Perché il governatore lombardo Fontana non pubblica più il numero di decessi da COVID19 per provincia dal lontano inizio marzo 2020?

Impressionante notare come gli ultimi dati disponibili sui decessi suddivisi per provincia lombarda siano stati comunicati ormai oltre un mese fa, un’era geologica in presenza di una crisi da virus come quella attuale.

Il governatore Fontana tira dritto: da fonti ufficiali non si ottengono altre informazioni ufficiali se non i contagi per provincia ed i decessi totali regionali, non i decessi per provincia. Permettetemi, questo è un metodo inaccettabile, della serie “nega le fonti dei dati e negherai le critiche“, quasi stile DDR comunista…. A comparazione sulla fattibilità del reperimento del dato di una semplice provincia lombarda, per una regione come la Lombardia che si reputa internazionale ma in realtà nella mentalità della sua classe dirigente resta un microbo di provincialità, possiamo prendere lo svizzerissimo Canton Ticino, che è equivalente ad una piccola provincia lombarda con poco meno di 400’000 abitanti, mentre la sola provincia di Bergamo supera il milione (la Lombardia ha circa il 15% di abitanti in più dell’intera Svizzera, ndr). In Ticino non solo ci sono bollettini completi sui contagiati ma anche sui decessi, come dovrebbero essere quelli provinciali lombardi; a livello nazionale svizzero sono anche indicate giornalmente le morti per classe di età e se con patologia pre-esistente, sesso, cantone ecc. Potete vederne un esempio di seguito:



Invece nella sempre fiera Lombardia di Fontana, che con il succitato leghista al governo ha subito danni enormi alla propria prima ottima reputazione regionale, compare nulla di tutto questo, solo i contagi per provincia ed il totale dei morti regionali. Forse per evitare di pubblicare tragici numeri come quelli che seguono?

I dati sono stati ricavati (stima) per via indiretta da: LINK

Vedete, il successo di un popolo, che sia regione o Stato non cambia, dipende dalla capacità della sua classe dirigente. Ovvero dalla capacità di detto popolo di scegliersi gente all’altezza che sappia rappresentare e difendere i propri valori oltre che i propri interessi.

Il leghista Gallera ammette  l’ “errore”: i bergamaschi ed i bresciani – con i loro molti decessi – saranno contenti dell’operato del governo lombardo?

Un atteggiamento come quello di Fontana che in veste di capo della sanità lombarda non comunica al pubblico i dati dei decessi per provincia dopo non aver saputo prendere importantissime decisioni che gli competevano, ad esempio chiudere autonomamente certe zone perché infettate (Bergamo e Brescia, ne aveva facoltà), o cancellare eventi come la Fiera di San Faustino a Brescia che a metà Febbraio ha portato 400’000 persone a concentrarsi in una zona ridottissima e molto probabilmente a diffondere esponenzialmente il contagio, schiacciate come sardine (chiedete si leghisti locali cosa pensano dell’operato della regione nella crisi del virus), o perché non si sono chiusi ospedali con numerose infezioni in corso all’inizio dell’epidemia (ad es. Alzano e Nembro), con un governatore a capo della regione che impone l’uso di mascherine spaventando la gente con video in diretta social mentre la regione di mascherine per la popolazione non ne ha (solo per dare la colpa sempre e comunque allo Stato, della serie, l’autonomia “solo quando conviene”), beh, questo significa gestire male il proprio territorio… Soprattutto per i lombardi questo è vero. E fa male.

Differenza di approccio e stile, CH e Lombardia: la conferenza stampa non è necessario farla con la mascherina se si vuole “normalizzare” la situazione….

Io mi domando per altro a che prezzo siano state acquistate le mascherine FFP2 dalle regioni: conosco personalmente lombardi emigrati da portare come esempio che dalla Svizzera hanno donato gratuitamente all’ospedale della propria città natia in Lombardia, ripeto GRATIS, mascherine FFP2 pagate 1,50 USD ciascuna, acquistate in Cina. A parte la follia del mondo occidentale di non essere in grado di avere linee produttive nel proprio paese per produrre detti materiali sanitari di base e doverli anzi produrre a 5000 km di distanza sottostando ad ingiustificati incrementi di prezzo da parte dei fornitori cinesi durante l’emergenza, sarebbe interessante scoprire a che prezzo tali mascherine FFP2 sono state nel caso comprate in emergenza dalle regioni italiane…
Si sa, l’Italia, a cui la Lombardia appartiene (la Lombardia ha anche approvvigionato autonomamente mascherine all’estero, ndr) è il luogo dove tutti tendono ad approfittarsi del prossimo, non mi stupirei se anche durante l’emergenza virus non si sia fatta eccezione…

Purtroppo quello che si deduce dall’accaduto è che la Lombardia, con la sua blasonata commistione pubblico-privato in campo sanitario che l’ha fatta trovare comunque impreparata al virus, ha sprecato una validissima occasione per dimostrare di poter essere veramente autonoma, COVID docet.

MD