Dal RussiaGate all’ObamaGate: la fine di Boomerville

Barak Obama si candida di fatto ad un terzo mandato?

Tom Luongo

Sempre, fin dal suo inizio, il RussiaGate ha riguardato Barack Obama anche se, lo ammetto, non l’ho sempre vista in questo modo.

L’odio per tutte le cose che riguardano Hillary Clinton è il mio personale “punto cieco”.

E’ chiaro che il vettore dell’intera indagine su Donald Trump sia sempre stato Barack Obama. È l’unico che nel corso degli ultimi quattro anni ha avuto il potere di schieragli contro le Forze Armate.

Grosso modo lo sapevamo già da un paio d’anni, ma c’è stata una serie infinita di diversivi messi in atto per offuscare la verità: che Donald Trump non era affatto un agente russo!

Nel frattempo, quello che si è chiarito al di là di ogni dubbio è che l’Amministrazione Obama usava regolarmente (ed in modo illegale) l’accesso al database della NSA per spiare gli americani e gli oppositori politici.

Queste operazioni risalgono a qualche anno prima dell’elezione di Trump. Era un sistema già in essere quando il ciclo elettorale s’intensificò, nel 2016.

La tempistica degli eventi di quel periodo dipinge un quadro sconcertante.

Un articolo di “Conservative Treehouse”  illustra fatti che coinvolgono Obama al di là di ogni dubbio [https://theconservativetreehouse.com/2020/05/09/why-is-obama-panicking-now-the-importance-of-understanding-political-surveillance-in-the-era-of-president-obama/]:

“Il 18 aprile 2016, conseguenza dei risultati di una verifica preliminare, il Direttore Rogers chiuse tutti gli accessi al database dell’FBI, dopo aver appreso che le richieste FISA-702 ‘about’ e ‘too/from’ venivano effettuate senza autorizzazione. Con questa prima scoperta iniziò una storia molto più ampia”.

Fu da quel momento che cambiò tutto perché, avendo perso l’accesso, il “team di spie” di Obama aveva bisogno di un altro modo per entrare nel database della NSA — e non solo in quello.

I dettagli sono tutti lì per chiunque abbia occhi disposti a vedere.

Obama è colpevole dei più alti crimini, avendo utilizzato le “Forze Federali” e i “Servizi Segreti” per spiare un avversario politico in tempo di elezioni.

Tutto questo si aggiunge ad otto anni di guerre rovinose, di “colpi di stato” (non sempre di successo), di “droni” scagliati contro cittadini americani per assecondare, in generale, il vandalo che è.

@realDonaldTrump : OBAMAGATE!

L’ObamaGate arriva nel momento in cui comincia la stagione elettorale del 2020.

Il DNC — dopo essersi “messo a cerchio” attorno a Joe Biden (nascosto come uno scemo nella sua cantina) perché non aveva nessun altro candidato che non fosse pura kryptonite — ha fatto uscire dall’ombra Barack Obama per attaccare la gestione del Covid-19 da parte di Trump.

Circolano voci che possa essere lui il “compagno di corsa” di Hillary [a questo punto candidata alla Presidenza] se Biden non fosse in grado di partecipare.

La “camera dell’eco” dei Democratici, in ogni caso, cerca disperatamente di far diventare sua moglie Michelle la candidata a Vicepresidente [in questo caso di Biden].

Perché? Perché è l’unico modo perché Obama possa candidarsi di fatto per un terzo mandato senza andare al ballottaggio.

Trump, prima di entrare in campagna elettorale, deve quindi distruggere ciò che resta dell’ultimo “Messia della Sinistra”, altrimenti avrà a che fare con un suo pari [entrambi Presidenti].

Per quale altra ragione Hillary avrebbe dovuto sostenere Biden, dopo aver passato l’anno scorso a cercare di “liberare i ponti” (per il suo trionfale ritorno) e oggi a cercare di distruggere l’economia di Trump con una finta pandemia ….. dopo un finto impeachment basato sull’apodittica e ridicola accusa che il Presidente fosse un agente russo?

Hillary ha capito che è giunta l’ora di “seppellire l’ascia di guerra” e di cercare di sbarazzarsi di Trump nell’unico modo possibile, attraverso le urne.

Perché, se i Democratici falliscono, fallisce assieme a loro il progetto plurigenerazionale della “Gente di Davos” volto al controllo del Mondo — mentre Trump farà il suo tour trionfale a Washington DC.

Queste persone, ovviamente, non hanno compreso il punto-chiave della “teoria della propaganda” di Goebbels: la “Grande Bugia”.

Perché funzioni, dev’esserci un nucleo di verità con cui avvolgere la prima bugia, per poi ripeterla all’infinito per renderla reale.

Di conseguenza il RussiaGate è morto e, quindi, lunga vita all’ObamaGate.

Gli accoliti di Obama lo stanno coprendo ormai da quattro anni. La trascrizione delle loro testimonianze ad Adam Schiff e alla “House Intelligence Committee”, relative  all’impeachment, ha smascherato le loro bugie.

Nessuno di loro era disposto a testimoniare “sotto giuramento” che Trump fosse realmente colluso con i russi (rendendosi colpevoli di “spergiuro”). Ma erano disponibili a farlo in TV, su Twitter e ovunque fosse possibile attaccare Trump con le loro gratuite sciocchezze.

Ma ora la nebbia si sta alzando e l’Apparato che hanno usato per i loro fini illegali sta rivolgendo la sua attenzione su quello che sono loro ad aver fatto.

Alcuni di loro si ribelleranno e daranno al Procuratore Generale William Barr quello che sta cercando.

Alcuni cadranno sulla loro stessa spada per aver obbedito ad Obama.

Ma non credo che Trump si accontenterà solo di questo. Egli sa che Obama è la chiave per prosciugare sul serio la Palude che è, di fatto, il suo vero obiettivo.

Perché, se non attacca Obama adesso, ad ottobre l’ex Presidente sarà un avversario formidabile.

A questo punto stanno entrambi combattendo per la loro vita.

Secondo la “Gente di Davos”, Trump avrebbe dovuto alzare bandiera bianca e starsene lì, accucciato in un angolo.

Ma Pat Buchananan lo aveva ben inquadrato fin dal gennaio del 2017. Scrisse che Trump non era come Nixon, che mai se ne sarebbe andato per proteggere l’”Istituto della Presidenza”.

Avrebbe combattuto fino alla fine perché lui, piaccia o meno, è fatto così.

E ora sono arrivati in “dirittura d’arrivo”. Un’amara e inevitabile fine li sta guardando in faccia.

Hanno perso tutta la loro credibilità, hanno corrotto intere fasce del Governo Federale attivando gli agganci di cui disponevano per manifestare sui media una menzogna priva di senso.

Ma non ha funzionato e ora sono alla disperazione.

L’esonero del Gen. Michael Flynn, la pubblicazione delle trascrizioni e delle bugie raccontate da John Brennan, James Clapper, James Comey e altri ….. tutto indica che siamo davanti a qualcosa di più sinistro.

Ora si sente l’odore della paura.

Da Bill Kristol a John Brennan, queste persone stanno vedendo la fine del loro progetto.

Che si tratti del “Nuovo Secolo Americano” o, semplicemente, della cinica spinta verso un’oligarchia transnazionale basata sull’Unione Europea, i loro sogni sono andati a sbattere contro un oggetto inamovibile: un popolo che si rifiuta di credere alle loro bugie.

Se si guarda un po’ più lontano, quando l’ObamaGate sarà alle nostre spalle e Trump sarà stato rieletto, potremo vedere la fine di un qualcosa di molto più grande, di quella che io chiamo “Boomerville”.

Siamo stati risucchiati in una fantasia fatta di soldi che piovono dal cielo e di guerre gratuite ….. che possiamo avere, in altre parole (come ha detto Ron Paul con la sua tipica eleganza), “sia le armi che il burro”.

Boomerville è l’immagine mitica di un mondo migliore, riempito con le scorregge degli Unicorni e con un tossico egualitarismo.

È un mondo fatto di “potere per il potere” che ci riduce a droni-operai costretti a diventare gli eroi di una storia che si svolge solo nelle loro teste.

Il RussiaGate è stato l’ultimo tentativo di uccidere la cosiddetta “Rivolta delle Persone Superflue” [http://remnantculture.com/211-the-remnant-of-albert-jay-nock-is-failure-inevitable] e di catturare il loro Messia, il Gesù Arancione in persona, Donald Trump, per dipingerlo nel peggior modo possibile.

Ma hanno dipinto l’immagine di sé stessi. È la tipica storia “Alinsky 101”: accusate il vostro avversario di ciò che siete voi nella realtà.

Gente, queste sono parole di lotta! Combattiamo anche noi.

Costringiamoli a difendersi fino a quando non si vergogneranno, crollando per la pressione.

Ho scritto per anni che Trump non sarebbe crollato ….. è un insieme pressoché unico fatto di capacità e difetti personali — la vendetta, il  narcisismo e la sgradevolezza sono i suoi più grandi punti di forza.

Era in grado di resistere più a lungo del RussiaGate e, alla fine, di rivoltarlo contro le persone che lo avevano iniziato.

Quel giorno è arrivato. Il RussiaGate è diventato l’Obamagate.

Donald Trump è sostenuto da un esercito che ha ben compreso che la sua lotta è anche la loro, che il Presidente deve porre fine a tutto questo una volta per tutte.

Èd è qui che finisce Boomerville, invasa sia dai Deplorevoli che dai resti degli Obamiani, che stanno ancora cercando di capire perché niente di tutto quello che avevano pensato ha funzionato.

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Link Originale: https://tomluongo.me/2020/05/12/from-russiagate-to-obamagate-end-boomerville/

Scelto e tradotto da Franco