Fazio incredibilmente intervista Macron a Versailles. Tradotto: Parigi ha bisogno di un ambiente non ostile per continuare la campagna d’Italia (spero tutti si rendano conto della gravità della situazione)

Facciamo il punto. Vi avevo già illustrato in passato come la Francia da tempo stia puntando a destabilizzare l’Italia, la caduta di Gheddafi era infatti un piano di lungo termine dell’establishment francese. Anche la stessa Tangentopoli vide Parigi nel banco dei co-imputati, nel senso che fu lei a soffiare sul fuoco quando l’Italia decise di uscire da Gladio; da tale contingenza vennero generati gli anticorpi al successo italico che poi portarono alla caduta della Prima Repubblica Italiana (i governanti italiani di tale periodo ebbero la sola “colpa” di voler far uscire l’Italia dalla scena degli scontri coperti sul suo territorio, figli della guerra fredda, ndr).

Sotto un certo punto di vista Roma – è vero – tradì l’alleanza atlantica, sebbene concordando l’uscita con chi di dovere; Parigi invece stigmatizzò a suo uso e consumo il supposto “tradimento”, nei termini che seguono. Il resto è storia, in parallelo ad un ex capo della CIA diventato presidente USA (Bush Sr.) fatto cadere post guerra del Golfo per motivi che solo apparentemente furono economici; praticamente fu la coalizione internazionale a volerlo estromesso, per motivi diciamo di equilibrio e/o armamento nucleare usato in guerra (sempre del Golfo) (…). Dunque il garante dell’uscita dell’Italia da Gladio fu messo da parte; e con lui i suoi sponsor italo-americani, che poi sono i nostri oriundi. La successiva amministrazione USA guidata da Bill Clinton, espressione del nascente asse globalista oggi ancora in sella, sposò non tanto il depotenziamento italico  tout courtche venne poi fermato nella sua spirale guarda caso proprio dai militari USA, con l’arrivo di R. Bartholomew in Via Veneto – quanto il futuro indirizzo dell’Italia forzatamente in seno all’alveo EUropeo, che poi è lo stesso alveo che di fatto sponsorizzò 20 anni dopo la salita al potere del clan Clinton da cui discendette Obama ecc. ecc. E che oggi combatte la linea di Donald. J. Trump, che poi è la linea dei votanti USA.

Pochi ammettono che Francia e Germania ai tempi di Tangentopoli erano già in asse; vennero allo scoperto con la successiva guerra post 11/9 quando gli USA del figlio di Bush Sr. esautorato nel 1992 volle muovere contro il medio oriente: Francia e Germania dissero no, ben capendo che tale mossa USA negava un futuro coinvolgimento EU nel vicino oriente, ovvero negando il Drang nach Osten di antica memoria (…). L’Italia invece disse sì, firmando la futura condanna a morte politica di Berlusconi, l’eroe di Pratica di Mare.


Oggi lo scontro Italia-Francia, senza dubbio reale e fattuale, dice molto di più di quanto si voglia far apparire. L’obiettivo di Parigi NON è infatti solo economico ma geopolitico: Roma è il miglior alleato USA in EUropa, dunque per consolidare il  potere del neo asse di Vichy l’Italia va annichilita. Anzi, demolita: la Francia infatti ha anche ambizioni territoriali sull’Italia. Lo dimostrano non solo le recriminazioni sul mare italiano formalizzate nel trattato di Caen facendo leva su un cooptato francese in Italia, Gentiloni. Ma anche le diatribe sulla cima del Monte Bianco, emerse negli ultimi 5 anni, i poliziotti francesi comparsi sul versante italiano non solo del Frejus ma anche del monte più alto d’Europa quasi a voler impossessarsi della nuova funivia costruita dai valdostani (vedasi LINK):

La notizia è recentissima: due guide alpine francesi mandate dal sindaco di Chamonix Eric Fournier hanno messo una transenna che non permette ai turisti giunti dall’Italia con la nuova funivia di mettere piede sul ghiacciaio adducendo il motivo che in quel punto passa il confine di Stato ed è opportuno che i turisti non attrezzati non si avventurino tra i pericoli offerti dall’alta quota e dal ghiacciaio.

O dalla decisione francese delle scorse settimane di chiudere il traforo che porta a Chamonix per anni causa “manutenzione”, in realtà un modo per spingere per la TAV, come al solito si usa il ricatto per spingere l’Italia a fare un’opera inutile, anzi che serve solo ai francesi. Va ricordato, la TAV nasconde in realtà un laboratorio nucleare/militare francese sotto il Frejus pagato dagli italiani, è un peccato che questa verità non venga resa pubblica dagli inetti politici romani.

In tale contesto vediamo Fabio Fazio, non a caso uno che della sinistra fa la sua bandiera, andare ad intervistare Macron addirittura a Versailles. Si, purtroppo la sinistra – assieme alle sue ramificazioni nella magistratura – è purtroppo cooptata dai francesi fin dai tempi del caso Ippolito, a seguire il rapimento Moro coordinato proprio da Parigi da una struttura di fatto protetta dai servizi francesi (…).

L’intelligezia di sinistra difende a spada tratta la Francia. Che contraccambia difendendo i terroristi di sinistra italiani (erano di fatto loro spie? DSGE?, …)

Ricordiamo per altro che il vero motivo dell’astio di De Gaulle contro Nixon era dovuto non tanto all’oro non convertibile dai dollari quanto alla guerra in Vietnam (di fatto una colonia francese) che aveva come primo obiettivo non tanto combattere il comunismo quanto mettere le mani sul nascente traffico di stupefacenti dall’Asia, spodestando la potenza che era egemone nel settore, la Francia. A valle della guerra a Saigon e dintorni le centrali di raffinazione dell’eroina furono infatti spostate da Marsiglia in Sicilia (annichilendo definitivamente i marsigliesi fino ad allora di fatto protetti nelle loro attività strategiche dallo Stato francese,  ndr), ossia governate “per delega” dagli americani, che parimenti proteggerono i loro manovali locali. De Gaulle quando si lamentava della mancata convertibilità in oro del dollaro in realtà lamentava l’esautorazione francese da un piano geostrategico che gli aveva tolto grip sull’Europa e, chissà, anche sul mondo (…). Ossia De Gaulle fu fregato per interposta persona dai siciliani, molto vicini all’establishment USA, spero che questo lo abbiate se non altro intuito (da qui gran parte dell’astio anti-italiano…..).


Or dunque, capite che quella di domenica prossima NON è una semplice intervista ma un monito francese all’Italia: in pratica il messaggio nascosto dietro a tale intervento pubblico trasmesso in prima serata è che la Francia non intende mollare la preda ed anzi è pronta a tutto per evitare che l’Italia si emancipi dall’EU. A tutto. Anzi, Parigi vuole comandare sull’Italia, a tutti i costi, un modo per sopperire alla bassa crescita in Patria (ad es. facendo banco con le ricchezze italiche, questo è il  piano che si cela dietro alle richieste francesi e tedesche di imposta patrimoniale, ndr).

Roma NON deve piegarsi, spostando quanto prima forze militari sulla frontiera francese, sono mesi che lo ripeto. Parallelamente il messaggio che verrà dato domenica sera, lo sentirete con le vostre orecchie, sarà di richiamo perentorio all’Italia da parte di chi si sente in dominio del Belpaese; ossia, comunque vadano le elezioni EUropee, la kern EUropa dell’asse della nuova Vichy non cambierà i suoi piani, che ormai sono avulsi dal Parlamento EU. E si sente pronta a fare quello che sarà necessario contro l’Italia. Da qui l’atteso attacco ai nazionalismi italiani ed europei, da parte del paese (la Francia) più nazionalista d’Europa. Ossia Francia e Germania, per loro interessi, non accetteranno un’Italia che metta a soqquadro i loro piani egemonici sul Continente europeo, vada come vada. Anzi, la Germania si prepara anche per il grande e fatidico passo, che ritengo segnerà la sua prossima fine…

Berlino vuole soldati non tedeschi nel suo esercito: si prepara a farli combattere sul campo con nuove (piccole) armi nucleari? La Germania vuole la propria atomica….

A questo punto manca solo la conclusione: l’Italia senza la coperta USA è comunque fregata, ossia la sua unità verrà messa a breve in discussione (dall’EU franco-tedesca, per mano francese, ndr). Meglio detta, l’Italia senza bombe atomiche è a rischio. In tale contesto non sembrano esserci dubbi: gli USA, l’esercito USA, ha già deciso che l’Italia fa parte della sua forza di deterrenza nucleare, come confermato sotto. Ossia con piloti italiani atti a condurre attacchi nucleari (…):

To use these new nuclear bombs with precision guidance and variable power, Italy is providing not only bases at Aviano and Ghedi-Torre, but also pilots trained for US-led nuclear attacks. The [Federation of American Scientists] writes that this is proved by the presence at Ghedi of the 704th Munitions Support Squadron, one of four U.S. Air Force units deployed in the four European bases “where US nuclear weapons are programmed to launch from planes of host countries”.

Confirmation comes again from the US: the Bulletin of Atomic Scientists (one of the most authoritative sources on nuclear weapons) writes that, on 2 March 2016: “Italian air forces (with Tornado PA-200 airplanes) are assigned missions to carry out a nuclear attack with US nuclear missiles, held under the control of the US Air Force personnel until the US President does not authorize their use”.


Ricordate bene un aspetto, discorso indirizzato a coloro che non sono abituati a vivere di pragmatismo: a fare nulla l’Italia verrà messa sotto tutela francese in veste EU, per tenerla forzosamente nell’alveo EUropeo che, come istituzione, ormai è in diretta competizione con gli USA. Ossia per depredare il Belpaese dei suoi assets strategici, cosa che va avanti da 20 anni (cfr. fine di Montedison docet, il cui epilogo passò per una tangente – legata al giudice Diego Curtò della procura di Milano ed a sua moglie, Antonia Di Pietro – proveniente da una banca spesso usata dai servizi segreti francesi, …).

A voi la scelta: come italiani, meglio indipendenti e relativamente benestanti ma armati fino ai denti; o schiavi-poveri dentro un’Unione che punta a depredare il futuro dei vostri figli? In tale contesto si ricordi che l’unico modo per disinnescare la rete di connivenze europee in Italia è cambiare il contesto locale. Ovvero, spostando ad esempio alcuni ministeri da Roma in selezionati  capoluoghi di regione, stabilizzando il paese avvicinandolo alla periferia, oltre a minare il contesto conosciuto in cui potenze straniere giocano al dividi et impera in seno alle stesse istituzioni nazionali.

Mitt Dolcino

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