Cosa c’è dietro Greta Thunberg, la bambina asperger che apparentemente “lotta contro i cambiamenti climatici”. Ossia, a favore di chi sta combattendo Greta? Per quali interessi?

Vorrei darvi una chiave di lettura che ritengo efficace per comprendere il fenomeno Greta Thunberg, la giovane supporter del clima amico, in pillole. Ben ricordando che nelle prossime elezioni EU le sinistre, che sponsorizzano l’EU, sono state sostituite dai partiti ambientalisti, contro i sovranisti.

1. FATTO: Greta è detto sia una bambina asperger. Non austistica, che significa handicappata, ma asperger, ossia diciamo normale nell’intelletto, solo con difficoltà di relazione. Un messaggio sottile: un soggetto che il cinema ha venduto come super dotato (non è necessariamente vero), bambina, capisce anche lei che l’ambiente “va difeso”. Inattaccabile. Perfetta. Studiata a tavolino. Segita da tutti e dunque innocentemente influente per le masse, grazie alla sua supposta spontaneità (…)§ (assolutamente da vedere il brillante esperimento con Greta)

Vedasi fonte e note [1, 2, 3, 4] a piè di pagina

2. FATTO: Greta è svedese. Ossia, proviene dal paese dove c’è la maggior concentrazione elitaria di ricchezza della terra, intesa come concentrazione di miliardari, non di milionari. Dove appunto i miliardari controllano di fatto il Paese, dando come merce di scambio un welfare generalizzato ed un sostentamento medio – ma non ricco – a tutti.

Fonte: LINK

Anche noi ne avevamo parlato, QUI.

La Svezia oggi ha visto la sua isola felice invasa di migranti, fatto che ha destabilizzato i locali.

Destabilizzare – come ci ricorda bene la dottrina del nazista Hermann Goering, che casualmente era sposato con una nobile svedese – significa controllare (la cittadinanza): “dì al popolo che è attaccato da un nemico esterno e gli fari fare quello che vuoi, nascondendo le tue nefandezze“. Se poi il nemico è incistato nella stessa società locale, bene, vorrà dire che si sarà fatto il dividi et impera contro gli stessi votanti locali, che non capiranno più nulla e diverranno come agnellini sensibili, agitati – e dunque indirizzati – dai media.

3. FATTO: Greta combatte il “cambiamento climatico” ossia il riscaldamento globale. In pratica ciò significa promuovere le tecnologie verdi, in primis l’auto elettrica. Peccato che dette tecnologie “elettriche/verdi”  inquinino più del motore termico tradizionale visto che l’elettricità necessaria per il motore elettrico viene prodotta usando combustibili fossili, a maggior ragione in Germania dove il nucleare è stato fermato (svariate autorità internazionali sono arrivate alla stessa conclusione, l’auto elettrica inquina più dell’auto a ciclo termico, basti pensare alle dissipazioni sui trasporti di energia in rete e consegna in bassa tensione, circa il 10%; oltre al costo ambientale, energetico e finanziario del futuro smaltimento delle batterie, mai considerato nei calcoli, ad arte (…).

4. DOMANDA: Dunque, se il cambiamento climatico, cavallo di battagli di Greta, implica tecnologie che di fatto inquinano di più di quelle termiche/tradizionali basate sul petrolio, come mai questa mistificazione? Ricordando che il Germania la parte del leone nella produzione elettrica lo fa l’inquinantissimo carbone. Va infatti ricordato come gli ambienti scientifici mondiali ormai parlano apertamente di raffreddamento globale nei prossimi 12 anni, a aprtire dal 2020, quanto meno in assenza di un intervento umano sul clima, per contenere il raffreddamento (vedasi QUI, QUI, QUI, e QUI)

5. CONSIDERAZIONE FATTUALE: In realtà la lotta ai cambiamenti climatici nasconde una sfida geostrategica, agli USA. Ossia, per abbattere gli USA spodestandoli dal dominio in Europa ad esempio, è necessario emanciparsi dall’uso del petrolio, che fino a prova contraria è ancora trattato in dollari, il cd. petrodollaro. Come abbiamo discusso in passato, il petrodollaro è la spina dorsale del benessere USA post rottura di Bretton Woods, il vero driver per cui oggi il verdone è la valuta di riferimento globale (tutti lo necessitano per comprare petrolio). Dunque emanciparsi dal petrolio – sebbene nel caso introducendo tecnologie ipoteticamente “verdi” ma in realtà dannose per l’ambiente – serve a spodestare gli USA, indebolendoli irrimediabilmente a termine. Qui sta il punto. Ben ricordando che Yalta precludeva alle potenze perdenti (Germania e Giappone) lo sfruttamento dell’oro nero. Capito questo si intende che la baggianata – almeno per come ce l’hanno dipinta, un’auto elettrica che ipoteticamente non inquina mentre si usano comunque i combustibili fossili per produrre elettricità – del cambiamento climatico, una vera bufala. A maggior ragione nei prossimi ani quando il clima si raffredderà di molto, causa macchie solari in sparizione, teoria ormai provata da tutti gli esperti del settore mondiali (…). Va da se che i maggiori produttori di auto elettriche, con spinta legislativa EU per sostituire le auto a ciclo termico, sono i produttori tedeschi e, in misura minore, francesi (a Parigi sarà riservata la produzione di energia nucleare, en masse).

6. CONSIDERAZIONE STORICA: La Svezia è il paese più intrinsecamente nazista della terra, dove il seme nazi si è mantenuto impunito. Nel senso, i nazisti importanti, elitari salvatisi dopo la seconda guerra mondiale, impuniti, stavano – ed in larga parte stanno – in Svezia. La Svezia fu paese teoricamente neutrale durante la seconda guerra mondiale, in realtà era alleato della Germania. Alla fine della guerra divenne un salvagente per i nazisti importanti. Si sappia che la Svezia è considerata la “Germania dei paesi nordici”, imperiale, mal sopportata da tutti i vicini in quanto li ha invasi regolarmente (…). La monarchia svedese è stata considerata come contigua ai nazisti; personalmente conosco dei membri acquisiti della Corona svedese essere nipoti di criminali/eroi di guerra nazista, dipende come li considerate (…). Anche il patron di Ikea – come molti altri imprenditori svedesi – era pro-nazi, purtroppo come il nonno di Tusk, uno degli attuali capi dell’EU. Non stupisce dunque che anche oggi, mentre la Germania sia diventata nuovamente egemone in Europa, le elites svedesi, storicamente molto vicine a quelle tedesche, si allineino agli stessi valori di un relativamente recente passato non precisamente edificante, direi. Notasi che la concentrazione di ricchezza tra i miliardari vede accomunati in Europa soprattutto tedeschi e svedesi, in misura minore le elites francesi.

7. CONCLUSIONE: Greta Thunberg sembra avere tutte le caratteristiche di un avatar utile agli interessi tedeschi, per raggiungere il fine di dominio EUropeo. Per fare questo è necessario spodestare gli USA da commander in chief in Europa, visto che – ad esempio – tecnicamente Berlino non ha mai stretto un accordi di pace con gli USA post WWII. Per spodestare gli USA bisogna indebolirli, ossia colpirli nel portafoglio: da una parte bisogna continuare a fare in modo che importino, indebitandosi (impedendo al dollaro di svalutarsi). Dall’altra, parallelamente, bisogna dinamitare il petroldollaro, come strumento per togliere lo strumento che rende gli USA il dominus, ossia la valuta di riserva globale. Visto che la valuta di riserva globale dipende dall’uso soprattutto della grande consumatrice EUropea di derivati petroliferi, bisogna fare in modo che l’EU tedesca non consumi più petrolio, che per inciso la Germania NON poteva sfruttare a causa di precise prescrizioni nell’accordo di Yalta. Da qui la scelta dell’economia verde, che in realtà è un escamotage per usare il gas russo.

A maggior ragione quando il North Stream II sarà attivo…

8. COROLLARIO: Ecco, sotterranea, la saldatura di interesse tra Russia e Germania; non strettamente nell’uso del gas ma nella sostituzione del petrolio, ossia – che è la stessa cosa – del dollaro come valuta di riserva globale. Sappiate che la dottrina geostrategica globale ancora oggi in vigore prevede un solo caso per cui gli USA dovranno fare una guerra globale anche nucleare: la formazione di un asse russo-tedesco, che fu poi il vero motivo che spinse gli USA ad entrare in guerra 75 anni fa.


Da una nuova Yalta l’EU franco-tedesca verrebbe (di nuovo) esclusa…

In tutto questo – va detto – che oggi la Russia non è assolutamente convinta di collaborare a lungo termine con la sempre traditrice Berlino, storicamente parlando. Preferendo invece un dialogo aperto con Washington, in vista di una nuova Yalta. Questo in fondo è il motivo del Russiagate (per evitarlo), tutto sommato una fandonia. Bisogna per altro chiedersi fino a dove arrivino i lunghi tentacoli del nuovo Reich tedesco in via di formazione, visto il successo di cotanta disinformazione e destabilizzazione globale (celata sotto l’ombrello del globalismo; vedasi soprattutto in USA).

Oggi l’asse interessato a spodestare gli USA è quello franco-tedesco in veste EU alleato con Pechino, il terzo incomodo ricco di cash ma fragilissimo nel medio termine, causa un’immensa popolazione che dovrà sempre mangiare (ovvero, un impero di cartapesta senza risorse naturali che da sempre può essere messo in ginocchio dall’inflazione globale).

Mitt Dolcino


Note:

  1. “… The upper classes in Sweden retain a disproportional hold on wealth and power. The formal nobility in Sweden constitutes around 0.2% of the population. A couple of years ago I looked through the list of the wealthiest Swedes. Fully 10% of the richest Swedes are members of the nobility. By contrast not a single one of the richest Swedes was a non-European immigrant. Of Sweden’s prime-ministers Sweden during the modern era 20% belonged to the nobility. …”
  2. “… Sweden is known for income equality. Increasingly, studies also point to Sweden as a country characterized by high intergenerational mobility of income. Income-distribution and wealth distribution are however not the same thing. What some may not know is that wealth-inequality is relatively high in Sweden. The top one percent own around 35% of wealth in the United States. In Sweden, because of extensive tax evasion, the number is harder to calculate. When including estimates of wealth held outside of Sweden, Roine and Waldenström estimate that the top one percent richest Swedes own 25-40% of total wealth, not far from American inequality levels, and increasing more rapidly. …”

  3. “… At the same time, the intergenerational mobility of top wealth is chokingly low. A recent studyfound that a astonishing 80-90% of inequality of top wealth is transmitted to the next generation in Sweden! …”

  4.  

    “… According to one studythe share of the richest Swedes who inherited their wealth is around, 2/3 with 1/3 being entrepreneurs, while in the United States it was the opposite, with 1/3 of the wealthiest inherited their wealth while around 2/3 are entrepreneurs. …”

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