Trump vs. Liberals — L’ultima battaglia

Redazione:  L’articolo proposto è una sintesi dell’opera di Giuseppe Sandro Mela che potrete trovare in forma integrale a questo indirizzo: https://senzanubi.wordpress.com/2019/05/10/trump-vs-liberal-ultima-battaglia-per-la-vita-o-la-morte-nel-generale-silenzio/ (*). 

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Dal 23 Aprile si sta combattendo negli Stati Uniti la “battaglia finale” per il dominio dell’Unione. Il vincitore avrà modo di annientare il perdente e chiunque dovesse vincere non farà prigionieri.

I “liberal democratici” sanno più che bene che saranno trattati per come essi hanno trattato gli altri.

Il luogo dello scontro è la Suprema Corte degli Stati Uniti e gli attori sono i Giudici togati. Le sentenze che saranno emesse cambieranno il volto degli Stati Uniti d’America.

Il fatto

Fin dal giorno successivo alla sua elezione i “liberal democratici” scatenarono una campagna mediatica di portata mai vista contro il neo-eletto Presidente Trump, a cominciare dalle continue dimostrazioni studentesche del “not my president”.

Simultaneamente, prese corpo una lunga serie di azioni giudiziarie nelle Corti Distrettuali e Federali controllate dal Partito Democratico, volta a bloccare le Ordinanze dell’Amministrazione Trump.

Il punto di svolta fu quando Trump riuscì a far nominare Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh quali Giudici della Corte Suprema, che passò così dal controllo “Democratico” a quello “Repubblicano”.  

Il fatto è importante perché tutte le sentenze emesse da Tribunali inferiori approdano alla Corte Suprema che, di conseguenza, ha la parola definitiva. Chi controlla la Corte Suprema controlla di fatto gli Stati Uniti d’America.

I due eventi epocali del 23 Aprile 2019

Primo Evento

Il 23 Aprile la Corte Suprema ha iniziato l’esame del “caso Census” (Censimento), ovvero se rovesciare le Sentenze di alcune Corti inferiori che rigettavano la decisione dell’Amministrazione Trump d’inserire la domanda sulla cittadinanza nel censimento decennale della popolazione.

I Giudici conservatori hanno osservato che tale utilizzo è comune a molti altri paesi e che gli stessi Stati Uniti in passato vi hanno fatto ricorso, in una forma o nell’altra.

La Sentenza è importante perché consentirà ad un’Amministrazione statunitense, per la prima volta nella sua storia, di conteggiare quante persone presenti negli States abbiano anche la cittadinanza.

La partecipazione al voto, di conseguenza, sarebbe riservata ai soli cittadini che la posseggono.

Non solo, i dati del Censimento serviranno a calcolare con esattezza i seggi al Congresso che spettano ai singoli Stati Federati e la ripartizione dei fondi federali. 

I Giudici liberal, che si oppongono, hanno affermato che porre la domanda causerebbe una notevole sottovalutazione delle famiglie d’immigrati (soprattutto latinos), per il loro rifiuto a compilare i moduli del censimento, temendo che le informazioni possano essere condivise con le forze dell’ordine.

Ciò comporterebbe una riduzione, per le aree a prevalenza “Democratica”, sia dei seggi al Congresso che degli aiuti federali, a vantaggio degli “amici repubblicani di Trump” e comunque di quelle parti del Paese a prevalenza “Repubblicana”.

Il Census Bureau ha stimato che numerose famiglie d’immigrati, corrispondenti a ca. 6,5 milioni di persone, non avrebbero risposto al Censimento se fosse stata inserita la domanda relativa alla cittadinanza.

Le Corti inferiori avevano stabilito che l’Amministrazione Trump avrebbe violato la Legge Federale e la Costituzione degli Stati Uniti se l’avesse fatto.

La sentenza della Corte Suprema è comunque prevista per la fine di Giugno.

Se fosse a favore dell’Amministrazione Trump (**) costerebbe ai “liberal democratici” una perdita stimata in milioni di voti, il drastico ridimensionamento dei Congressisti eleggibili nei popolosi Stati oggi a controllo Democratico, nonché la perdita secca, almeno per il momento, di quasi 800 miliardi/usd di trasferimenti federali.

I “liberal democratici” ne uscirebbero annientati mentre, sul medio–lungo termine, il Partito Democratico sarebbe destinato a scomparire, con tutte le conseguenze del caso.

Secondo Evento

Sempre il 23 Aprile, lo “U.S. Federal Prosecutor” ha incriminato un Giudice di Corte Distrettuale per aver cercato di bloccare le direttive dell’Amministrazione Trump. Le accuse sono pesanti: “conspiracy and obstruction”. Quel Giudice rischia 25 anni di carcere!

Secondo la Reuters:

“I Procuratori Federali hanno accusato un Giudice del Massachusetts e un Funzionario del Tribunale di “cospirazione e ostruzione”, per aver impedito ad un Funzionario dell’Ufficio ”Immigrazione e Dogana” di arrestare un immigrato illegale, nell’ambito di un procedimento giudiziario del 2018.

Questa è solo l’ultima delle schermaglie sull’immigrazione fra l’Amministrazione Trump e i Governi locali che resistono alla sua repressione. Il Procuratore Generale Democratico dello Stato ha definito le accuse “a motivazione strettamente politica”.

Le accuse sono indirizzate ad un Giudice della Corte Distrettuale del Massachusetts, Shelley Joseph, e ad un Funzionario Giudiziario del Massachusetts, Wesley MacGregor.

Si riferiscono a un’audizione dell’Aprile 2018 presso la Newton District Court, appena fuori Boston, dove un Funzionario dell’Ufficio “Immigrazione e Dogana” intendeva arrestare un sospetto immigrato clandestino dalla Repubblica Dominicana, a fronte di un’accusa per traffico di droga.

L’incriminazione del Giudice Shelley M. Richmond Joseph e dell’Ufficiale Wesley MacGregor costituisce una svolta drammatica nello scontro fra l’Amministrazione Trump e i Governi Statali che hanno resistito alla sua linea dura sull’immigrazione. Se condannata, la Giudice rischierebbe fino a 25 anni di prigione mentre MacGregor rischierebbe fino a 30 anni”.

Siamo davanti ad un punto di svolta storico. I Giudici “liberal democratici” ora sanno che dovranno rispondere delle proprie azioni consci che, quand’anche un Tribunale inferiore li dovesse prosciogliere, la Procura Federale proporrebbe ricorso alla Corte Suprema che li condannerebbe a farsi un buon quarto di secolo in galera.

Nello stagno delle rane è sceso un serpente affamato: la festa goliardica è finita.

Le Conseguenze

A partire dal 23 Aprile i media “liberal democratici” si sono imposti un silenzio assoluto e, se parlano di argomenti simili, usano un linguaggio diplomatico e assai forbito. Gli attacchi all’Amministrazione Trump sono cessati.

Il mondo e gli Stati Uniti sono ammutoliti in attesa degli eventi. Un esempio lo da la Cnn, implacabile portatrice di accuse apodittiche al Presidente Trump.

Da anni gestisce una rubrica intitolata “The latest on the Supreme Court”. Vi pubblicava mediamente tre ponderosi articoli ogni giorno. Ebbene, l’ultimo articolo pubblicato risale al 22 Aprile. Poi più nulla.

Le conseguenze straborderanno dagli Stati Uniti al resto del mondo: dai “liberal democratici” statunitensi ai “liberal socialisti” europei.

I tempi sono mutati. Certamente hanno ancora molto potere e l’opinione pubblica non ha ancora ricevuto quel forte scossone che le faccia comprendere i fatti. Ma lo storia ha oramai imboccato il cammino che la porta lontano dall’ideologia liberal.

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Note del Traduttore:

(*) La nostra sintesi è tributaria anche dell’Agenzia Reuters, in particolare degli articoli: https://www.reuters.com/article/us-usa-court-census/supreme-court-poised-to-give-trump-victory-on-census-citizenship-question-idUSKCN1RZ0X9 e https://www.reuters.com/article/us-usa-immigration-judge/u-s-charges-massachusetts-judge-with-blocking-immigrants-arrest-by-ice-idUSKCN1S1260.

(**) Da rilevare che la stessa Agenzia Reuters [https://www.reuters.com/article/us-usa-court-census/supreme-court-poised-to-give-trump-victory-on-census-citizenship-question-idUSKCN1RZ0X9] sostiene che “La Corte Suprema è pronta a dare la vittoria a Trump sulla questione del Censimento contenente la domanda sulla cittadinanza dei censiti”.

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Riassunto e parti tradotte curate da Franco – Ringraziamo l’autore per l’articolo e Ittymixe per avercelo segnalato

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