Una semplice statistica dimostra che in Lombardia qualcosa di molto strano è successo: siamo davvero sicuri sia lo stesso ceppo del virus ? Una prima analisi

La Lombardia può secondo noi essere paragonata solo con un Paese in termini di verifica di effetti del virus, diciamo un paese avanzato come la Regione Lombardia: la Svizzera. Ci sono infatti similitudini culturali e storiche, oltre che sulla qualità della sanità ed anche in termini di mentalità e relativo sviluppo economico: certamente la Lombardia è la regione più nordeuropea della Penisola. Dunque vale la pena mettersi di buona lena e fare due conti. Noi ci abbiamo provato ed i risultati sono sconcertanti. Sorprese sconcertanti.

NOTA: Chiediamo per altro venia per il refuso di un blocco nell’articolo del dr. Sbrenna/Prini, in quanto è finito un redazionale che era destinato al predecessore di questo intervento, purtroppo perso durante i problemi al server di ieri.

      

Premetto che non sono un medico ma un ingegnere, dunque il taglio che darò sarà semplicemente statistico, grezzo, con semplici correzioni di buon senso. Or dunque abbiamo elaborato i dati di contagi e decessi in Lombardia, Svizzera, Ticino, province di Bergamo e Brescia e li abbiamo comparati, facendo alcune valutazioni di merito, asettiche.

Stante il fatto che la Svizzera ha fatto pochi (o tanti) tamponi come la Lombardia, riterrei anzi meno vivendoci e vedendo come funzionano le cose, anche secondo le direttive del Medico Cantonale che in Svizzera valgono come indirizzo ufficiale vengono rispettate (non come troppo spesso accade in Italia, vedasi la Regione Lombardia che fu richiamata dall’ISS per aver dato i positivi senza previa conferma dell’ISS fino al 25.2.2020, ndr), non vedo come possibilità concreta di un numero superiore di tamponi – e dunque di positivi – effettuati in Svizzera rispetto all’Italia; dunque i numeri lombardi fanno davvero paura.

Si perchè, anche correggendo per i dati di densità di popolazione reale in funzione della superficie abitabile della Svizzera, risaputamente meno di quella lombarda in proporzione (abbiamo semplicemente tolto dal computo svizzero la superficie di territorio superiore ai 2’000 metri come correzione stimata, addirittura il 23%, ndr), le due aree appaiono ancora più assimilabili in termini generali, anche in termini di densità abitativa, ossia rendendo più omogenee le valutazioni. Oltretutto sono anche regioni confinati, dunque con uno scambio forte di persone e di merci, anche a causa dei frontalieri che assommano quasi alla metà della forza lavoro ticinese, ad esempio.

Quello che emerge sembra essere drammatico: mentre il numero di casi testati positivi è abbastanza simile nelle due locations (sebbene i casi COVID positivi siano di più in Svizzera che in Italia [in proporzione], notasi che la popolazione italiana è ca 7X di quella svizzera, ndr), la mortalità da COVID-19 svizzera è decisamente inferiore. Paragonando addirittura la mortalità delle province di Bergamo e Brescia c’è davvero da tremare: Bergamo ha mortalità 20 volte quella Svizzera! E 4+ volte quella ticinese, dove per altro non c’è crisi da posti in terapia intensiva, la situazione è sembra gestita molto bene.

Ma il punto è un altro: se i dati sono corretti, sebbene i dati dei decessi per provincia siano stati ricavati da organi di stampa (non li abbiamo trovati sul sito della Regione Lombardia), sembra quasi che ci siano due evoluzioni diverse, anzi quasi che il virus sia diverso (…), molto infatti non torna.

Che avesse ragione il presidente dell’Ordine dei Biologi, Vincenzo D’anna quando diceva che la Lombardia presenta ceppi COVID-19 diversi? (Magari anche tre ceppi, quello cinese, quello “autoctono di Codogno” cfr. V. D’Anna, e un altro a Bergamo e Brescia?)

Lascio perdere la comparazione con l’Italia in generale, che fa davvero pensare che in Lombardia sia successo davvero qualcosa di “stranissimo”. Anche il fatto che il Ticino abbia subito un effetto molto più simile alla Lombardia che alla Svizzera fa pensare che ci sia qualcosa che davvero non torna nei virus coinvolti, ad esempio. Infatti i ticinesi non tifano Atalanta dunque non sono andati a Milano a vedere la partita dei bergamaschi ad inizio Marzo, visto che vorrebbero farci credere che questa è stata la causa dell’extra contagio bergamasco ma tutto sommato non milanese. Anzi, ci si chiede perchè Milano con meno abitanti di Bergamo e Brescia abbia mortalità inferiore pur avendo una densità abitativa da metropoli ossia molto più elevata.



Inoltre la sanità svizzera ed anche ticinese è di livello elevato, dunque si escludono errori grossolani nella gestione delle procedure lato svizzero. Pensate che prima che esplodesse la pandemia con chiusure annesse, le scuole ticinesi non chiusero proprio perchè si riteneva che i bambini a casa sarebbero stati portati dai nonni, contagiandoli (ossia in Svizzera sapevano cose che l’Italia ha scoperto suo malgrado, a livello mediatico, solo settimane dopo).

In breve, nulla sembra tornare con l’epidemia COVID-19 in Lombardia.

Verrebbe da dire che esistono davvero ceppi diversi un Lombardia rispetto al resto dell’Italia e dell’EUropa. Forse addirittura del mondo visto che la zona attorno a Bergamo è stata definita dagli esperti, in termini di COVID1-19, una anomalia planetaria. O quanto meno tale ipotesi, ceppi diversi, potrebbe spiegare la situazione attuale.


Al 6.4.2020


Sarebbe interessante che Fontana approfondisse tali dati. Ben sapendo che è solo questione di tempo prima che venga compreso cosa è successo veramente. Ad esempio bisognerebbe interpretare lo strano caso del paziente zero (sembra iraniano!)  venuto dalla Germania a contagiare mezza Codogno e poi sparito nel nulla tornando in Germania (…), fonte ISS. Sappiamo – comunque – che il governatore Fontana, per altro il capo supremo della sanità lombarda, sarà tenuto a spiegare molte cose.

MD