Qualche dato sull’influenza stagionale e sulla relatività dell’incidenza del Covid-19, che io chiamo influenza da ceppi diversi di coronavirus. Sembra un panico sotto molti versi ingiustificato, viste le cifre

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Leggo della crisi da corona virus e non riesco ad essere preoccupato, scusatemi. Il motivo? Un po’ di attenzione ai numeri, usando il cervello. Ad esempio, nessuno vi dice che tra i morti del coronavirus ci sono soggetti centenari, malati terminali ricoverati in reparti oncologici, anziani con patologie pregresse, che ci dicono deceduti, appunto, “per coronavirus”. Ma in realtà si trattava di situazioni in cui può avere davvero poco senso collegare la morte al virus. Notando per altro che non ci sono bambini tra i morti, anche in CIna, sotto i 10 anni sembrano immuni (è probabilmente “colpa” del timo, che negli anziani si riduce al 10% rispetto alle dimensioni di quando si è bambini). Finalmente, ragionando sui numeri ufficiali dell’ISS – Istituto Superiore di Sanità, dell’influenza stagionale, si ha la conferma finale sulle relatività di cotanto allarme.

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Rilevando quello che è scritto oggi sul sito dell’ISS, si rimane infatti di stucco. Aggiungo che, comunque, lasciando perdere le fazioni politiche, bisognerebbe in momenti critici come gli attuali, essere uniti. Sappiate che non sopporto gli avvoltoi ed anzi ritengo che oggi sia il momento di fare gruppo, comunque. Finita la supposta crisi da coronavirus, che ritengo decisamente ingigantita (e che comunque ritengo si concluderà entro Aprile), si potrà tornare a scontrarsi politicamente. Chi non persegue questo obiettivo pragmatico di unità nell’interesse dello Stato, per chi scrive NON è patriota. Punto.

Detto questo, tornando ai numeri dell’ISS, mi viene da sorridere. Dunque, cito, scartabellando la pagina ufficiale sul monitoraggio dell’influenza stagionale del ministero della Sanità italiano:

“Nella 8a settimana del 2020, il numero di casi di sindrome simil-influenzale continua a diminuire dopo aver raggiunto il picco stagionale nella quinta settimana del 2020. Il numero di casi stimati in questa settimana è pari a circa 572.000, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di circa 6.196.000 casi.”

Ossia 572mila casi di influenza nella settimana e oltre 6 milioni di casi dall’inizio stagione.  Numeri spaventosi.

“Casi gravi: alla 8a settimana della sorveglianza sono stati segnalati 169 casi gravi di cui 35 deceduti.”

ossia nella settimana ci sono stati 35 casi gravi di influenza!

“Mortalità: durante la 7a settimana del 2020 la mortalità (totale, non solo influenza*) è stata lievemente inferiore al dato atteso, con una media giornaliera di 214 decessi rispetto ai 234 attesi.

* Nota: indicatore ricavato dal sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera (Sismg), basato sulla rilevazione in 19 città campione italiane che raccolgono quotidianamente il numero di decessi per gli ultra65enni per tutte le cause (non solo per influenza). Tale numero viene confrontato con quello atteso costituito dalla media dei decessi registrati nei cinque anni precedenti. 

Qui c’è la mortalità dell’influenza stagionale, confusa con altre statistiche, non ne capiamo il motivo sinceramente quanto meno nella pagina dove si parla di mortalità da influenza: comunque sono 214 morti come media giornaliera, specificando bene che però si tratta di mortalità non solo per influenza degli over 65enni.

    • “Dall’inizio della sorveglianza (ottobre 2019) sono stati segnalati 164 casi gravi di influenza confermata in soggetti con diagnosi di Sari (Severe Acute Respiratory Infection-gravi infezioni respiratorie acute) e/o Ards (Acute respiratory distress syndrome-sindromi da stress respiratorio acuto) ricoverati in terapia intensiva, 33 dei quali sono deceduti. I casi sono stati segnalati, da 16 Regioni e Province autonome.
    • In 135 casi (82%) era presente almeno una condizione di rischio preesistente (diabete, tumori, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche, obesità, ecc.). In 152 casi è stato isolato un virus di tipo A (84 casi A(H1N1)pdm09, 37 A(H3N2), 31 A/non sottotipizzato) e in 12 casi un virus di tipo B.
    • Tutti i casi sono stati ricoverati in una Unità di Terapia Intensiva e/o subintensiva, 16 hanno necessitato del supporto Ecmo (Ossigenazione extracorporea a membrana) e 126 sono stati intubati.”

Dall’inizio della sorveglianza vengono citati i numeri di malati inviati in terapia intensiva, 164 casi gravi. Notasi che anche l’influenza, come la Covid-19, colpisce soggetti già debilitati da patologie pregresse.

Dunque, paragoniamo i numeri sopra dell’influenza diciamo “normale”, un vero bollettino di guerra, con i casi di coronavirus, tenendo presente che nessuno ci dice quanti sono i morti di coronvirus per classi di patologia pregresse e di età. Ben sapendo che i bambini sono praticamente immuni e che il Covid-19 colpisce soprattutto gli anziani, appunto con patologie pregresse.

Ad oggi i casi di Covid-19 sono:

Coronavirus, l’ultimo bollettino: in Italia 2.263 positivi e 79 morti

Paragonate questi numeri con quelli dell’influenza e capite che forse bisogna calmarsi un po’: tutti voi avete molte più possibilità di morire per l’influenza diciamo normale che per coronavirus!

Ovvero, ben ricordando che esistono multipli studi scientifici che hanno dimostrato come esistano diversi ceppi di virus, di cui alcuni presenti ben prima dell’ipotetico paziente zero in Italia. Ossia è molto tempo che questo virus sembra circolare, eppure i morti sono relativamente pochi per essere una cd. epidemia.

“… D’altra parte, il tipo S, che è evolutivamente più vecchio e meno aggressivo, potrebbe essere aumentato nella frequenza relativa a causa della pressione selettiva relativamente più debole. Questi risultati suggeriscono fortemente la necessità urgente di ulteriori studi immediati e completi che combinano dati genomici, dati epidemiologici e record grafici dei sintomi clinici dei pazienti con malattia di coronavirus 2019 (COVID-19). …” – NATIONAL SCIENXCE REVIEW, traduzione al LINK

Le ultime news, sulla base di studi recenti, stanno per altro dimostrando che esistono almeno due ceppi anche in Italia, uno forte ed un debole. Quello forte attacca soprattutto la Cina e soprattutto l’Iran (….). In Italia il ceppo più comune è quello diciamo debole, ben ricordando che il punto di attacco del Covid-19 (NATIONAL SCIENCE REVIEW), soprattutto quello “grave” presente in Italia solo molto limitatamente, sono i recettori ACE2, acetilcolinasi, che sono fin a 5 volte più numerosi nei cinesi rispetto agli occidentali.

L’altro aspetto da valutare è che agli esordi della malattia diffusa mediaticamente come epidemia supposta, l’Italia decise di confermare le diagnosi pur senza campioni multipli e pursenza la conferma finale dell’ISS, cosa che ha seminato il panico moltiplicando i casi. Parimenti anche i tamponi non sembrano in grado di differenziare i due cepp scoperti, di cui uno sembra davvero simile all’influenza normale negli effetti.

Io vi chiedo però di fare attenzione ai dati. Ad esempio in UK, con una popolazione simile a quella italiana, ci furono nel 2016 circa 28mila morti soprattutto per l’influenza diciamo normale (e demenza). Nel 2014, quando ci furono problemi legati alla mortalità europea legata ad un vaccino dubbio poi anche ritirato dal commercio in Italia (…), l’incidenza delle morti fu leggermente inferiore ma non troppo lontani. In ogni caso nessuno si stracciò le vesti e dunque non ci fu tutto questo panico. Paragonate i morti con i casi del Covid-19 in Italia e capite molte cose. Guarda caso capitano cose molto strane ai nostri giorni….

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Ossia, temo che non vi stiano dicendo il numero di morti che ci sono abitualmente per influenza diciamo normale ogni anno, altrimenti sì che vi preoccupereste, molto di più rispetto al COvdi-19. Infatti tali numeri sono immensamente più alti di quelli della Covid-19. Parimenti le morti per polmonite in Italia, in cui solo in una parte si riesce ad individuare quale sia precisamente il patogeno, sono migliaia all’anno.

Dunque, calma e gesso: igiene, pulizia devono essere a parola d’ordine, assieme ad una corretta alimentazione, prediligendo verdure e cibi sani.

Spero di avervi fatto aprire gli occhi sulla necessità di evitare il panico. E fors’anche sulla follia interessata a scatenare il panico in Italia, oggi. Capiremo forse il motivo di cotanta follia temo interessata più avanti.

MD