MES-IN-ITALY REL. 2020 – MES FORSE CHE Sì o MES FORSE CHE NO? INDOVINA CHI MENTE?

E’ UN GIOCO KAFKIANO CHE NECESSITA DELLA ISTITUZIONE DEL MINISTERO DELLA VERITA’?

Probabilmente a breve termine (maggio?) ci arriveremo a istituire la Commissione IVS per la certificazione delle “Informazioni Vere e Scientifiche”.  Ma per ora ci dobbiamo ancora arrovellare il cervello a caccia di fonti attendibili. E “primitivi” dobbiamo rimanere ancora, per ora. Ci vediamo nostro malgrado costretti ancora una volta alla ricerca della “verità  perduta” che si concentra su questo dilemma….

“Il Governo di Conte vuole firmare il MES?

Oppure no?”

Oggi sta per essere aggirata la linea di Maginot ovvero sta cedendo la linea di Caporetto sul MES?

Oppure no?”

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Come indicato giorni fa, Gualtieri va sostituito. Con un tecnico perfetto per il ruolo, Giulio Tremonti. Anche Borghi si dice pronto a sfiduciare il ministro di Soros, la Lega dunque supporterebbe (ora non possono tirarsi indietro!)

Una settimanella fa abbiamo espresso per primi un concetto semplicissimo: Gualtieri va sostituito, soprattutto a causa del fatto che era presente nella lista di Soros, ossia dei Dem, ovvero degli “amici” dell’EU più che dell’Italia al Parlamento EU. Chiaramente Gualtieri è un habituè di Strasburgo, affiatato con francesi e tedeschi. Che oggi tra MES e COVID19 sono nostri avversari se non direttamente nemici. Oggi anche la Lega inizia ad accorgersi di questo, bene, ne siamo felici. Ma c’è di più: poche ore fa Claudio Borghi, il fidatissimo di Salvini, afferma che la Lega è pronta a supportare la sostituzione di Gualtieri. Cogliamo la palla al balzo ed anzi rilanciamo: che Gualtieri venga sostituito con Giulio Tremonti, un uomo di destra, al ministero dell’economia. Per sfidare l’EU austera, nell’interesse dell’Italia.

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La vera pandemia si chiama  CovUE-1992.

Ovvero storia di un colonialismo mascherato – Ultimo atto  –   Riprendiamoci le chiavi di casa

Le ultime mosse in seno alla Commissione Europea vedono la identificazione di aree non allineate, titolate da Paolo Savona in modo eufemistico “aree non ottimali”, con il Nord Europa (Germania, Olanda, Austria, Finlandia ).  Queste aree comprendono l’Italia, la Spagna ed il Portogallo. Forse anche la Francia che probabilmente trema per lo shopping bancario ed aziendale effettuato in Italia da 20 anni a questa parte che rischia di andare “in fanteria”.
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A NOI DRAGHI PROPRIO NON CE LA RACCONTA……

Sono due giorni che stiamo assistendo su TV, giornali e socials alla riabilitazione di MARIO DRAGHI per farlo apparire come la soluzione ottimale per risolvere la terribile ed imminente crisi economica che il nostro paese sta per affrontare.
Viviamo in un paese, l”Italia, dove la professionalita’ non e’ ne gradita ne apprezzata, un paese dove la memoria non supera l’alteranrsi di una notizia.

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Chi diceva che gli USA di Trump dovevano soccombere alla Cina ed alla globalizzazione? Ne siete (ancora) sicuri? Non avete visto nulla, manca infatti il terzo leg…. Per intanto l’EU implode, poi vediamo

Quasi ero lì per scrivere un pezzo sul revanscismo globale americano ai tempi del coronavirus. Mi sono accorto che era inutile, nel senso che avevamo già scritto più o meno tutto, circa 9 mesi fa. Sostanzialmente la Cina perde nella sfida globalista, l’EU implode e gli USA vincono, in tre mosse. Certo, c’è anche stato il fato che ha portato fortuna agli States; infatti il COVID19 in Cina è stato devastante: ha rotto la supply chain cinese, ha bloccato la produzione industriale della Cina, ha devastato i terzisti che producevano prima di tutto per gli europei – infatti gli USA era da due anni che facevano rientrare produzione industriale in USA, saggi, ndr -. E poi ci sono anche i dazi USA all’export cinese verso gli States, molto ricorda le limitazioni imposti al Giappone pre-Pearl Harbour. Ora la popolazione cinese potrà anche ripartire economicamente parlando, certamente a pena di inflazione da scarsa offerta, ma a chi venderà i suoi prodotti? Eppoi che dire dell’EU che sta implodendo, sempre a causa dello stesso virus: se gli USA riescono a bloccare la contaminazione a casa loro, fatta eccezione per New York (dove la totale impreparazione ed improvvisazione del sindaco De Blasio, di nome italiano ma solo di nome ha fatto un disastro; infatti è culturalmente tedesco, il cognome italiano lo prese solo a vent’anni perchè serve serviva per diventare sindaco della Grande Mela, ndr),  avranno anche stravinto.

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Sars-CoV-2 : come trasformare un grave danno sociale ed economico in opportunità per il Paese

…..e fermare lo “spread”

 

La situazione di “stato di polizia” evocata (ed ottenuta) insistentemente e quotidianamente  da Governatori Regionali come unica “panacea” per combattere il virus e progressivamente realizzata tramite decreti governativi non sempre lineari e coerenti con le ordinanze regionali, impedisce di dare spazio a notizie ed articoli “non allineati” con gli incalzanti aggiornamenti che ruotano intorno alla “pandemia”.

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CENNI DI STORIA MONETARIA. La storia reale non raccontata sulla dominazione mondiale attraverso il controllo della vera moneta.

Gli eventi recenti infatti stanno mostrando uno scacchiere mondiale animato da ragioni “virali”. USA e Cina si stanno fronteggiando a distanza in uno scenario inedito.  Ma in realtà i soggetti coinvolti lavorano su tre livelli di intervento:

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Diciamo la verità, è stato un errore supportare i post-sovranisti. L’Italia purtroppo non ha alcuna possibilità di salvarsi, può solo sperare che finisca male piuttosto che malissimo

Forse, l’immagine simbolo della fine dell’Italia come Paese…

Quello che abbiamo visto negli scorsi giorni sulla gestione del coronavirus tra Roma e la Lombardia è stato sintomatico e rappresentativo: il responso finale è stato che l’Italia non ha alcuna possibilità di preservare il suo benessere storico, men che meno la dignità di Paese contemporaneamente libero, benestante ed in pace. Il motivo? In fondo in fondo lo stesso di sempre: gli stranieri sanno benissimo che i politici italiani amano prendere “stecche“”, dunque ne approfittano, da secoli. Me ne sono accorto mio malgrado, essendo stato uno dei massimi supporter degli attuali post-sovranisti, ossia della Lega prima di tutto, ma tutto sommato anche della ribellione solo sulla carta dei 5S.

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Salvini ha capito l’antifona e per salvarsi accoglie la proposta di Sapelli di un governo di salvezza nazionale, di cui lui NON potrà far parte: sarà di nuovo un governo Conte ma dichiaratamente filo UK, con la Meloni a garanzia USA (in attesa della fine di Matteo Renzi). Sfida all’EU!

Vi svelo un segreto (di Pulcinella): quando Salvini andò in Libya appena dopo il varo del governo giallo-verde ci fu la copertura addirittura della portaerei americana Truman nel Mediterraneo, onde evitare problemi lato francese. Addirittura la Truman attraccò vicino a Montecarlo e fece una evento pubblico a bordo (incredibile), per poi partire nottetempo per il quadrante libico. Questo per dire che Salvini sarebbe dovuto essere grato agli americani, che invece evidentemente sembra aver tradito, vedasi il fido Bruno Caparini – il proprietario del castello di Pontedilegno dove soggiornava Bossi per intenderci –  che, sulla base di quanto emerso sulla stampa (documenti UFFICIALI), rischia ben 45 anni di carcere a valle delle indagini di un Grand Jury USA.

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Il genio Boris Johnson ottiene le elezioni dal Parlamento inglese, grazie ai buoni uffici della Regina e del Privy Council. Lo stesso che ha già i piani post Brexit, ad. es. emettere monete simil-lingotti d’oro da 5’000 pounds nominali! (c’è chi ha strategie e chi invece verrà travolto dagli eventi…)

Iniziamo dall’emissione di monete d’oro di 5’000, 2000 e 1000 pounds nominali da parte della zecca inglese il prossimo anno, post Brexit. Chiaramente a corso legale, per volere governativo. Anzi, per volere Regale: infatti l’elaborazione di tale progetto esecutivo è del Privy Council, ossia i consulenti della Regina, il vero anello di congiunzione tra politica e monarchia. Ricordate ad esempio che la richiesta di sospensione del Parlamento dello scorso settembre fu presentata alla Regina proprio dal presidente del Privy Council, Lord Jacob Rees-Mogg, dietro richiesta del Premier Johnson.

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