IL VICEPRESIDENTE EMERITO DELLA CORTE COSTITUZIONALE MADDALENA CRITICA L’UNIONE EUROPEA (di Pepito Sbazzeguti)

Dal vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, una possibile “pista” per l’Italexit

Proprio ieri, 15 aprile 2020, è apparso sul mainstream, su Affaritaliani.it, un interessante articolo che riguarda il vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, Paolo Maddalena.

https://www.affaritaliani.it/politica/paolo-maddalena-petizione-contro-il-mes-privatizzazioni-annullabili-666078.html

Egli, nel criticare la stagione delle privatizzazioni, sottolineando che come ben sappiamo esse sono state perseguite secondo interessi estranei rispetto a quelli della Repubblica ed in aperto contrasto con la Costituzione, dopo aver espresso parole di fuoco contro il MES, dichiara:

«Questa Europa ha rispettato i principi fondanti? “No, li ha traditi completamente. Non possiamo uscire passando per l’articolo 50 del trattato di Lisbona, abbiamo visto che la Brexit è costata due anni di trattativa. Dobbiamo fare forza sulla Convenzione di Vienna, lo scopo iniziale è stato tradito quindi il trattato è nullo»

IL DOTT. MADDALENA SI RIFERISCE ALLA CONVENZIONE DI VIENNA

La Convenzione  è in pratica il compendio di diritto internazionale consuetudinario, che regola la sottoscrizione e lo scioglimento dei trattati tra Stati. La Convenzione è entrata in vigore a sua volta come trattato internazionale nel 1980.

Per noi è di particolare interesse l’Art. 61 della Convenzione di Vienna:

Art. 61 Sopravvenienza di una situazione che renda impossibile l’esecuzione

 Una parte può invocare l’impossibilità di dare esecuzione ad un trattato come motivo per porvi fine o per ritirarsene qualora tale impossibilità risulti dalla sparizione o dalla definitiva distruzione di un oggetto indispensabile all’esecuzione del trattato in questione. Quando l’impossibilità è temporanea essa può essere invocata soltanto come motivo per sospendere l’applicazione del trattato.

Abbiamo assistito a:

  • Furto e blocco doganale di materiale medico durante l’emergenza sanitaria:

  • Blocco dell’export di materiale medico da Francia e Germania verso l’Italia (poi revocato), nei giorni in cui venivano offerti aiuti francesi, tedeschi e della Commissione UE …all’IRAN (un paese molto importante per i poteri che reggono la UE, più rispettato della nostra povera Italia?…)
  • Imposizione del MES (la Troika) al centro di ogni “trattativa” sulla c.d. “ripresa” dopo la crisi sanitaria.

Inutile girarci attorno:  l’Italia è sottoposta a fortissime pressioni per l’accettazione di un prestito del MES, quale precondizione necessaria anche solo per poter discutere con i tedeschi per eventuali ulteriori strumenti di portata sostanziale, ulteriori rispetto alla liquidità fornita  a debito dalla BEI che appare limitata in quanto i fondi allocati riguardano tutta la UE, oppure al programma SURE della Commissione che in teoria dovrebbe fornire sostegno contro la disoccupazione; trattasi anche in questo caso di debito e comunque di un programma con portata limitata, si parla di 10 MLD circa per l’Italia, una cifra insufficiente per le necessità del nostro paese.

https://www.ilprimatonazionale.it/economia/ennesimo-cappio-sure-soldi-prestito-contro-disoccupazione-151981/

Mentre scriviamo c’è incertezza ovviamente sul Recovery Fund che dovrebbe essere parte, da quanto sappiamo sin qui, della programmazione finanziaria della UE 2021-2027, che potremmo ottimisticamente ritenere pronta a fine anno, e rappresenta in totale solo l’1% del PIL della UE….

Sappiamo invece molto sul MES.

L’art. 136.3 del TFUE non può essere emendato da decisioni dell’Eurogruppo o del Consiglio:  esso prevede l’applicazione di “rigide condizionalità” in concomitanza con la restituzione dei prestiti forniti dal MES.

D’altra parte, nell’accordo uscito all’Eurogruppo del 9 aprile 2020 è scritto chiaramente che “le norme del Trattato MES devono essere seguite” e “Dopo [la fine dell’emergenza sanitaria] lo Stato membro [coinvolto nel memorandum] rimane impegnato a rafforzare i suoi fondamentali economici e finanziari, in coerenza con il quadro di coordinamento e di sorveglianza economica e di finanza pubblica della UE. ” [Insomma, la pandemia sarà seguita da ulteriori dosi di austerità…].

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-stefano_fassina_leu_mes_in_sintesi_siamo_in_trappola/11_34164/

LE PREVISIONI DEI TRATTATI

Ma che cosa prevederebbero i trattati? Certo non l’arrivo della Troika, la riduzione in condizioni di colonia o l’ennesima applicazione di mortale – economicamente parlando e non solo – austerità a seguito di un’emergenza sanitaria ! Vediamo:

Articolo 3 TUE “Trattato di Lisbona”

L’Unione […]promuove la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri.

Articolo 80 TFUE

Le politiche dell’Unione di cui al presente capo e la loro attuazione sono governate dal principio di solidarietà e di equa ripartizione della responsabilità tra gli Stati membri, anche sul piano finanziario. Ogniqualvolta necessario, gli atti dell’Unione adottati in virtù del presente capo contengono misure appropriate ai fini dell’applicazione di tale principio.

Articolo 222 TFUE “CLAUSOLA DI SOLIDARIETÀ

1. L’Unione e gli Stati membri agiscono congiuntamente in uno spirito di solidarietà qualora uno Stato membro sia oggetto di un attacco terroristico o sia vittima di una calamità naturale o provocata dall’uomo. L’Unione mobilita tutti gli strumenti di cui dispone, inclusi i mezzi militari messi a sua disposizione dagli Stati membri, per:

[…]

b) prestare assistenza a uno Stato membro sul suo territorio, su richiesta delle sue autorità politiche, in caso di calamità naturale o provocata dall’uomo.[…]

Sfidiamo chiunque a trovare traccia di coesione e solidarietà in un continente che ormai ci offre solo una prospettiva coloniale (questo era probabilmente sin dall’inizio il progetto delle nazioni oggi egemoni, mai dimenticarlo…).

La violazione dei trattati UE implica la violazione dell’Art. 11 della Costituzione, che consente le limitazioni della sovranità solo al fine di assicurare la pace e la giustizia fra le nazioni (quindi nessun colonialismo intra UE è legale!).

UNA “PISTA” DA SEGUIRE

Il  comportamento di Stati come Germania ed Olandacoincide perfettamente con quello di un’azienda concorrente della propriaapprofittano di ogni occasione utile (in questo caso di una pandemia) per affossare l’economia degli Stati finanziariamente deboli, possibilmente spingendoli al fallimento, con lo scopo ultimo di acquisirne gli asset strategici come già accaduto nel caso greco. Probabilmente, nel caso italiano, l’intento è anche quello di appropriarsi dell’enorme risparmio privato accumulato nell’era della Lira.

Ebbene, tutto ciò contrasta perfino con i trattati istitutivi dell’UE

Il Dott. Maddalena, ci spinge a riflettere sul fatto che il comportamento che molti Stati della UE hanno assunto durante questa crisi, non è solo moralmente deprecabile, è anche incostituzionale per violazione dell’Art.11 Cost.; insomma, quanto sta accadendo a seguito dell’epidemia da Covid-19, secondo il diritto internazionale può consentire di dichiarare nulli i trattati istitutivi della UE o sospenderne l’applicazione….

Ci sono vari modi per ottenere i necessari effetti sul piano legale, ovviamente sono da preferire norme o pronunce giurisdizionali di rango costituzionale: oltre al Parlamento, potrebbe agire anche la Corte Costituzionale (certo, non con l’attuale composizione).

Sentire una voce autorevole e di notevole peso – come quella di un vice presidente emerito della Corte Costituzionale – esprimersi in modo radicale, ci dimostra che pian piano, forse, anche i giuristi si stanno definitivamente svegliando dal “sogno” EUropeista, divenuto incubo (“alla buon ora”, vien da dire).

E’ nostro preciso dovere diffondere conoscenza e consapevolezza: uscire dalla “gabbia” si può, abbiamo ancora a disposizione gli strumenti che servono – sul piano legale – per lasciare la UE (prima che sia troppo tardi).

Pepito Sbazzeguti