Il progetto mercantilista e neo-feudale connesso all’Euro, guidato dalla BCE che “stampa” per l’élite finanziaria nel disinteresse per l’economia reale

 Megas Alexandros e Pepito Sbazzeguti

Per chi ancora non comprende come è gestito l’euro e per identificare meglio coloro che sono interessati a conservarlo ad ogni costo, ecco una breve lettura che ne descrive le disfunzionalità…raccontiamo come la Banca Centrale Europea, acquistando titoli di debito, non solo non risolve i problemi economici dei paesi appartenenti all’Eurozona, ma agevola la concentrazione della ricchezza reale a favore di pochi.

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Il progetto mercantilista e neo-feudale connesso all’Euro, guidato dalla BCE che “stampa” per l’élite finanziaria nel disinteresse per l’economia reale

 

 Megas Alexandros e Pepito Sbazzeguti

Per chi ancora non comprende come è gestito l’euro e per identificare meglio coloro che sono interessati a conservarlo ad ogni costo, ecco una breve lettura che ne descrive le disfunzionalità…raccontiamo come la Banca Centrale Europea, acquistando titoli di debito, non solo non risolve i problemi economici dei paesi appartenenti all’Eurozona, ma agevola la concentrazione della ricchezza reale a favore di pochi.

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L’euro e la sua decisiva influenza sulla politica estera: cosa succederebbe in termini euro-monetari in caso di una guerra nel Mediterraneo tra partner EU su fronti opposti?

Ci sono talmente tante cose su cui riflettere da perdersi, davvero. Volevo in realtà scrivere due righe sulla strategia Dem negli USA per combattere l’elezione di Donald J. Trump, anche per supportare il Dragoni della Lega che mi sembra l’unico diciamo normale della compagine, meno male che forse ce n’è uno. Non me ne voglia, ma non è ancora il momento, fra qualche settimana lo faremo, visto che l’evoluzione di detta strategia influenzerà l’Obamagate in Italia, ossia anche con eventuali mandati di arresto. Sono certo che il Dragoni ci perdonerà, promesso che entro settembre avanzeremo. Un argomento invece non considerato da geniali commentatori italici, figli in toto dell’antimeritocrazia più crassa e del doping informativo in tempo di COVID, ossia in assenza di football e di tette finte con cui distrarre gli astanti, è quello al titolo: l’influenza dell’euro sulla politica estera, che poi è l’interesse nazionale di un paese contrapposto a quelli di un altro. In tempi di guerra prossima nel Mediterraneo meglio rifletterci un poco, che dite?

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Capiamo le coalizioni in campo: la memorabile sfida tra globalisti e mondo libero sta per avere inizio (in palio gli ideali economici ed elitari del fu Reich millenario, con 70 anni di ritardo)

Chi scrive, dopo ampie lettura ed approfondimenti, soprattutto sul New Deal di F. D. Roosevelt (FDR), resta convinto che le assonanze tra Trump ed il suo illustre predecessore si sprechino: entrambi patrioti, ebbero a combattere aspre lotte interne, ben notando che i New Deals furono svariati e solo pochi funzionarono; alcuni come quello sull’agricoltura vennero contestati, uno anche dalla Corte Suprema USA che egli tentò addirittura di “modificare”  negli equilibri, uscendone sconfitto. La realtà è che la depressione del 1929, meno pesante di quella che subirà il mondo occidentale post COVID, dopo quasi 10 anni non era ancora risolta, mancavano veri drivers di crescita. Ed infatti appena si cercò di normalizzare l’economia ed i tassi nel 1937 la crisi ri-iniziò a mordere. Va infatti detto chiaro e tondo che gli USA uscirono dalla depressione post 1929 solo grazie alla II guerra mondiale, in molti dicono guerra anche cercata da FDR, tramite il suo capo di stato maggiore Marshall, poi prestato alla ricostruzione (con il grandissimo oriundo Fiorello La Guardia a supportare incredibilmente la “sua” ex Italia con i fondi USA, assieme al discepolo De Gasperi, ndr).

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Lettera aperta ai patrioti italiani, se ce ne sono: l’Italia con l’euro è destinata a NON avere una politica estera propria. Ossia dietro il ricatto di troika e BTP da comprare via BCE per tenere in piedi il Paese, il Mediterraneo andrà perso a favore di Germania e Francia!

Penso che qualche patriota in Italia ci sia. E non parlo di chi vuole la secessione, tali soggetti nel caso non sono patrioti ma secessionisti. O anche golpisti, dipende da come le istituzioni rappresentano e forse rappresenteranno tale deriva, nel momento in cui dovesse concretizzarsi formalmente come rischio paventato e/o reale. Vale comunque la pena di spiegare le conseguenze sulla politica estera del NON avere una propria moneta, con esempi facili da capire. Facendo notare cosa succederà dopo, in modo che i cd. patrioti, se ce ne sono, lo capiscano. Ossia in modo che poi non possano dire “NON LO SAPEVAMO”. Resta la dura  e tragica considerazione che se non si capisce di economia NON si può essere utili come patrioti, oggi.

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MES SI, MES NO… LA TERRA DEI CACHI

Un primo ringraziamento va al noto artista, ormai ritirato dalle scene, per averci inspirato il titolo.

Come ben vediamo “Il Sole” fra i suoi mille impegni divulgativi, non manca di aiutare il nostro ministro dell’economia, quasi come fosse la sua agenda.

A me spiacerebbe condividere con l’intero popolo la mia agenda, ma tant’è, nella terra dei cachi tutto è possibile.

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La Spagna catalana come l’Italia lombarda: l’esplosione dei casi di COVID prima a Bergamo ed ora a Lleida soffiano sul fuoco della secessione (per qelsi.it)

Mitt Dolcino, per qelsi.it

Redazione:

questo pezzo è datato 20.07.2020, una settimana fa circa. Per questioni tecniche non è stato pubblicato subito. Oggi è arrivato, finalmente (…).


Le assonanze tra Spagna e Italia nel COVID e nei tentativi secessionisti sono davvero molte. Ed imbarazzanti: come successe per la Lombardia, ora succede per la Catalogna. Il governo d Madrid NON ha maggiori risorse di Roma per sostenere la sua traballante economia azzoppata dal virus. E come Roma, anche Madrid NON vuole firmare il MES. Parimenti gli strali austeri e di macelleria sociale dell’Olanda valgono anche per gli iberici.

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Una prima analisi dell’accordo EU del Governo per il Recovery Fund: bene i ca. 90 mld € a fondo perduto. E bene non si firmi il MES ma….

… ma i soldi “concessi” dall’EU sono troppo pochi e verranno erogati solo dal prossimo anno, a meno di informazioni che non sono disponibili ad oggi. Bene invece i ca. 90 mld € a fondo perduto; senza senso invece i ca. 125 mld € di prestiti che faranno diventare l’Italia come la Grecia.

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Il post-Covid imposto ai paesi europeriferici (in forza della “scienza”) è parte di un piano per evitare la fine dell’euro, generando l’austerità 3.0?

Stiamo ai fatti: i ceppi di COVID sono solo in minima parte cinesi, ad esempio quello di Codogno era tedesco. Come è possibile che non si analizzino con puntiglio i vari genomi per determinare la cd. comune radice? Si preferisce invece spaventare la gente coi sintomi, veri o falsi, realisti e possibili; ma troppo poco è stato scritto delle analisi sul genoma del virus. In particolare in Italia sembrano essere presenti almeno 3 ceppi distinti, sottolineando come i media abbiano dato pochissimo risalto al fatto che il ceppo di Codogno, quello mediamente pericoloso, arrivava base analisi ufficiali dell’ISS appunto alla Germania. Ma non sono qui per indagare sul COVID, non ne parlo: come mai ho speso una parola sulla genesi della caduta del ponte Morandi stessa cosa faccio qui sul virus e la sua genesi. Voglio invece portare l’attenzione sull’aspetto post-COVID e sulla di fatto austerità imposta dall’EU di fatto a danno di “alcuni paesi”, a fronte di una mortalità da virus tutta da dimostrare quanto meno in termini di pandemie del 1957 e del 1968, di influenza, dove nessuno si sognò di “chiudere tutto” come invece fatto oggi.

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Dal caso Grecia al COVID: l’Italia ha capito dove finirà accettando il MES (imposto nei fatti dall’EU)? Una video ricostruzione – di Jacopo Brogi

Jacopo Brogi, in persona, è un amico di questo sito.  Un amico che ci ha presentato il nostro autore Megas Alexandros, da Salonicco, expat italiano anche lui, come tanti di noi che scriviamo. Anche i nostri autori che scrivono dall’Italia hanno tanta esperienza di estero, sia avendo ricoperto ruoli apicali in grandi aziende italiane nel mondo, quando ancora le grandi aziende italiane esistevano. O causa famiglia straniera. O perchè lavorano all’estero. O per altro (…). Questa intervista ci ha colpiti perchè arriva proprio al momento giusto. Ossia serve a far capire che purtroppo accettare il MES, come vorrebbe più di qualcuno ormai in Italia (…), significherebbe…. PRECISAMENTE QUESTO! Vedasi il video.

Dateci un occhio (al LINK): può essere anche un bene spaventarsi di certi tempi

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