La risposta di Conte sull’oro di Bankitalia che tutti tacciono: l’oro italiano è ormai al servizio dell’Eurosistema. Ossia, di fatto, nella disponibilità della BCE! (ITALEXIT “soft” ora impossibile)

Fino ai governi PD c’erano voci alternative a quella governativa. Ad esempio quella di scenarieconomici.it che, poi diventata giallo-verde (vedrete a breve Rinaldi candidarsi per la Lega in centro-Italia, sono aperte le scommesse, ndr), sembra applicare alla lettera il metodo delle sinistre, tacere le verità scomode. Ad esempio, l’oro di Bankitalia, faccenda spinosa oggi ritornata agli onori delle cronache. Vero, nella Lega ci sono molte anime ma, essendo cresciuto col metodo Falcone, “Follow the Money“, alla fine sono purtroppo portato a considerare sempre e comunque anche i meri interessi personali e/o di casta; mi sono accorto che alla fine difficilmente ci si sbaglia. Ovvero, Borghi è certamente in minoranza nella Lega quanti meno sull’oro di Bankitalia (…), porello

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Un paese prossimo all’implosione, dove i giudici non rispondono civilmente nemmeno in caso di dolo, ma in cui al Governo vengono chiesti i danni per l’esercizio delle proprie funzioni….

Mia associo al coro dei gufi: oggi ho capito che l’Italia è prossima all’implosione, senza possibilità di redenzione diciamo “a danni limitati”. I danni infatti ritengo saranno enormi. Non so se l’avete notato ma ormai siamo alla lotta fra bande, non ci sono più riferimenti, tutti contro tutti: giudici contro politici, politici contro politici, giudici contro giudici.  E stampa – in gran parte di proprietà dei globalisti che fino a poco tempo, prima della legge sul rientro dei Paperoni del PD, non casualmente vivevano formalmente all’estero – a soffiare sul fuoco del caos. Certamente sperano in  nuove  privatizzazioni imposte dalla troika a basso prezzo….

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Solo l’invidia può salvare l’Italia. Soprattutto tra giornalisti, divisi tra elitisti e/o milionari (Fubini & Co.) e le penne diciamo “normali”

Dante scrisse dei peccati capitali, sette. Che per me sono soprattutto difetti capitali, solo che ai tempi del poeta fiorentino l’assolutismo cattolico dominava sulle mancanze di un popolo, quello italiano, dovendo dunque ricorrere al divino per dargli un peso riconosciuto da tutti. Poco è cambiato da allora: i difetti di un popolo abbiente, che vive in una terra ricchissima ed ambitissima, sono più o meno gli stessi di 500 anni fa. Due sono i difetti che secondo chi scrive connotano particolarmente la stirpe italica: l’ignavia e l’invidia. Il primo – non peccato capitale – chiaramente non salverà dall’implosione, assolutamente, anzi rischia di rappresentare un’aggravante della condanna: l’innata tragica inerzia, fa in modo che nemmeno a mettergli i piedi in testa il volgo tricolore si ribelli, almeno fino ad oggi.

L’invidia invece….

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Ma avete notato come si sta bene a Roma risparmiando l’elettricità per le luci di Palazzo Farnese? Per intanto, in assenza dell’Ambasciatore francese, i legami con gli USA si moltiplicano…

Un vecchio adagio afferma che se proprio devi avere un padrone meglio averlo ricchissimo, che se proprio non ti ama almeno ti rispetta, e soprattutto…. che sia molto ma molto lontano! Tale identikit è il perfetto contrario di quello che rappresenta la Francia per l’Italia.

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Dietro il caos istituzionale Italiano dei nostri giorni sta maturando un piano per separare l’Italia in tre o più parti (con sponda PD)? Facciamo assieme un’analisi

Stamane un amico mi ha girato un pezzo interessantissimo (citato in calce): parlava delle mosse per esasperare l’autonomia delle regioni oggi relativamente ricche del nord Italia da parte – udite bene – non della Lega ma del governo PD di Gentiloni (la famiglia dell’ex primo ministro italiano – probabile futura Legion d’Onore – fa parte di un casato nobile – lui è conte, Silveri – da secoli vicino alla Francia, ndr). Solleticato, ho rispolverato vecchi interventi in riguardo. Drammaticamente, il ragionamento funziona, ossia sembra proprio che stiamo vivendo un’accelerazione nei macro-eventi, sebbene sotto traccia.

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Verso la guerra civile in Francia: secondo la stampa internazionale una granata spappola una mano di un manifestante. Polizia e violenza per strada. A quando l’intervento dell’esercito (a favore o contro Macron?)

Stiamo scrivendo la storia. Prima delle prossime elezioni EUropee molte cose accadranno. Non necessariamente “cose belle”. In Francia il 99.99% della popolazione non è felice della situazione e non beneficia del benessere tutto finanziario derivante dai QE erogati dalla BCE; molta plebe fa addirittura fatica ad arrivare a fine mese. E tutto questo accade, durante la stagnazione post subprime, mentre il numero di ultra ricchi francesi (quasi dei neofeudatari) raddoppia in 4 anni (in Italia nello stesso periodo – 2013/2017 – sono triplicati, vedasi sotto), ma con un valore mediano di patrimonio molto più alto che in Italia: ossia a fine 2017 oltralpe ci sono circa 10’000 persone che detengono oltre 1000 miliardi di patrimonio. Questi sono i nemici dei gilet gialli: di fatto non possono prosperare entrambi (miliardari e gilet gialli), se guadagna uno perde l’altro

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L’Eliseo lamenta assenza di rispetto da Di Maio che accoglie i gilet gialli ma dimentica che ha accolto e difeso terroristi rossi italiani assassini in Francia per decenni! E che la base logistica del sequestro Moro era a Parigi…

Scuola Hyperion, Quai de la Tournelle, 27 – Parigi (base logistica del sequestro di Aldo Moro)

Questi sporchi, maledetti fatti. Sono solo i fatti sono quelli che possono farci capire la reale situazione tra Italia e Francia. Infatti quando dico che Roma ha ragione ne sono convinto, ma fattualmente. E, notate bene, non per simpatia verso il governo gialloverde, di cui ho stigmatizzato colpe non lievi nella gestione della cosa pubblica negli scorsi mesi – tra tutti, aver ceduto (ed in quale modo) alle pressioni EU per una manovra troppo debole nello sforare il deficit, per poi accorgersi un mese dopo che l’Italia è entrata in recessione e dunque serviva uno stimolo maggiore -. Ma sulla base di elementi molto più sostanziali.

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Francia all’attacco dell’Italia: dopo 50 anni di provocazioni anti-italiane, Parigi viene allo scoperto! I francesi occuperanno la Valsusa?


La mia posizione sul diverbio Francia-Italia di questi giorni è semplice: Parigi sono anni che attenta alla sovranità italiana; dunque nessun dubbio a supportare il governo di Roma. Ricordate che ormai vivo da circa un decennio all’estero, famiglia straniera, scuole straniere, lavoro straniero ecc.
Però resto italiano, sebbene senza guardare la pessima TV della Penisola.
Dunque, molti mi domandano che fare nella diatriba attuale? Come schierarsi? Con gli impreparati ed anti-meritocratici gialloverdi?  Ricordo solo gli antefatti, fattuali: Ustica e l’attacco francese all’Italia ed a Gheddafi sui cieli nazionali (se solo i generali dell’aeronautica del tempo avessero il coraggio di parlare, non di restituire la legion d’onore, …), l’attacco finale a Gheddafi nel 2011, i risolini di Merkel e Sarkozy, il caso Ippolito….

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Incredibile! Salvini indagato come ministro degli Interni perchè veste un abito della polizia! Cercano il cavillo… (memento che è la giustizia il principale problema che scoraggia gli stranieri ad investire in Italia)

Ho letto stamane, allibito, che i ministri Salvini e Bonafede sono stati indagati per aver vestito gli abiti della polizia durante l’atterraggio di Cesare Battisti dalla Bolivia. Questa – permettetemi, ditemi se stiamo vivendo un incubo collettivo – sembra una totale e completa follia.

Si potrebbe davvero arrivare – quasi – a pensare che ci sia una regia dietro a queste incredibili uscite giudiziarie, per l’apparente incredibilità della notizia. Non perdete il nord cari lettori: è vero, i gialloverdi sono impreparati ma oggi sono prima di tutto un problema (ho detto per chi vuole la troika in Italia?), ovvero li si vuole mandare a casa. Il motivo è semplice: poter mettere al loro posto persone che, opportunamente incentivate ad agire, facciano una patrimonialona a carico della classe media, salvando i miliardari  (incredibile, la piramide al contrario, “…l’Italia andrà selvaggiamente…“). Ed a norma di legge, l’abbiamo scritto ieri.

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La cruda verità su cosa aspetta l’Italia: o si esce dall’euro o si farà una mega imposta patrimoniale pagata non dai miliardari ma dalla classe media. Ovvero, la fine della Repubblica (vedremo le future mosse della Lega)

Inutile girarci attorno: purtroppo i gialloverdi ogni giorno di più si dimostrano una delusione, entrambi. Che sia chiaro sono onesti e di buona volontà ma questo non basta, purtroppo. Da una parte Di Maio, che ha il pregio di aver davvero faticato nella vita, di aver lavorato duramente sebbene giusto da bibittaro (cosa assai onorevole, lo dico con rispetto, chapeau!); ma in presenza di una sua tara personale enorme ossia che non ascolta il prossimo e men che meno ha la capacità di percepire i segnali deboli che gli si presentano innanzi, troppo pieno di sè. Salvini invece ascolta moltissimo, ed è un grande pregio; ma purtroppo – di fatto – non ha mai lavorato fuori dalla politica, ossia cancellando il pregio di cui sopra, temo (Salvini non ha molte alternative personali fuori dalla politica). Ovvero, i due vicerè, sebbene onesti italiani, sebbene di buona volontà, semplicemente non sono sufficienti nè preparati a sufficienza. Ed i risultati infatti si vedono, soprattutto a livello macro-economico.

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