Clamoroso: i gillet gialli rifiutano l’incontro con il governo francese e chiedono la nomina del generale de Villiers (che fu licenziato da Macron) a capo del Governo!

Le Figaro batte una notizia clamorosa: i manifestanti francesi rifiutano l’incontro con il governo francese, mossa attesa dopo la morte di una donna ottantenne a Marsiglia questa notte a causa di un proiettile sparato dalla polizia. Dunque nessun passo indietro nelle proteste.

Anzi,  tre avanti: si chedono le dimissioni immediate del governo e la nomina del generale de Villiers a capo del nuovo governo. Per vostra informazione, il gen. de Viliiers è colui che fu licenziato mesi fa da Macron e che tutti gli alti ranghi militari – contravvenendo agli ordini – scesero in piazza a salutare il giorno del suo congedo forzato.

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I peggiori incubi si materializzano: una ottantenne di Marsiglia uccisa nel suo appartamento da un proiettile sparato dalla polizia francese durante le manifestazioni dei gilet gialli

Abbiamo scritto in questi giorni di cecchini francesi appostati in coppia con colleghi col binocolo sui tetti di parigi nei pressi degli Champs-Elysees, puntando col fucile i manifestanti. Atteggiamento strano, regole di ingaggio dubbie, per altro riprese da qualcuno molto vicino ai tiratori scelti (ossia, chi ha fatto le riprese non può che essere un “collega”, che magari aveva solidarizzato con i gilets jaunes, chissà,  …). Certamente la situazione è pesante, molto più complessa ed esplosiva di quanto dicano i media cooptati dall’EU.

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Il video dei cecchini posizionati da Macron sui tetti durante la protesta dei gilet gialli: stessa trama delle proteste di Maidan? Sarà guerra civile?

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Tutti siamo rimasti sconcertati dalle immagini delle proteste a Parigi contro il caro carburanti ed il crollo della qualità della vita d’oltralpe, da parte della ex classe media francese. Visto che il 70% dei francesi circa, secondo le ultime proiezioni, sta con i gilet gialli – anche l’eterna Brigitte Bardot, che a ottant’anni suonati ha vestito anche i suoi cani di giallo – possiamo anche dire che le proteste dei francesi in piazza possono avere una logica democratica, nel senso che esiste l’appoggio della stragrande maggioranza della gente francese. …

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Ecco il vero motivo della protesta dei gilet gialli contro Macron in Francia (e perchè i francesi stanno “combattendo” anche per gli italiani)

I gilet gialli protestano in Francia e Belgio per l’aumento del gasolio imposto da Macron, nonostante il recente crollo dei prezzi del petrolio.

Il motivo della protesta sta nella ragione dell’aumento del prezzo del diesel: aumento non solo ingiustificato ma addirittura revanscista nella sua essenza se non direttamente reazionario.

Traduciamo: Macron – il rappresentante delle élite d’oltralpe ed europee – vuole imporre per legge una transizione economica sebbene questa sia ingiustificata, da qui il popolo che si ribella.

Detta transizione imposta per legge (europea) è la sostituzione delle auto a ciclo termico con quelle elettriche. …

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La Proposta Weidmann per correggere l’aggiustamento del deficit Target2: una minaccia democratica per l’Italia

Fra poco potrete dire di aver capito l’artifizio tecnico con cui l’EU vorrebbe spingere l’Italia nel baratro. Mi rifaccio alla proposta Weidmann, secondo cui i saldi negativi accumulati nel Target2, che non sono altro che il risultato contabile dei flussi di cassa da e per l’Italia verso gli altri paesi dell’eurosistema, dovranno essere garantiti oltre – ad un certo limite – da assets reali messi a disposizione da parte dei sistemi in deficit, ad esempio l’Italia. Vi chiedo di leggere l’articolo di cui al LINK per le spiegazioni tecniche del caso e per le referenze.


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Gli USA di Trump, l’EU della nuova Vichy, l’Italia in perenne declino: dove siamo nel risiko globale che cambierà il mondo (speriamo in modo pacifico)

Mi sono eclissato per qualche settimana: lo ammetto, ci vuole tempo per decifrare gli accadimenti scottanti. Il fatto è che, essendo una persona umile, piuttosto che “sparare” fake news a raffica o pubblicare trattati di tuttologia preferisco tacere (gli amici servono soprattutto in questi momenti).

Mi dicono che la mia principale prerogativa stia nell’approccio “macro” ossia non limitato all’Italia; essendo per altro chiaro a tutti che la Penisola resta una Repubblica a sovranità limitata, come ebbe correttamente a dire il buon Flamigni. Chissà come la vedrebbe oggi il vecchio parlamentare comunista: a fronte di una solo teorica rottura del cordone ombelicale con il vecchio dominus (…), Roma – contro ogni “aspettativa”, quando meno degli ex comunisti italiani  a cui l’EUropa è tanto cara – è caduta in una pesante crisi economica da cui sembra non poter uscire, avendo suo malgrado capito solo alla fine dei giochi (ossia dal 2011) che la teorica nuova sovranità acquisita grazie all’Unione non era altro che una malcelata forma di neocolonialismo intra-EU a proprio danno, dove l’asse dominante costituito dal blocco franco-tedesco (Francia, Belgio, Lussemburgo e Germania, Austria, Finlandia, Olanda con l’aggiunta di Danimarca e Slovacchia) avrebbe prosperato a spese dei paesi periferici.

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Nel prossimo anno le teorie sul riscaldamento climatico rischiano di andare in soffitta (e con esse anche la folle spinta per le auto elettriche atte a “ridurre” [?] la CO2 in atmosfera)

Come sapete sono personalmente interessato a questioni economiche. Non dimentico però di essere ingegnere, ex docente di chimica; dunque mi viene normale collegare l’interesse diciamo verso gli aspetti economici e della sociologia (anche Pareto era ingegnere) al riscaldamento climatico ed agli effetti correlati, sia veri, che presunti che – sigh –  falsi.

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L’Italia sta sottovalutando il rischio di intervento aggressivo ai confini italiani da parte francese al Monginevro e dintorni: la storia ci mette in guardia!

Purtroppo gli italiani da sempre dimenticano troppo in fretta le lezioni della storia. Mentre non metto in discussione che la gens francese oggi non pensi nemmeno lontanamente ad un intervento aggressivo contro l’Italia (anche le masse transalpine stanno subendo le conseguenze di una Unione EUropea asimmetrica e di fatto fallimentare, …), parimenti sono invece fermamente convinto che le elites al potere in Francia – gli eredi di Vichy, ovvero i loro nipoti, alleati dei tedeschi come 75 anni fa – saranno praticamente costrette ad intervenire violando i confini italiani, o qualcosa del genere (…).

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La bufala del Target2 e l’incredibile approccio truffaldino di Berlino

 

Inizio la nuova saga riprendendo da dove avevo lasciato. Dopo tanti anni su scenarieconomici.it ho voluto creare questo mio piccolo blog per condividere coi i lettori interessati alcune analisi, senza tema di creare scombussolamenti ad ambizioni politiche di chicchessia. Questa è la prima traccia Che propongo ai lettori, che approfondirò nei prossimi tempi: la truffa del Target2 da parte dell’EU ed in particolare della Germania.

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