Il virus del divano

di Carloalberto Rossi e Giorgio Saibene

Non si discute più sul ritorno a lavorare, ma chi sentenzia che i politici si rinuncino solidalmente a due mesi o più di stipendio per far risparmiare qualche decina di milione di euro all’ente pubblico, chi è soddisfatto della passeggiata intorno al proprio condominio e lavora in smart-working vestito solo dalla vita in su e chi finalmente è riuscito a finire tutte le serie televisive di cui gli amici parlavano e non sapeva mai dire neanche i nomi dei personaggi. Insomma, un Paese baciato dal mare, dal sole, da una cultura millenaria, probabilmente dalla gastronomia migliore del mondo, ma che non sembra scalpitare all’idea di tornare nella routine quotidiana e affollare le strade. Eppure l’Italia è rappresentata anche dalla provincia di Milano che produce circa 400 miliardi di euro l’anno di fatturato: come il PIL della Norvegia, oppure come Portogallo e Grecia messi insieme; anche la sola provincia di Vicenza che con circa 90 mila imprese, molte delle quali del settore manifatturiero, caratterizzate da piccole dimensioni e gestione familiare, produce circa 90 miliardi di euro l’anno: molto più del PIL di Croazia, Malta e Slovenia messe insieme (Banca Mondiale, PIL nominale 2019).

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Gli enormi dubbi sull’energia verde e suoi suoi reali effetti sul clima convertono anche l’anti-Trump per antonomasia, Michael Moore: è probabile che l’energia rinnovabile sia peggio per l’ambiente dell’energia fossile!

Quando vedo Greta Thunberg mi viene un brivido: le sue sventure funeste perennemente annunciate mi inquietano. La verità è che, sulla base di quello per cui ho studiato, non condivido assolutamente le sue tesi. Ricordo un documentario su di lei dove il giornalista non riuscì ad intervistarla se non sulla base di domande pre-impostate e di risposte “come se fossero registrate“. In un’altra occasione “era andata a Berlino“. Insomma, chi scrive ritiene che Greta sia stata un’invenzione EUropea atta a sdoganare una tecnologia assurda come quella dell’auto elettrica, ossia un game changer, un macro-trend assurdo, per emanciparsi dagli USA che di fatto controllano il petrolio mondiale. Dunque, l’auto elettrica – di matrice Europea e cinese – viene pubblicizzata come “verde”, in realtà tale tecnologia è molto più dannosa per l’ambiente – mia convinzione, ma non solo, avendo fatto i compiti a casa – rispetto alle auto a ciclo termico, quanto meno sulla base delle tecnologie attuali. Ora che Michael Moore dice lo stesso, la diga Dem è destinata a crollare, ossia quella diga filo EU e filo Cina che proponeva l’energia elettrica per autotrazione come la panacea per i mali del pianeta.

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La carità pelosa dei dittatori

di Carloalberto Rossi e Giorgio Saibene

Come sempre quando si parla di relazioni italo-albanesi si produce, e  spesso apposta, molta confusione, sia tra i diversi piani, relazioni tra i due popoli o relazioni tra i due governi, tra sostanza concreta e propaganda d’immagine, tra politiche e tattiche, tra storia vera e storia contraffatta dalla propaganda, tra amore e timore, tra convenienza e speranze, tra illusioni e miti, e molte altre sfaccettature ambigue che un rapporto storico lungo e complesso, e finora mai indagato senza le lenti della propaganda, ha prodotto nei secoli.

Che molti, moltissimi albanesi amino l’Italia non é discutibile, che l’Italia abbia sempre aiutato l’Albania non é discutibile, che questo abbia prodotto dei positivi risvolti nelle reali relazioni istituzionali tra i due paesi invece é sicuramente smentibile.

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Ripartenza: lasciate che la manifattura paghi i vostri stipendi

Fase 2: ma l’Italia riuscirà davvero a ripartire senza fondi del governo?

di Carloalberto Rossi e Giorgio Saibene

Ripartenza insieme, a rate, prima su, prima giù, a quadretti, a righe

Il dibattito sulla ripartenza dopo il lockdown infuria sui media e tra le forze politiche e, pare, anche tra le tante commissioni istituite dal governo, ma tra tanti commenti incompleti non si riesce a sentire niente di intelligente, e al contemporaneamente completo e realizzabile. Solo una cacofonia di posizioni di governatori più preoccupati di uno scampolo di visibilità che delle reali conseguenze del virus.

Attualmente il dibattito pare polarizzato nella sterile politica regionalistico-secessionista tra Lombardo Veneto e nostalgici borbonici vittimisti, in cui la Lombardia dice che vorrebbe aprire le aziende al più presto e risponde la Campania (che di fabbriche ufficiali da aprire ne ha molte meno) minacciando di chiudere le frontiere e bloccare i treni in arrivo dal nord, o la Puglia che giusto per distendere il clima della discussione invita la Campania a non regolare adesso i conti con “l’arroganza settentrionale”, che non sembra il modo migliore per attrarre turisti paganti sulle spiagge del Salento. Poi entrano in scena i virologi, gli epidemiologici e gli attuari che, elaborando dati per loro ammissione incompleti e inaffidabili, elaborano curve che cadono come astragali sul calendario per determinare le date presunte del mitico contagio zero per ogni regione.

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Perché il governatore lombardo Fontana non pubblica più il numero di decessi da COVID19 per provincia dal lontano inizio marzo 2020?

Impressionante notare come gli ultimi dati disponibili sui decessi suddivisi per provincia lombarda siano stati comunicati ormai oltre un mese fa, un’era geologica in presenza di una crisi da virus come quella attuale.

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Se questo è il nuovo….. Come rimpiango la prima Repubblica!

Ieri la tragica presa per i fondelli di una sfida che in realtà è stata un aiuto reciproco, a cui il Vespa nazionale si è prestato (mai dimenticare la vox populi sulla supposta paternità del conduttore inamovibile da Rai 1, nel caso un marchio di fabbrica dell’andazzo nazionale). Infatti durante la prima Repubblica la sfida era nel bene del Paese, ieri invece – mi è sembrato davvero chiaro – è stata a vantaggio dei due contendenti….

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Quello che i grandi media non dicono: lo scenario è cambiato e qualcuno come al solito non si è nemmeno accorto di essere stato superato dagli eventi. Se i migranti verranno fermati per “esigenze esterne” spero che nessuno si arrabbi perchè “voleva il contrario”…

Ooops…. Qualcosa è cambiato?

Qualche immagine ed un po’ di cronistoria, incastrare gli eventi nel contesto temporale è fondamentale per comprenderli. Le immagini che seguono dicono molto, credetemi. Della serie, quanto successo in Turchia è chiaramente frutto di accordi tra le due superpotenze storiche, facendo leva sugli alleati USA nel Mediterraneo, Grecia ed Italia. La Germania parteggia invece per la Turchia. E la Francia fa come al solito il gioco delle tre carte, spingendo dietro le quinte per l’accordo di Aquisgrana, ossia per un esercito EU in proiezione esterna, dove lei ritiene dovrà avere comando. Mai fare il conto senza l’oste…. Impressionante come i grandi media vedano tutto un altro film…

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Roma Caput (Kaputt?) Mundi: la direttrice della CIA, Gina Haspel, ed il capo della NATO, Stoltenberg, mercoledì u.s. contemporaneamente a Roma. Dopo Barr, Durham e Pompeo (più volte, anche ad inizio Agosto, con Mattarella): cosa sta succedendo?

Certamente qualcosa di grosso sta bollendo i pentola. L’altro ieri la temutissima Gina Haspel è arrivata a Roma per un coordinamento con i servizi segreti italiani. Fatto forse addirittura più significativo – con un tempismo che lascia di sasso – parallelamente anche J. Stoltenberg era a Palazzo Chigi come capo della NATO, a reiterare il ruolo cruciale dell’Italia nell’alleanza Atlantica. Solo alcune ore prima l’eurocrate Borrell, probabile futuro ministro degli esteri EU, anche lui con un tempismo da far tremare i polsi, aveva affermato che l’EU deve dotarsi un esercito permanente di 60’000 soldati per attività di matrice EU. Ossia un esercito EUropeo in proiezione extra-EU, sebbene rimanendo – almeno lui, Borrell, che non è più così “atlantico” – fuori dai confini italici…..

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La prova provata che Conte, ormai asset Trumpiano, sta sfidando il renzusconi. Ed ha sia le capacità che le armi per vincere (alla fine quello che doveva fare Salvini – supportare Trump – lo ha fatto Conte, incredibile…)

Nello scalpore generale dicemmo in tempi non sospetti che Trump con il suo tweet di fine agosto aveva impedito il renzusconi. Pochi ci credettero. Ora la realtà si sta componendo, con il fronte dei “due Matteo” sempre più uniti nell’intento di abbattere il primo ministro sospetto massone, Conte, supportato dagli USA di Trump, via servizi segreti nazionali. Alla fine, vedendo i fatti ossia le azioni, è chiaro che ci sia una collaborazione vera tra Matteo Salvini e Matteo Renzi contro Trump, ossia contro Conte, con il PD supino (tanto per far capire come gira il mondo, ancora non si è smesso di parlare di infiltrazioni di servizi segreti esteri in Italia via collaborazioni di spioni che i server del PD sono stati infettati da qualche starno virus e “bucati” da Anonymous, che caso….).

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