Il cambio di passo del 2019: tante cose cambieranno, da far tremare i polsi (ad es. la fine dell’Italia Unitaria?)

2019 sarà l’anno del vero cambiamento. Tante cose cambieranno ed i cambiamenti saranno così profondi da incidere sulla vita di quasi chiunque, in bene o in male. Voglio quindi inaugurare un nuovo percorso, con il supporto di amici vedremo di accompagnare questi grandi “cambiamenti”, spiegandoli a dovere.
Come ho avuto l’occasione di precisare, per quanto mi riguarda scenarieconomici.it è esperienza chiusa, un saluto al passato. Si cambia compagni di merende!
Poi, basta commentare le genesi dell’eurocrisi ed i dettagli dell’implosione dei paesi eurodeboli pianificata da Berlino e Parigi, come se fossero ancora – di nuovo? – a capo di Vichy.


Vedremo più in dettaglio cosa capiterà e cosa vorranno i nostri amati burattinai, dando un po’ di spazio alle visioni previe; l’Italia in tutto questo grande gioco (al massacro?) sarà un dettaglio e anche su questo non voglio spendere più di tanti sforzi, inutile cercare di interpretare un paese in declino terminale per cui nessuno sembra disposto ad impegnarsi più di tanto per correggere la parabola discendente (la solita ignavia italica, ndr).

La caduta della Roma Repubblicana italica sarà però un dettaglio importante in quanto la sua fine come Paese contemporaneamente democratico, benestante ed unito, sarà un segnale per molti, darà la stura a molti eventi diciamo critici.

Possiamo dunque partire dal calendario di Frate Indovino, quello che per sua precisa ammissione “ci prende 8 volte su 10”. Frate Indovino – vedasi l’immagine sopra – prevede precisamente quanto stiamo discutendo da un po’ di tempo: la fine dell’Italia Unita (io ho aggiunto alcuni dettagli al concetto di base, leggasi l’adattamento all’Italia del paradosso di Della Pergola su Israele, con cui l’Italia potrebbe condividere diciamo alcuni ineluttabili destini.

Nel caso l’Italia dovesse drammaticamente terminare il proprio percorso unitario, epilogo atteso come fine del capitolo del predominio anglosassone sul mondo occidentale (l’Unità fu voluta e pagata dai britannici prima e mantenuta dagli americani poi, ndr), questo comporterà molte conseguenze sia di percorso che di conclusione (…).
Come capite la fine dell’Italia attuale coincide necessariamente con il depotenziamento anglosassone: siamo veramente sicuri che il dominus storico accetterà un suo prepotente ridimensionamento? Io anzi sono sicuro di no, per cui state certi che ci saranno forti scossoni, prima di tutto finanziari (come scrivevo alcuni giorni fa, il mondo – e soprattutto l’EUropa franco-tedesca, assieme alla Cina – non può permettersi di rinunciare ai consumi anglosassoni). E qui introduciamo un altro elemento, lo sconquasso economico.
E per chi dicesse, si ma le prossime elezioni europee “cambieranno tutto” io rispondo che, è vero, ci sarà un grande cambiamento. A cui però, come faranno gli americani, a chi dovrà perdere potere tale cambiamento non andrà bene. Per cui ci saranno conseguenze diciamo inattese per gli sprovveduti gialloverdi.

Quante cose l’Italia potrebbe fare, nella condizione “cruciale” in cui si trova! Il problema, come ho avuto l’occasione di vedere dal di dentro, è che i nuovi compagni di avventura gialloverdi puntano non a dare aiuto al Paese ma a trarre vantaggio loro stessi, fare carriera politica, di ruoli ecc, mentre oggi ci vorrebbe qualcuno che veda la politica come una missione (per questo l’Italia è destinata all’implosione). Aggiungete, come conseguenza delle ragioni testé citate, che la meritocrazia tra i gialloverdi è da escludere e capite che razza di tonfo è atteso, dunque meglio starne lontani.

Aggiungo due addendi importanti ma immagino per alcuni controversi. Il primo, non escludete confronti militari tra paesi primari, in chiaro e/o sotto traccia. Il secondo, non escludete l’uso del nucleare militare.
So che il secondo aspetto vi farà alzare le sopracciglia, ma reitero, non escludetelo! Il motivo è semplice: sono 25 anni che le armi nucleari sono usate sui campi di battaglia di mezzo mondo (si chiama in gergo “uranio impoverito” , in realtà “nuove” armi con testate di qualche decine di grammi di uranio saturato con acqua pesante, la stessa tecnica che voleva applicare Hitler per le sue “nuove” armi del Reich millenario). Infatti tale tecnologia oggi di fatto facente parte dell’arsenale standard dei principali eserciti [non è considerata arma di distruzione di massa] fu inventata dai nazisti e poi rubata dagli Alleati (per cui, statene certi, il nucleare sporco – nel caso per difendersi – Berlino c’è l’avrà già, da tempo).

Vista l’ignavia dei miei connazionali nordisti – che, assieme ai romani, “potrebbero ma nulla fanno” – lo scrivente tiferà in particolare per il Sud.

Buon 2019 a tutti!

Mitt Dolcino