L’ex candidato premier Sapelli spiega i dettagli della destabilizzazione italica: solo Washington può salvare Roma (capito gialloverdi?), non Pechino e tanto meno l’EU alleata con Londra contro Trump

Giulio Sapelli sa le cose, molto bene. Finalmente si espone anche, pubblicamente, dimostrando l’enorme perdita per l’Italia a non averlo avuto come primo ministro. Oggi, in uno splendido articolo de Il Sussidiariosebbene per interpretare tale articolo sia necessario usare il cervello, per capire – spiega chiaramente quali siano i rapporti di forza che di fatto governano l’Italia attuale, dietro l’illusione gialloverde.

I messaggi sono criptati ma fortissimi. E pesanti, pochi hanno saputo condensare tanta sapienza in poche righe. Certo, bisogna saper collegare i puntini appositamente non collegati dal professore, e qui speriamo che il buon Sapelli non abbia a lamentarsene troppo se il lavoro sporco lo facciamo noi (certamente con fallacia, conoscendolo anticipiamo le inevitabili critiche, quanto meno da eccessiva semplificazione).

Prima di tutto vengono identificate le leve di eterodirezione del sistema politico italiano attuale. In breve, il governo italiano di fatto agisce sulla base di impulsi esterni, siano essi i mercati o le altre forze hegeliane ma in forma sovranazionale (“… esalta il ruolo dell’eterodirezione delle classi politiche in qualche modo sempre presente in qualsivoglia sistema politico …“). Quindi il governo italiano diciamo che è di fatto telecomandato, quanto meno negli indirizzi (vedasi auto elettrica, sintomatico: nemmeno un’auto italiana è presente nella lista di mezzi incentivati dalle misure governative presenti nello scorso DEF, ndr).

Da chi? Dalla magistratura, anzi attraverso la magistratura, che nella pratica ormai fa politica. Infatti come sempre in questi casi sono i locali, quelli affidabili, a dover fare il lavoro sporco (“… l’unico potere vertebrato è quella giurisprudenziale, sempre più manifesta e attiva, soprattutto in prossimità delle prove elettorali. …“). Quindi, collegamento, la magistratura agirebbe sulla base di impulsi esterni. E qui viene da chiedersi se qualche importante magistrato italiano, magari milanese, non faccia/abbia fatto parte di ordini massonici. Ma non italiani, infatti tecnicamente è vietato, ordini stranieri, sopratutto francesi (…). Divieto per i giudici che si affianca anche a quello di far politica, come confermato dalla Consulta.

Si conclude dunque citando le forze in gioco: ordoliberismo euro-tedesco prima di tutto, il cui ruolo sembra quello non di risolvere le crisi ma di esacerbarle, di annichilire interi sistemi paese, per farne probabilmente il takeover a termine, leggasi sopra (…). Comunque le vere forze in gioco secondo Sapelli – io concordo – sono due, il sistema “anglo” (non americano) ed i cinesi, ritengo come ufficiale pagatore (“… Il ruolo anglo-cinese è fortissimo e minaccia lo stesso profilo atlantico, che deve essere invece proprio del nostro storico interesse prevalente …”). Entrambi “i ruoli” puntano a ri-negoziare il rapporto con gli USA: la Cina paga il conto per farsi spazio a livello globale; gli UK – il vero perdente di questa mano, infatti i miliardari in UK, UHNW  individuals, sono in discesa negli ultimi 5 anni, caso unico nel mondo occidentale – cercano invece di approfittarsi per quanto possibile degli altri, soprattutto dei paesi come l’Italia in cui Londra ha avuto per 150 anni l’ultima parola in termini di vincolo esterno, visto che l’Italia è stata Unita coi loro soldi. E qui si spiega il fatto che ogni qual volta la Penisola – negli ultimi 40 anni – abbia superato economicamente la Gran Bretagna è poi intervenuto un evento fortuito per ristabilire la dominanza anglosassone, da Portella della Ginestra in avanti. Fortuito vuol dire spesso violento, per inciso. Ad esempio, ricordatevi che l’attacco alla Libya del 2011 non sarebbe mai avvenuto senza il placet inglese, che infatti coordinò l’attacco militare a Gheddafi dalla sua Ambasciata di Roma, tramite il nuovo ambasciatore inglese fatto arrivare allo scopo da Baghdad (si legge sui media che tale ambasciatore sia da anni assiduo frequentatore di consessi fiorentini, e QUI QUI ndr).

Su tutto quanto sopra aleggia lo spettro della dissoluzione dell’impero statunitense voluta anche e soprattutto da certe elites britanniche (spesso quelle ridimensionate dalla perdita delle colonie e che quindi oggi guardano a Berlino, ndr); le stesse che erano favorevoli ad un accordo con Hitler durante la fuga di Rudolf Hess in Scozia scortato dagli Spitfires inglesi per pianificare la futura collaborazione germano-britannica per l’Impero globale in alternativa alla potenza allora emergente, gli States (poi Churchill, a capo della coalizione più squisitamente anglo più che sassone decise di allearsi con Washington, da lì derivarono le alleanze – e le sorti – della guerra là da venire).


Rapporto atlantico messo in crisi dai Salviniani cpn l’accordo con la Cina sul BRI

In ultimo Sapelli indica la via di redenzione per l’Italia, l’unica via: il rapporto atlantico. Rapporto guarda caso recentemente dinamitato con una sapiente azione di soggetti anche loro eterodiretti. Ossia, che nell’oscurità hanno gabbato soprattutto la Lega pre-firma dell’accordo strategico con Pechino, negando a priori le future pesanti conseguenze [post Via della Seta] che invece ci sono state, eccome (si dice che dietro all’accordo con Alibaba ci sia Matteo Renzi – ormai la badante politica del vecchio Cavaliere – con gli accordi “a cotè” sul made in Italy, in capo oggi ai parvenù più verdi che gialli; giustificando la firma dell’accordo di Palermo col fatto che Trump comunque sarebbe caduto in disgrazia con la sentenza di Muller sul Russiagate, falso). Questo naturalmente Sapelli non l’ha detto, per inciso. Chi scrive dà comunque da credito a tale vision. [notasi che Sapelli dice quello che i leghisti ormai tacciono: cancellare il Fiscal Compact! Chiedetevi il perchè]

Helpful Hint: leggendo la storia scopriamo che negli USA ci sono stati tre casi di Presidenti della Confederazione che volevano davvero rompere col passato, ossia cercando una propria direzione autonoma. In tutti i casi ciò ha significato frizioni con Londra: parlo di J.F. Kennedy, di Nixon e di Trump. Il primo, oltre a voler riformare la CIA, voleva stampare moneta superando la banca centrale (USA), ovvero proprio quel sistema che storicamente era stato creato da Londra come vera leva del potere globale. Fu ucciso. Poi ci fu Nixon, che ruppe nottetempo il gold standard, ossia scavando la fossa a Londra che aveva pianificato di restare con una singola colonia, di fatto, il Sudafrica ricchissimo di oro: venne rimosso, grazie alle spiate dell’MI6 inglese (cfr. “Gola Profonda”). Oggi abbiamo Trump, che guarda caso è stato quasi condannato grazie all’attivismo di due spie dell’MI6 inglese, Steele e Halper.


Quello che troppo spesso si dimentica è che Trump sta mandando avanti un’agenda supportata dal vero potere di ultima istanza americano, le forza armate. Oltre ad aver convinto con la sua retorica commerciale tutto il paese – TUTTO IL PAESE, CIVILE E POLITICO – che il vero nemico del futuro è e sarà la Cina. Dunque, ciò significa che Trump ha capito che la Cina viene usata come “ufficiale pagatore” con compenso pari all’accesso alle altissime sfere; ma dietro alla sfida agli USA c’è comunque Londra alleata con l’EU franco-tedesca (a livello di strategia), anche grazie ai rapporti consolidati con Londra post 1997, ossia dopo il ritorno di Hong Kong alla Cina (…).

Dunque, per tutte queste Trump andava tolto di mezzo. Invece – miracolo – è vivo e vegeto ed anzi si appresta a fare la mossa del cavallo per uscire dall’impasse in cui i suoi stessi (falsi) alleati soprattutto anglofoni e germanofoni lo volevano cacciare (…).

Da qui sarà terra di nessuno. Politicamente il pragmatismo di Trump oggi ha vinto, vedremo le conseguenze; ossia se riusciranno a vincere anche questa guerra, perchè di guerra si tratta (per il predominio, per ora non calda).

Nel mentre l’Italia ha fatto la sua (tragica) scelta, pro-Cina e pro-EU, ad es. come vedete i gialloverdi non parlano più di ITALEXIT nè di cancellare il Fiscal Compact (saranno traditori?). Io sto ai fatti e vi ricordo che in entrambi i casi  delle due guerre mondiali, Roma all’inizio si alleò con il soggetto “sbagliato”, poi tradendolo ed andando con l’altro. Non c’è il due senza il tre.

Certo, Salvini e la Lega, ossia i leader leghisti attuali, parlo dei responsabili della svolta cinese ossia pro-Londra ossia pro EU ordoliberista, nel caso dovranno essere azzerati e sostituiti, almeno così la storia insegna. Si sappia che il piano USA che si sta concretizzando sotto i nostri occhi – piano certamente ardito – secondo chi scrive ritengo funzionerà (…).

Vedremo. Grazie a Sapelli per averci permesso di spiegare alcuni concetti chiave (…).

Mitt Dolcino

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