Giulio Sapelli conferma: Draghi è il cavallo di Troia della Germania di Angela Merkel, pro-EU e pro-Euro (quindi CHI supporta Draghi è pro-EU e pro-Euro…)

 

Purtroppo le notizie interessanti passano col silenziatore, in Italia. Il candidato premier (mancato), Giulio Sapelli, grande conoscitore della storia economica, purtroppo ultimamente in adulazione anche lui della Francia egemone in Italia, lancia la bomba: Draghi è un cavallo di troia della Germania, quella cattiva, ossia quella di Angela Merkel, che mai concederà nulla su eurobonds e coronabonds in quanto snaturerebbero il progetto neocoloniale franco-tedesco del terzo millennio . Chiaramente chi supporta Draghi è parimenti pro-EU e pro-Euro. Chi è che supporta dunque Draghi, oggi?

Avete capito dove voglio arrivare. Senza dietrologie, solo per derivazione diretta:

(Sapelli= Tesi Draghi pro Euro)—-> (Chi supporta Draghi=Pro-Euro)—>CHI?

Prima di tutto citiamo le parole di Giulio Sapelli come da articolo di Startmag.it:


“Mario Draghi che dice “bisogna fare debito” è un gioco di specchi e c’era un caduto anch’io”. E’ quanto afferma, intervistato da La Verità, lo storico dell’economia e saggista Giulio Sapelli. “Ho pensato – spiega – che dietro ci fossero gli americani che hanno sempre sponsorizzato Draghi. Poi ho notato: il presidente della Bundesbank Jens Weidman tace, la Frankfurter Allgemeine tace, da Le Monde e le Figaro niente siluri. Allora ho capito che Draghi parlava per i tedeschi. E infatti Angela Merkel ha preso tempo per cambiare politica


Chiaro il parallelismo: sappiamo che Draghi è supportato prima di tutto da Salvini e Renzi; dunque, seguendo il metro di Giulio Sapelli, Renzi e Salvini sono pro-EU e pro-Euro. Null’altro da aggiungere.


Milano pro-Deutschland con marsigliese come prossimo inno nazionale?

Se non stigmatizzare la solita follia interessata del momento, addirittura vediamo  commentatori su siti milanesi, gente anche rispettata come Carlo Pelanda sul Sussidiario.net , la stessa testata dove di norma scrive Giulio Sapelli, dire delle grandiosi castronerie. Si, castronerie, sentite qui e mi direte: pur di non dire ITALEXIT, a cui la Milano tedesca sembra ormai allineata, ossia preferendo la Germania all’Italia Unita, l’economista conclude che, visto che a Germania non cederà mai sugli eurobonds, bisogna farsi finanziare – UDITE UDITE – dagli Stati Uniti ossia dalla Fed, in dollari.


Estratto dell’intervista dell’economista Carlo Pelanda su Ilsussidiario.net


La quale Fed emetterebbe, secondo l’economista Carlo Pelanda, dollari da dare all’Italia per finanziarsi al posto dell’EU ma senza uscire dalla moneta unica e pur anche senza poi fare svalutare il dollaro rispetto all’euro in forza di accordi interstatali o qualche alchimia del genere (commento personale: sì, e gli americani sono fessi….)

[NDR: Di fesserie – spero non interessate – ne ho sentite tante ma quella di Pelanda le batte tutte….]

Questo prova una grande verità, ormai lampante a volerla solo vedere: pur di non dire ITALEXIT, pur di non uscire dall’euro, pur di non fare uno sgarbo a Berlino e Parigi, che evidentemente non è parca in prebende, si arriva anche o folleggiare assurdità del genere. Soprattutto al nord.

La verità è MOLTO più semplice. Da una parte all’ITALEXIT non c’è alternativa per l’Italia, quanto meno se si vuole sperare che l’Italia rimanga contemporaneamente democratica, relativamente benestante e unita.



L’altra verità è che Berlino e Parigi sono in un angolo, visto che le conseguenze della crisi economica da coronavirus distruggeranno i fondamenti – pochi e molto deboli – dell’euro, costringendo o a cambiare l’EU nelle sue basi o a smontare il progetto EUropeo ossia prima di tutto la moneta unica. In tale contesto la presenza massiccia di militari USA in EU impedisce per ora ogni “pensata” estremista, ad esempio invadere militarmente l’Italia che tenta di fare l’ITALEXIT. E la quarantena impedisce pure eventuali attentati stile strategia della tensione (Moro, Ustica, BR, tutti di matrice europea), evitando che gli italiani perdano il focus sui problemi importanti, prima di tutto la permanenza nell’euro dell’Italia.

La terza considerazione, la più gravida di conseguenze, è rilevare dai fatti che la Lombardia sembra aver deciso, facendo leva sul caos post coronavirus, di sua sponte di andare con la Germania separando anche l’Italia se necessario, ossia restando nell’euro a TUTTI I COSTI (vedasi la zona rossa economica di Sala/Fontana, a fine febbraio scorso). Ossia seguendo la strada della secessione prima di tutto economica, come in Catalogna, in carta carbone. Ma in modo più subdolo, come solo gli italiani sanno fare: senza dirlo, partendo appunto dalla secessione economica tentata pubblicamente con la zona rossa economica annunciata da Sala vice di Fontana e proseguita cavalcando l’emergenza coronavirus da Salvini; per poi confluire in quella materiale, quanto meno nel progetto di qualche invasato ex RSI oggi nella fila direttive soprattutto leghiste. Senza rendersi conto che la Lombardia legata alla Germania diventerà entro poco la stessa vacca da mungere che era ai tempi del VIVA V.E.R.D.I. , ossia pagando a gente che parla tedesco – come fu per il Lombardoveneto  – poco meno del 30% di tutte tasse dell’impero asburgico, memento il Sant’Ambrogio del Giusti. O meglio, volendo sostituire la forza lavoro meridionale diventata cara con i negri da schiavizzare, come fa la Germania in fondo, negri che a Milano sono abbondanti.

Non avessi letto articoli come “Il treno della vergogna” sul milanesissimo Il Giornale qualche tempo fa potrebbero dirmi che non è così, ma la realtà è purtroppo matrigna…

Certo, lo Stato Italiano va PROFONDAMENTE riformato, prima di tutto spostando i ministeri da Roma, quelli non relativi alla sicurezza intendo, proprio per evitare che sia la Roma politica a sconquassare l’Italia con le sue mangerie. Ma lo stato unitario deve essere fuori discussione, solido ed inscindibile.

In ogni caso gli USA non hanno alcun interesse alla separazione dell’Italia, in quanto sanno benissimo che una Italia del nord sotto Berlino e Parigi è solo questione di tempo prima che metta in discussione la presenza militare USA nello Stivale.

Vi lascio con questo tarlo, certamente molto supportato dagli eventi recenti.

MD