Vincenzo D’Anna, il numero 1 dei biologi italiani, ritira le sue dimissioni: dunque non sono riusciti a metterlo in croce per le sue dichiarazioni per cui esistono due virus in Italia, uno cinese ed uno “padano”… Ooops!

 

Le fake news sul caso coronavirus temo si sprechino (e non solo su tale argomento). Purtroppo le fake news in generale ci ammantano. In tale contesto rileviamo che Vincenzo D’Anna presidente dell’Ordine dei biologi, ossia una persona scientificamente supportata e preparata in materia, ha affermato qualche settimana fa che esistono addirittura due virus che circolano in Italia: uno cinese, pericoloso e per fortuna poco diffuso; ed uno padano, autoctono, relativamente benigno (aggiungo io, resta solo l’enigma – o meglio l’anomalia – Bergamo, che qualcuno dovrà prima o poi indagare). Le grandi testate giornalistiche si sono affrettate ad affermare che le notizie fatte circolare da D’Anna erano false, fake news. Parlo di giornaloni, non di esperti in materia, sbattendo tale verità in prima pagina, “le false voci sul coronavirus di D’Anna”, o qualcosa del genere. Ma come fanno a dire che è scientificamente falso quanto affermato da Vincenzo D’Anna senza fare prima approfondimenti scientifici? O chiedendo dati scientifici a supporto all’interessato, che nessuno sembra aver chiesto?

Tutto questo mi fa pensare alle fake news che conosciamo bene, quelle del Russiagate ad esempio: tutte news che all’inizio si spergiurava fossero vere,  poi invece rivelatasi fake news fatte circolare dai giornaloni nazionali senza poi nemmeno una parola di scuse ai lettori; oggi si tratta degli stessi media abituati ad essere fedeli servi del potere distorcendo la realtà. Ovvero gli stessi che attaccano D’Anna, quasi il biologo avesse detto qualcosa che non doveva dire. Dunque il risultato è che a D’Anna non sono riusciti a farlo dimettere, comunque, implicando quindi di non avere sufficienti argomenti contro di lui (se i biologi che lui rappresenta a livello nazionale sapessero con certezza che il loro presdiente ha detto una fesseria immane lo avrebbero certamente fatto dimettere, SI NOTI; o in Italia tutti i biologi sono dei cialtroni?) Tradotto: quello che ha detto D’Anna non puà essere derubricato così facilmente ad una balla.

Ma, un momento, forse anche l’ISS non diceva più o meno la stessa cosa di D’Anna? Analizziamo un po’…

Attacco a D’Anna sul Corriere, vi insegno un trucco: articolo NON firmato della redazione online…. Occhio!

Quello di Vincenzo D’Anna sembra un giallo: affermare che esistono due virus, di cui uno padano, potrebbe adombrare ipotesi pazzesche. Ad esempio che ci sia un secondo davvero virus autoctono , non dico però “fatto diffondere con intervento umano” (…). Diciamo generato con tempismo miracoloso in tempi di coronavirus nella pianura padana, ossia dove c’è anche l’altro virus “corona”, tutto è possibile. Resta comunque il fatto che, nella stessa zona, è statisticamente assai improbabile che, contemporaneamente, si sviluppino e diffondano naturalmente due virus simili e vengano per giunta spacciati entrambi per coronavirus, che dite?.

Aggiungete che le Regioni Lombardia e Veneto, praticamente fino a fine febbraio scorso, in contrasto contro le direttive dell’ISS, che hanno valore di legge, sembravano recalcitranti ad inviare per conferma i tamponi all’ISS per definire i casi conclamati, da lì il richiamo dell’ISS nella circolare del 25.2.2020. Sappiate che è bastata una settimana di tamponi ricevuti ed analizzati dall’ISS per far venire fuori

un’altra bomba, ossia che il contagio cinese non c’entra nulla con il contagio italiano. Lo ha detto il Ministero della Salute!

Aggiungiamoci le fake news sempre lombarde e venete sui tamponi da fare A TUTTI, ripetendo mediaticamente che sono necessari, “TAMPONI A TUTTI”, quasi fosse propaganda (ripetere ripetere, ripetere…). Sappiate che le prescrizioni contenute nelle circolari ISS del 22.2 e 25.2 su come fare i tamponi, ossia NON DA FARE A TUTTI, sono semplicemente la trasposizione delle direttiva dell’OMS. Ovvero, fare tamponi a tutti NON serve ed anzi è deleterio, anche a causa dei falsi positivi che ne deriverebbero da gente che magari è stata in contatto con gente contagiata ma che non ha assolutamente nulla! Viene il dubbio su che gioco si stia realmente giocando nell’asse Milano-Padova.

Il ministro della salute ticinese dice che i tamponi a tutti NON sono da fare… (LINK)


In poche righe abbiamo espresso già alcuni fatti che, unitamente all’impossibilità di attaccare coi fatti e con la scienza D’Anna, che infatti NON si è dimesso, gettano ombre oscure sull’accaduto.

Incredibile: l’ISS conferma che il contagio COVID-19 italiano NON arriva dalla Cina ma dall’Italia (oltre a rilevare che la maggioranza dei tamponi testati da Lombardia e Veneto NON sono stati confermati dall’ISS): che sta succedendo? Una prima analisi

Vi dò anche un’altra notizia interessante: al 9.3.2020, come indicato dall’ISS, i tamponi CONFERMATI positivi dall’ISS erano circa 1300 su circa 8500. La differenza erano, secondo quanto leggiamo, solo probabili, visto che non erano stati confermati dall’ISS. E tali tamponi arrivavano sopratutto da Lombardia e Veneto, in misura minore dal Piemonte. E che dunque, dopo il richiamo del 25.2 alle regioni, ossia in primis Lombardia e Veneto, codeste hanno iniziato ad inviarli a Roma per conferma, come vuole la legge per definire i casi conclamati. A tale punto evidentemente si è creato un accumulo di tamponi che ha se non bloccato enormemente rallentato l’operatività  dell’ISS in tema di analisi. Ossia un cd. backlog. Il risultato , considerato che ci vogliono circa 5-7 giorni per fare il giro delle conferme, è che c’è stato un rallentamento delle diagnosi, dall’ 1.3 all’ 8.3, per poi esplodere come numero: tale esplosione dei casi confermati molto probabilmente non era un un effetto del virus che si diffoneva all’impazzzata ma un effetto diciamo burocratico di accumulo di tamponi da verificare. Considerate che nei prossimi 5-6 giorni si stima che tale accumulo verrà risolto e quindi l’emergenza di una curva che continua a salire si sgonfierà. E tutti tireranno un sospiro di sollievo, speriamo

Oggi, il sole 24 ore

Ma, attenzione, cosa capita proprio in questi giorni? Che i giornali preminentemente del nord dicono: tamponi per tutti, ripeto, non solo in contrasto con le linee guida dell’ISS ma anche e soprattutto dell’OMS (lo ha confermato Ricciardi, membro dell’OMS, ieri in TV, presente la dott. ssa Gismondo in trasmissione, virologa dell’ospedale Sacco). Ovvero anche in contrasto con quello che viene fatto in Svizzera, Francia, Germania, UK, USA… Strano eh?

Le news…

Notate anche un altro aspetto: in Svizzera sembra ci sia una certa carenza di tamponi, certamente esiste una certa recalcitranza a fare i tamponi agli asintomatici. Ma sono pieni di mascherine, infatti l’Italia gliele compra. In Italia, stranamente, accade l’inverso: tamponi per tutti, fatti anche sproposito forse, ma mancano mascherine…. In Italia infatti c’è il panico, in Svizzera sono tutti più o meno tranquili.

Da oggi la regione Veneto impone tamponi a tutti, anche se asintomatici (contro le direttive dell’ISS): mentre si va al supermarket si verrà “testati”! Chi vuole tenere alta la tensione? Cosa c’è dietro?

Dunque, unite i puntini e capite che forse c’è qualcosa che non torna: cosa vogliono veramente le regioni del nord? Seminare il panico? Avrà ragione D’Anna? E perchè tutti gli danno contro invece di indagare SCIENTIFICAMENTE sulle sue affermazoni, magari chiedendogli pezze a supporto delle sue parole? Perchè  NEL CASO le regioni non hanno ottemperato al metodo di conferma dei tamponi previsto dalla circolare del 22.3? E perchè oggi molti media del nord vogliono “tamponi per tutti”, andando contro non solo alla scienza ma anche alle direttive dell’ISS che poi sono anche quelle dell’OMS? Il dubbio sorge.

In tutto questo l’unico enigma, l’anomalia nazionale, resta Bergamo, dove le morti non si spiegano, ossia non si capisce perchè sia una zona così colpita. E soprattutto non si spiegano i contagi visto che molti di questi sono avvenuti in paesini quasi montani. A Bergamo però c’è l’Istituto Mario Negri, dove fanno ricerca avanzata e sul campo, avendo esperienza anche in ricerche che coinvolgono, sembra, i recettori oggi interessati dal coronavirus: sapranno darci lumi sulla genesi dell’epidemia locale?

Come capite, nulla è come sembra, così almeno verrebbe da dire.

MD