Il libro di storia non mente: raramente l’Europa, nei suoi paesi cardine, ha fatto guerre lontano dai propri confini. E nel caso le ha sempre perse, a termine, soprattutto negli ultimi 120 anni. Proprio come successo con le colonie, perse. Eccezione notevole, sebbene parziale: Londra, col Commonwealth, fino a ieri.
Oggi però i segnali di disfacimento londinese si moltiplicano: a partire dall’incapacità ovvero le grandi limitazioni ad estrarre risorse dai paesi che furono colonie, memento che Carlo III è tuttora sovrano di Canada ed Australia, tali colonie – soprattutto quelle americane – sono sotto scacco di Trump che non ammette ingerenze ai propri confini (finalmente i militari USA sono degnamente rappresentati).
Dunque Ottawa va spaccandosi, vedremo il referendum sull’Alberta ad ottobre prossimo, se deciderà di iniziare il processo politico e democratico per andare verso gli USA.
E senza dimenticare las Malvinas argentina, oggi con Trump al potere Milei può chiederle indietro senza la paura di essere sconfitto prima del via, visto il supporto USA: oggi che Londra è impegnata in Ucraina semplicemente non ci sono risorse fu imperiali per combattere due guerre, una delle due o non si inizia o si perde, forse entrambe.
In verità si sta però aprendo anche un terzo fronte, tragico perchè interno, per l’Impero: Trump dichiara che l’Irlanda unita sarebbe “cosa fantastica”, ossia meravigliosa, supporto indiretto insomma a riunificare l’Isola irlandese. Sarebbe uno sfacelo! Lo leggete oggi, su tutti i giornali.
Capite bene: la City of London che coi suoi tentacoli a Bruxelles, Teheran, Milano, Berlino e soprattutto Parigi per secoli ha sfidato gli USA, oggi viene sapientemente attaccata su più fronti. Il bersaglio grosso è dunque liquidare il potere coloniale vecchia maniera, quello europeo, permettendo la nascita di qualcosa di veramente nuovo.
Dunque stop alle guerre neocoloniali europee per impossessarsi di risorse primarie in Europa e dintorni, leggasi le materie prime del Dombass sotto contratto inglese per 100 anni, accordo firmato dal sodale Zelensky nel 2025. E basta ingerenze a Teheran, dove gli inglesi sono di casa fin dalla conferenza del 1943 dove, per la prima volta, Sir Spencer Churchill dovette rendersi conto che contro Russia ed USA assieme sarebbe andato poco lontano. Ben sapendo che l’America aborrisce le colonie, preferendo i protettorati, di gran lunga meno ingerenti per i locali, l’Italia divenne addirittura la IV. potenza mondiale sebbene per breve tempo nell’epilogo del protettorato USA nella Penisola durante la guerra fredda, nel 1992.
Se poi aggiungiamo la componente interna britannica, togliendo il bianco dall’Union Jack ovvero unendo le due Irlande, ossia cancellando l’Ulster, capite che l’Impero è colpito al cuore, davvero.
Il passaggio cardine, lo ripetiamo ad libitum, è stato la fine del LIBOR basato a Londra, ultimo contratto scaduto a marzo 2025: ciò ha tolto la possibilità per Londra di fare quanto sa fare meglio, creare moneta e potere prettamente finanziario, nel caso dollari a suo piacimento.
Gli USA infatti basta che da qui in avanti tengano il dollaro come valuta di scambio globale, nei commerci, ed il gioco è fatto. Ecco perchè Hormuz è cruciale, per mantenere vivo il petroldollaro visto che il petrolio si paga in dollari, contro l’ex Impero. Ed ecco perchè gli alleati di Londra, ossia dell’Impero (non solo a Teheran), nulla fanno per risolvere la crisi dello stretto che comanda i flussi di petrolio.
In tale frangente Xi, nazionalista ed imperialista come fu Londra – memento che la Cina necessita conquiste coloniali, applicando gli stessi modelli coloniali che furono di Londra per acquisire materie prime a basso prezzo e per vendere i suoi prodotti e servizi alle colonie – incontra Trump, per ben due volte: a Washington a fine mese, il 24 Settembre prossimo. E poi al meeting dell’APEC, nel sud est asiatico, per decidere il da farsi assieme a Putin, incontro a tre a inizio Novembre.
Capite dunque l’importanza delle prossime elezioni Midterm, in mezzo a tutto.
Va infatti ben compreso che anche a Pechino vale il pragmatismo. Non il furore contro Trump che ha sottratto l’osso agli europei, tragico furore ben presente purtroppo in tutte le capitali ex coloniali cooptate dall’Impero, in Europa. Dunque Roma inclusa.
Emerge prepotente infatti che l’Europa verrà tagliata fuori dal vero potere, solo questione di tempo.- Un accordo russo americano con Zelensky per l’Ucraina sembra davvero nelle carte, va a poco, entro fine anno sembra certo dopo l’incontro dei tre grandi. Chiaro che se cade l’Ucraina, se finisce la guerra la’, l’Europa delle varie transizioni e del Reset affonda. Oggi in più le spinte protezionistiche europee emergono prepotenti, dunque facile attendersi che anche la Cina non difenderà più l’ex alleato europeo come un tempo (…).
Dettaglio saliente, a riprova: proprio oggi – lo leggete nella stampa economica – Trump fa balenare pubblicamente enormi aperture alle fabbriche di auto cinesi per costruire mezzi motorizzati negli USA. Chiaro che le remore cinesi a lasciare l’Europa al suo destino scemano di molto, da oggi, a fronte di un accesso diretto al mercato USA…
Capite, dunque, le ripercussioni per l’Europa?
Tutto ciò accade, anzi si dispone, a maggior ragion con AfD che sale nelle votazioni, quelle che contano: abbiamo la forza di dirlo, o sarà guerra in Europa scatenata da Davos. O Davos nel ridisegnare le mappe del mondo, quelle del potere, sparisce. Assieme agli imperi ex coloniali. In tale contesto all’ultimo momento la Germania con un debito pubblico ancora sotto controllo si sfilerà tornando al marco, epilogo inevitabile stando agli indirizzi politici ufficiali di Alice Weidel et al.. A meno di una guerra scatenata da Londra stessa, Parigi, in Europa.
Qui siamo, in attesa. Non tanto degli eventi, ma dell’ineluttabile.
*****
Un ultimo appunto, sull’AI: sarà il vero game changer
E l’Europa, che deve difendere i soliti interessi particolari delle sue elites, che fa? La vuole negare, la AI, limitandola.
Normale. Prevedibile.
Un po’ perchè è indietro nello sviluppo. E tanto perchè l’AI farà certamente emergere il mare di bugie sulla storia, sugli eventi, sul potere, che le elites europee hanno raccontato per secoli: che il popolo europeo capisca di essere stato fregate dalle proprie elites – e si svegli – resta il vero incubo delle elites di Davos.
Gli USA lo sanno e mettono sale sulla ferita. L’implosione socio economica europea, stretta tra demografia, assenza di risorse primarie, poca energia, un welfare impossibile ed immigrazione fuori controllo, oltre che di anti-meritocrazia imperante e sistemica e di elites incapaci al potere, faranno il lavoro sporco.
Circa 5 anni di sofferenza e caos sembrano garantiti, diciamo fino all’anniversario della morte di Gesù, tra il 2031 ed il 2033.
MD




