Nel voto a Von der Leyen purtroppo è l’EU ad essere stata coerente: come anticipato da Zanni, i leghisti avrebbe votato “si” in cambio di un commissario EU. Visto il rifiuto si sono tirati indietro! (lezione a Salvini: l’EU NON si può cambiare “dal di dentro”)

Attenzione che Frau Von der Leyen non azZanni i leghisti e li ingoi… (altro che cambiare l’EU dal di dentro!)

I peggiori incubi si stanno materializzando: pian piano la verità emerge, come al mare, ossia nel caso specifico che la Lega ci racconta bugie. Dico questo stando a quanto ci riferisce sia Dagospia, che La Stampa, che finalmente Di Maio. Ossia, seguendo la traccia di Marco Zanni che voleva votare Von der Leyen in presenza di una concessione EU su un commissario importante (vedasi l’articolo di scenarieconomici.it precedente al voto) la Lega, non essendo stata nemmeno ricevuta in udienza dalla ministra tedesca al fine di siglare l’accordo, ha deciso di tirarsi indietro all’ultimo momento votando NO; dunque lasciando i “fessi” del M5S a votare da soli il capo della Commissione EU più spudoratamente franco-tedesco dalla nascita dell’Unione Europea.

Dunque, l’EU è stata coerente a non voler concedere posti di favore ad un soggetto politico che ha sempre criticato Bruxelles, salvo poi cambiare la carte in tavola con gli italiani una volta ottenuti i seggi: da allora hanno iniziato a “raccontarla in modo diverso” soprattutto agli italiani, oggi dicono “cambiare l’EU da di dentro“, in realtà temo si tratti giusto di difendere la cadrega, visti i fatti. Peccato che i nostri inappropriati leghisti non sappiamo che i tedeschi, alla loro maniera, conservano punti fermi, soprattutto quando conviene. Ossia la reazione euro-tedesca era assolutamente prevedibile, i tedeschi non sono beoti come i votanti italiani (…), chiunque li abbia frequentati assiduamente lo sa.

Facciamo dunque alcune considerazioni su quanto sopra: la prima, la Lega fattualmente sembra prenderci in giro, ora il fatto non è più di voler cambiare l’EU “dal di dentro” ma di fare i cavolacci propri nel più classico del tengo famiglia, ce lo hanno dimostrato con quanto sopra. Ossia, finalmente abbiamo capito che il voler cambiare l’EU da di dentro in realtà nascondeva interessi temo personali; infatti l’Italia e gli italiani non hanno nulla da guadagnare ad avere un capo commissione EU dichiaratamente austero e per giunta filo franco-tedesco più che filo-EU, come Frau Von der Leyen (Albrecht in realtà, un cognome che annovera senza quasi vie di mezzo o soggetti filo EU franco-tedesca o nipoti di ex nazisti,ndr). Sappiate che costei, tempo di sedimentare il suo potere, annichilirà l’Italia; nessuno ha il coraggio di dirvelo ma con tale Presidente di Commissione EU la troika non è mai stata così vicina. Inoltre il mandato degli elettori italiani era di sfidare l’EU, non di accettare la sua faccia più austera, quella della sig.ra Von der Leyen, appunto.

La seconda considerazione è che i 5S sono commoventi da quanto sono beoti ed impreparati: apparentemente si sono presi tutta loro la colpa di votare la ministra tedesca dichiaratamente pro austerità, quando in realtà la faccenda è diversa. Chiaro, ora del M5S gli italiani – tutti – non possono più fidarsi, è assodato; ma anche la Lega non scherza. Scommetto che potremmo addirittura avere un commissario EU penstastellato e non leghista, visto che le nomine le propone il Presidente del Consiglio Italiano Conte e non il ministero dell’Interno.

UE: La Lega potrebbe votare la Von der Leyen a Presidente della Commissione.

La terza considerazione è di contesto: se fosse minimamente coerente, è chiaro che Salvini dovrebbe comunque staccare la spina al governo, ora, per andare al voto a settembre, vista la divergenza formale nel voto EU con il M5S. Ma vedrete che alla fine non lo farà, ricordatevi che Salvini sono mesi che si comporta da ricattato, non vedo cosa sia cambiato ora. Anzi oggi Salvini rischia di essere ricattato davvero quanto meno nell’affaire dell’hotel Metropole: infatti tale scandalo ad orologeria – pubblicato da un sito filo-Dem e co–finanziato da Soros (che caso) – secondo molti in realtà ha inviato messaggi molto precisi. Della serie, questo è solo l’inizio, abbiamo molto di più (…). Oltre a smascherare il fatto che la Lega si appoggia a soggetti del PD per fare i suoi accordi internazionali sotto banco (vedasi i soggetti coinvolti nel caso di spionaggio all’hotel russo, appunto c’era un ex soggetto Margherita e poi PD). Dunque, ora abbiamo tutti capito perchè i leghisti on particolare non volevano sostituire gli amministrativi ex Gentiloni/Renzi/Letta/Monti già assunti nei ministeri, ora lo sappiamo – ed io stupido che lamentavo la dabbenaggine gialloverde, invece era puro calcolo -.


La Caporetto dello stratega Salvini su Siri: cede su tutta la linea. Ma a cosa è servita la difesa ad oltranza di ‘sta causa persa? Dico… Meglio si facesse da parte lasciando spazio a Tremonti!

Parlavo all’estero in questi giorni con un caro amico membro delle istituzioni italiane (…); lamentava che Salvini facesse solo parole sul cambiamento, ma le persone restavano sempre le stesse di sempre. Ecco, là ho capito che ormai il Capitano rischia a breve giro di avere gran parte delle istutuzioni che remano contro, anche per sua colpa. Tristissimo (l’epilogo stile Savonarola sembra davvero avvicinarsi, ndr) [continuo a ritenere che Salvini farrebbe un serivzio al Paese se si facesse da parte, lasciando le redeini ad un altro leghista, …]

Un ultimo appunto sui rubli non ricevuti da Salvini nè dalla Lega da “affari” transnazionali: in effetti, come ben notava un nostro commentatore, nello schema di remunerazione del contratto del Metropole di Mosca non andato a buon fine i russi non avrebbero pagato alcunchè; infatti la “commissione” l’avrebbero nel caso pagata in dollari gli italiani. Ad altri italiani. Questo – se confermato – si chiama affarismo, non politica.

Speriamo che l’Italia unita “tenga”….

Facendo due più due, visto che le intercettazioni russe sull’affaire petrolifero moscovita poi sfumato sono avvenute ad ottobre 2018, mi chiedo quanto tempo dovrà passare prima che eventuali intercettazioni su altri deal simili magari andati in porto vengano alla scoperto. Che non sia mai che possano addirittura venire fuori intercettazioni anche legate al deal cinese con Alibaba per la vendita del Made in Italy sul portale cinese, firmato attorno al 18 dicembre 2018 e prodromico alla firma a marzo 2019 del famigerato accordo della Via della Seta. Ossia scoperchiando eventualmente il pentolone su chi potrebbero essere i contraenti attuali e passati di deal simili, vedremo.

Basta aspettare che il PM De Pasquale, un “esperto” in materia, faccia il suo lavoro.

Detto questo, va detto che l’Italia e gli italiani non hanno bisogno nè di affaristi nè di carrieristi, ma di gente in gamba che faccia politica difendendo gli interessi nazionali. Ben sapendo, con un flusso enorme di giovani italiani capaci e preparati che emigrano senza soluzione di continuità (una transumanza ormai), che prima o poi salta comunque la baracca italica. Ossia per pagare in euro ad esempio le altissime pensioni dei giudici italiani  l’unica strada sarà la dittatura fiscale, ossia la confisca delle ricchezze private. O qualcosa del genere. O il crack del sistema, sempre più probabile, con la rottura della Repubblica in tre o più parti.

I conti si fanno sempre alla fine. Purtroppo.

Mitt Dolcino