IL PECCATO ORIGINALE DELLA UE E LE LOBBIES ECONOMICO-FINANZIARIE: i veri soggetti che hanno ordito la trama della storia europea per imporci l’austerity e che ci hanno resi schiavi

Pensiero comune fino a pochi anni fa è che l’Europa voluta dalla Unione Europea di Maastricht fosse stata rappresentata efficacemente da istituzioni che abbiano avuto sin dall’origine poteri funzionali adeguati, coerenti e efficaci, istituzioni che fossero rappresentate da politici espressione di una libera volontà democratica dei cittadini dei singoli Stati che li avevano eletti. Queste istituzioni nel nostro immaginario collettivo  sono costituiti dai seguenti organi: il Parlamento Europeo,  come organo legislativo, il Consiglio Europeo come organo direttivo di indirizzo generale e coordinamento formato dai Ministri dei singoli Stati membri e la Commissione Europea, come organo meramente esecutivo.

Ma è stato ed è effettivamente così? Abbiamo mai dubitato che ci fosse qualche elemento che sfuggisse alla nostra attenzione ?

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La politica estera italiana ritorna in grande stile: la decisione di allagare l’EU alla Turchia (per terremotare l’Unione Europea)

La mossa di Savona pro-Turchia non è una mossa savoniana, ma piuttosto una fine interpretazione degli equilibri europei, per destabilizzarli. La decisione ufficiale di supportare l’annessione della Turchia all’EU è stata una mossa partorita tra Washington e Roma, coinvolgendo le più fini menti nazionali. Può essere che tale scelta sia legata alla scoperta di Exxon di uno dei più grandi giacimenti di gas nel Mediterraneo nei pressi di Cipro (…), non mi stupirei che anche ENI possa tornare in corsa per lo sfruttamento dei suoi blocchi in loco.

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Il Coutry Report dell’EU traccia la strada che “bisogna seguire”: prima di tutto redimersi dal debito eccessivo (leggasi “prima di tutto salvare l’euro”). Ossia l’Italia deve suicidarsi!

Bruxelles elabora regolarmente dei report sulla situazione politico-economica di ogni paese EU, i cd. Country Report. Ieri è stato il turno dell’Italia. La commissione non è stata tenera con Roma, anzi, è stata durissima. Vorrei però evidenziare la base logica e fattuale di quanto accaduto.

Alcuni mesi fa l’Italia avrebbe voluto, su impulso dell’alba al governo dei gialloverdi, far ripartire la crescita del PIL. Per fare questo aveva proposto un aumento del rapporto deficit/PIL prima al 3%, ossia al massimo dei parametri di Maastricht ma senza applicare il fiscal compact; poi dovette scendere per volontà di Bruxelles al 2,4%, per poi terminare al tanto tragico quanto fantozziano 2,04%. Di fatto venne così tolto al governo italiano il margine per fare crescita, memento i 50 miliardi invocati da Paolo Savona per gli investimenti, silurando a termine il mandato dei gialloverdi con gli italiani, quanto meno a livello economico.

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La risposta di Conte sull’oro di Bankitalia che tutti tacciono: l’oro italiano è ormai al servizio dell’Eurosistema. Ossia, di fatto, nella disponibilità della BCE! (ITALEXIT “soft” ora impossibile)

Fino ai governi PD c’erano voci alternative a quella governativa. Ad esempio quella di scenarieconomici.it che, poi diventata giallo-verde (vedrete a breve Rinaldi candidarsi per la Lega in centro-Italia, sono aperte le scommesse, ndr), sembra applicare alla lettera il metodo delle sinistre, tacere le verità scomode. Ad esempio, l’oro di Bankitalia, faccenda spinosa oggi ritornata agli onori delle cronache. Vero, nella Lega ci sono molte anime ma, essendo cresciuto col metodo Falcone, “Follow the Money“, alla fine sono purtroppo portato a considerare sempre e comunque anche i meri interessi personali e/o di casta; mi sono accorto che alla fine difficilmente ci si sbaglia. Ovvero, Borghi è certamente in minoranza nella Lega quanti meno sull’oro di Bankitalia (…), porello

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Un paese prossimo all’implosione, dove i giudici non rispondono civilmente nemmeno in caso di dolo, ma in cui al Governo vengono chiesti i danni per l’esercizio delle proprie funzioni….

Mia associo al coro dei gufi: oggi ho capito che l’Italia è prossima all’implosione, senza possibilità di redenzione diciamo “a danni limitati”. I danni infatti ritengo saranno enormi. Non so se l’avete notato ma ormai siamo alla lotta fra bande, non ci sono più riferimenti, tutti contro tutti: giudici contro politici, politici contro politici, giudici contro giudici.  E stampa – in gran parte di proprietà dei globalisti che fino a poco tempo, prima della legge sul rientro dei Paperoni del PD, non casualmente vivevano formalmente all’estero – a soffiare sul fuoco del caos. Certamente sperano in  nuove  privatizzazioni imposte dalla troika a basso prezzo….

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Solo l’invidia può salvare l’Italia. Soprattutto tra giornalisti, divisi tra elitisti e/o milionari (Fubini & Co.) e le penne diciamo “normali”

Dante scrisse dei peccati capitali, sette. Che per me sono soprattutto difetti capitali, solo che ai tempi del poeta fiorentino l’assolutismo cattolico dominava sulle mancanze di un popolo, quello italiano, dovendo dunque ricorrere al divino per dargli un peso riconosciuto da tutti. Poco è cambiato da allora: i difetti di un popolo abbiente, che vive in una terra ricchissima ed ambitissima, sono più o meno gli stessi di 500 anni fa. Due sono i difetti che secondo chi scrive connotano particolarmente la stirpe italica: l’ignavia e l’invidia. Il primo – non peccato capitale – chiaramente non salverà dall’implosione, assolutamente, anzi rischia di rappresentare un’aggravante della condanna: l’innata tragica inerzia, fa in modo che nemmeno a mettergli i piedi in testa il volgo tricolore si ribelli, almeno fino ad oggi.

L’invidia invece….

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Ma avete notato come si sta bene a Roma risparmiando l’elettricità per le luci di Palazzo Farnese? Per intanto, in assenza dell’Ambasciatore francese, i legami con gli USA si moltiplicano…

Un vecchio adagio afferma che se proprio devi avere un padrone meglio averlo ricchissimo, che se proprio non ti ama almeno ti rispetta, e soprattutto…. che sia molto ma molto lontano! Tale identikit è il perfetto contrario di quello che rappresenta la Francia per l’Italia.

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Dietro il caos istituzionale Italiano dei nostri giorni sta maturando un piano per separare l’Italia in tre o più parti (con sponda PD)? Facciamo assieme un’analisi

Stamane un amico mi ha girato un pezzo interessantissimo (citato in calce): parlava delle mosse per esasperare l’autonomia delle regioni oggi relativamente ricche del nord Italia da parte – udite bene – non della Lega ma del governo PD di Gentiloni (la famiglia dell’ex primo ministro italiano – probabile futura Legion d’Onore – fa parte di un casato nobile – lui è conte, Silveri – da secoli vicino alla Francia, ndr). Solleticato, ho rispolverato vecchi interventi in riguardo. Drammaticamente, il ragionamento funziona, ossia sembra proprio che stiamo vivendo un’accelerazione nei macro-eventi, sebbene sotto traccia.

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Verso la guerra civile in Francia: secondo la stampa internazionale una granata spappola una mano di un manifestante. Polizia e violenza per strada. A quando l’intervento dell’esercito (a favore o contro Macron?)

Stiamo scrivendo la storia. Prima delle prossime elezioni EUropee molte cose accadranno. Non necessariamente “cose belle”. In Francia il 99.99% della popolazione non è felice della situazione e non beneficia del benessere tutto finanziario derivante dai QE erogati dalla BCE; molta plebe fa addirittura fatica ad arrivare a fine mese. E tutto questo accade, durante la stagnazione post subprime, mentre il numero di ultra ricchi francesi (quasi dei neofeudatari) raddoppia in 4 anni (in Italia nello stesso periodo – 2013/2017 – sono triplicati, vedasi sotto), ma con un valore mediano di patrimonio molto più alto che in Italia: ossia a fine 2017 oltralpe ci sono circa 10’000 persone che detengono oltre 1000 miliardi di patrimonio. Questi sono i nemici dei gilet gialli: di fatto non possono prosperare entrambi (miliardari e gilet gialli), se guadagna uno perde l’altro

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L’Eliseo lamenta assenza di rispetto da Di Maio che accoglie i gilet gialli ma dimentica che ha accolto e difeso terroristi rossi italiani assassini in Francia per decenni! E che la base logistica del sequestro Moro era a Parigi…

Scuola Hyperion, Quai de la Tournelle, 27 – Parigi (base logistica del sequestro di Aldo Moro)

Questi sporchi, maledetti fatti. Sono solo i fatti sono quelli che possono farci capire la reale situazione tra Italia e Francia. Infatti quando dico che Roma ha ragione ne sono convinto, ma fattualmente. E, notate bene, non per simpatia verso il governo gialloverde, di cui ho stigmatizzato colpe non lievi nella gestione della cosa pubblica negli scorsi mesi – tra tutti, aver ceduto (ed in quale modo) alle pressioni EU per una manovra troppo debole nello sforare il deficit, per poi accorgersi un mese dopo che l’Italia è entrata in recessione e dunque serviva uno stimolo maggiore -. Ma sulla base di elementi molto più sostanziali.

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