La Francia sfodera la spada contro Macron, per difendere il suo esorbitante sistema pensionistico

Redazione: La narrazione degli eventi fatta da Ambrose Evans-Pritchard è abbastanza equilibrata ma risente, palesemente, della sua posizione ideologica.

La vita delle persone è gioco forza fatta anche, ma non solo, di numeri. Specialmente quando sono creati ad arte (il Fiscal Compact dell’UE, ad esempio).

Se l’economia tornasse a crescere, se l’occupazione riprendesse, ‘magicamente’ tutti i numeri tornerebbero a posto, in Francia (eliminando gli eccessi) come in Italia (dove le riforme le abbiamo già fatte).

Ed allora chiamiamo i problemi con il loro vero nome: Unione Europea, Euro, Maastricht ……

Lo capiranno, in Francia? Detto questo, perché in Italia, a differenza della Francia, in piazza ci vanno le sardine e non chi lavora?

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Meno male che è finito (il Vertice Nato)

Acireale, Piazza Duomo, Maschere dei Potenti della Terra

Redazione: Francamente, non ne potevamo più di trappole mediatiche, burattini isterici, sedicenti Napoleoni e riunioni “ad excludendum”.

Per una volta, ci troviamo d’accordo con Gramellini (non succederà mai più!) che, sul Corriere, ha sferzato Trudeau chiedendosi perché mai, quando si trova davanti al Presidente Arancione, se la fa sotto ….. salvo atteggiarsi a “cuor di leone” quando è lontano.

Prendiamo atto che Macron è sparito, che Erdogan torna a casa con la coda fra le gambe e che le tre cose che veramente contavano, l’aumento del budget militare, il rafforzamento dello schieramento sul Baltico ed i primi passi verso la “guerra spaziale”, sono state approvate.

Così voleva Trump. Così è stato fatto.

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La Turchia si appropria di metà delle acque del Mediterraneo Orientale

Redazione: Sull’argomento che proponiamo si è già espresso Maurizio Blondet: https://www.maurizioblondet.it/la-marina-italiana-disciplinera-erdogan-ce-lo-chiede-leuropa/, con argomentazioni valide come sempre ma forse, nell’occasione, un po’ “colorate”.

Lo rilanciamo, una volta appreso dell’accordo fra il GNA e la Turchia sulla spartizione delle acque del Mediterraneo, ma anche e soprattutto sulla spinta emotiva dell’incontro “Francia + UK + Germania + Turchia” che si è tenuto a margine del vertice Nato di questi giorni, riguardo la Libia e i giacimenti di gas nelle acque su cui si affaccia: https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/rsquo-italia-fora-ball-nostro-paese-stato-escluso-220774.htm

L’esclusione dell’Italia, sulla base del principio “a noi il gas, a voi i migranti” non può essere accettato. Non è una questione di colore politico. O siamo uno Stato o non lo siamo. Non sono possibili posizioni intermedie.

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Perché nessuno celebra i 10 anni del Trattato di Lisbona? La sua debacle ci ricorda quanto sia fondamentalmente antidemocratica l’UE

Fraser Myers per Spiked On Line

L’UE, domenica, ha celebrato un anniversario molto significativo.

Ma, a parte una piccola cerimonia privata, presenziata dai soli Funzionari dell’UE (in coincidenza con l’incoronazione ufficiale di Ursula von der Leyen e della sua nuova squadra di Commissari), pochi lo hanno ricordato, figurarsi a  celebrarlo.

Non ci sono state “feste di piazza” e non sono saltati tappi di champagne. La stampa ha offerto solo una modestissima copertura, giusto due righe.

Domenica era il decimo anniversario del Trattato di Lisbona, quello che ha dato forma all’Unione Europea di oggi. Sarebbe potuta essere un’occasione, per i Remoaners, di festeggiare l’UE con gli occhi appannati e la bandiera sventolante.

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Trump fa a pezzi le considerazioni di Emmanuel Macron sulla NATO, affermando che è proprio la Francia il paese che più ha bisogno dell’Alleanza

Redazione: L’articolo che proponiamo fa da pendant con quello di Tom Luongo, che abbiamo pubblicato un paio di giorni fa: https://www.mittdolcino.com/2019/12/02/macron-sostiene-che-la-guerra-fredda-sia-finita-e-che-la-russia-debba-entrare-nella-nato/

Pur apprezzando la puntuale descrizione delle “mire geostrategiche” di Macron, abbiamo sostenuto (nel redazionale) che l’affermazione di Luongo, secondo cui Trump avrebbe accettato il progetto Eurasiatico, era priva a dir poco di qualsiasi fondamento.

Puntuale e con maggiore autorità ecco la smentita di Fox News. Gli Stati Uniti non accetteranno un bel niente. Prima o poi qualcuno s’accorgerà, in Francia, che il luogo ideale per chi sostiene di essere Napoleone è il manicomio.

L’articolo è intrigante anche perché ci dà due mezze notizie, che non possiamo non prendere in considerazione vista l’autorità della fonte.

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La morte angosciosa della Grande Coalizione tedesca

Redazione: Cosa sta succedendo in Germania? Parliamo molto della Francia, ma lo show politico tedesco è ancor più importante per il futuro del Continente.

Mish ci offre una panoramica anodina, conseguenza della rivoluzione al vertice dello SPD, che ci lascia con una domanda e nessuna risposta: i Cattolici sdoganeranno l’AfD, se i risultati elettorali confermassero i sondaggi?

A nostro parere è una possibilità. L’AfD ha già detto di puntare, per il futuro, a coalizioni con la CDU/CSU mentre i Verdi, al contrario, sembrerebbero riluttanti e punterebbero alla leadership della sinistra tedesca (visto, oltretutto, come la Coalizione ha ridotto lo SPD …..).

Se l’analisi fosse corretta, sorgerebbe un’altra domanda: sarà l’AfD a fagocitare la CDU/CSU, o viceversa?

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Macron sostiene che la Guerra Fredda sia finita e che la Russia debba entrare nella NATO

Redazione: Ci piace Tom Luongo soprattutto per certe sue coraggiose intuizioni (Donald Trump “The Grey Champion”, ad esempio) ma, questa volta, dissentiamo dalle sue conclusioni.

Nonostante questo, pubblichiamo comunque l’articolo perché descrive bene il “pipe dream” di Macron, Merkel & Putin: l’Eurasia.

Tuttavia, non lo accettiamo integralmente perché l’autore dimentica il “convitato di pietra”, gli Stati Uniti d’America, che hanno interessi strategici che in certi casi prescindono finanche da chi si trova al potere.

Battersi contro l’Eurasia era e resta un obbiettivo primario della politica statunitense e non si vede come Trump, o chi per lui, possa accettarne la formazione di fatto.

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Le Primarie Democratiche fra Michelino, Joe e Pocahontas

Redazione: Ammettiamolo, la corsa per la Nomination Democratica ci diverte, fra clown, mogli riciclate, vecchi miliardari ed improbabili ET appena scesi da un Disco Volante.

Il tutto per trovare un candidato — uomo, donna o gay poco importa — che abbia qualche possibilità di contrastare Donald Trump.

Oggi proponiamo l’ultima candidatura, nientemeno che Michelle Obama.

Non fosse stata annunciata da American Thincker, il sito conservatore che molti considerano il migliore in assoluto, non l’avremmo nemmeno presa in considerazione.

Ma proponiamo anche un brevissimo filmato di Michelino Bloomberg, dove “il nostro” ci parla dell’importanza di tassare i poveri, nel loro stesso interesse (sic). Con Bloomberg, lo abbiamo già scritto, ci divertiremo parecchio.

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I limiti della Lagarde

Redazione: YanisVaroufakis sostiene, in coda, che non si può biasimare una persona, Draghi, per non essere un eroe.

La stessa cosa diceva Don Abbondio: “Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”. Poteva mancare Romano Prodi?: “Io non volevo privatizzare l’IRI. Ma Ciampi insisteva …”.

Noi crediamo che un Funzionario Pubblico, quando riceve una disposizione che danneggia il suo popolo ed il suo paese, abbia il dovere di ribellarsi e di denunciare pubblicamente quello che gli si vorrebbe far fare.

Invece di pensare “che cose orribili faccio al mio paese!”, queste persone pensano, “che orribili cose devo fare nell’adempimento dei miei doveri”, giustificando in questo modo sé stessi.

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Political Horse Raice: Bloomberg ha rovesciato la Warren?

Biden riprende il comando per la Nomination Democratica nonostante l’ingresso di Bloomberg

Mark Angelides per Liberty Nation

IL MERCATO DEI CANDIDATI

Questa non è stata una buona settimana per il Presidente Trump. Ha perso il 4% nel tasso di approvazione, ma anche un quarto di punto nella probabilità di vittoria.

La causa più ovvia è che i Democratici del Congresso hanno passato la settimana a cercare qualsiasi cosa che potesse spingere il Presidente a fare un errore. Ma potrebbe esserci in gioco qualcosa di più grosso.

Se fossero stati solo i numeri di Trump a cambiare, potremmo giustamente attribuire il fatto alla copertura H24 delle notizie sull’impeachment ….. ma così non è.

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