizi Segreti per spiare un avversario politico durante le elezioni.

Ma, fortunatamente, si è attivato Rand Paul (R-Ky) su mandato di Trump, per dare la caccia a Graham e costringerlo a fare marcia indietro.

Paul ha già chiesto udienza al Senato (nelle sue vesti di Presidente del “Comitato di Supervisione del Governo”) per metter fine alla corsa senza meta del debole e  infingardo Lindsey.

L’FBI sta dando la caccia a persone come Richard Burr (R-NC), Capo del “Comitato per l’Intelligence” del Senato, per potenziali vicende di insider trading.

Ma è solo un vergognoso gioco di potere per assicurarsi che Burr non lasci che la vicenda di Graham muoia in Commissione.

Ma è comunque chiaro che Trump voglia la testa di Obama su un “piatto d’argento” e che ora sia disposto a far terra bruciata attorno a lui e a chiunque cerchi di proteggerlo per ottenere non so bene che cosa.

Donald J. Trump ✔@realDonaldTrump  — Se fossi un Senatore o un Deputato, la prima persona che chiamerei a testimoniare sul più grande scandalo e crimine politico della storia degli USA è l’ex Presidente Obama. Lui sapeva TUTTO. Fatelo @LindseyGrahamSC, fatelo e basta. Niente più Mr. Nice Guy. Basta con le chiacchiere!

A Washington le cose stanno rapidamente andando fuori controllo.

Un lettore mi ha fatto notare che uno dei punti di forza di Trump è che egli vive nel caos, che si sente a suo agio nel rimescolare il piatto e “mandare in tilt le persone attorno a lui”, come dicono i giocatori di poker.

E’ quello che sta facendo con l’#Obamagate. Sta facendo quello che sa fare meglio, costringere i suoi avversari a reagire in modo scomposto esponendoli di conseguenza al suo prossimo attacco.

Ora è in modalità “campagna elettorale” come non la vedevamo da quattro anni.

Ma questa volta la sta facendo con molte più risorse a sua disposizione.

Trump non “andrebbe a cercare” Obama se non avesse le prove della sua colpevolezza.

È una creatura limbica ma non agisce a caso.

La gente di Obama cercherà di farlo passare come un atto di disperazione per la cattiva gestione del Covid-19 … ma non importa.

Con un “Dipartimento di Giustizia” che per la prima volta (da decenni) sembra deciso a mettersi al lavoro, Trump è pronto, finalmente, a fare qualcosa di giusto.

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Link Originale: https://tomluongo.me/2020/05/18/trump-offensive-obama/

Scelto e tradotto da Franco