Tutti o quasi hanno letto il recente tweet del Lt. Gen. Michael Flynn di alcuni giorni fa dove stigmatizzava i prelevamenti di personale in Ucraina da mandare al fronte, diciamo così (stile sequestri), tacciandoli di azioni degne di epoche passate, due secoli fa o giù di lì. Ricordo che oggi da 18 a 60 anni in Ucraina si va al fronte, salvo pagare tangenti ai militari che ti sequestrano per poter evitare la morte in trincea, alcuni dicono 10’000 € per poter lasciare il distretto (…).
Chiaramente dopo le elezioni in Sassonia l’onda lunga di AfD in Germania è ormai mainstream, alle prossime elezioni dei laender sarà “tilt” ovunque in Germania, il potere passerà a loro di fatto, ad Alice Weidel. Dunque a Davos stanno reagendo di par loro: bene pensare di cancellare il rischio di dover cedere il potere ad AfD, perdendo come Davos il bastone del comando.
Per tale fine la soluzione più rapida potrebbe essere liquidare Zelensky, ormai inviso a qualsiasi tedesco dopo che è emerso che il North Stream è stato fatto saltare per aria dai suoi servizi segreti, quelli ucraini. O permettere ad altri di liquidarlo, ben sapendo che la Russia se ne guarda bene dal farlo in assenza di un accordo preventivo con Washington in tal senso (onde rischiare il rishio di false flag indotto).
Dall’altra la salita dei tassi di interesse innescata dalla fine del carry trade sullo yen condanna in primis i due malati d’Europa, Francia e Gran Bretagna: Tokyo ha innescato una spirale verso l’alto dei tassi che, complice la forza del petrolio, non può che perseverare al fine di non far fare crack al sistema giapponese che compra dall’estero circa il 90% della propria energia, direttamente o indirettamente (yen forte uguale minore inflazione, ovvero tassi più alti per rafforzare lo yen).
La Germania in realtà non è messa così male economicamente, galleggia, grazie ad un debito relativamente basso attorno al 65% del PIL. Diversa la storia per la Francia, verso il 130%. Non parliamo della Gran Bretagna, che da decenni ha dismesso la sua manifattura, ormai Londra sta in piedi con lo sputo come sistema socio-economico dopo la fine del LIBOR l’anno scorso, come ultimo contratto.
Dunque come per magia ecco Zelensky che smette di essere necessario, oggi. O meglio, Davos al potere in EU viene prima di un piccolo dittatore ucraino. Dittatore che diventa sacrificabile.
Parimenti vediamo la Commissione EUropea spargere sale sulla pelle della sua stessa popolazione, annunciando che i depositi dei cittadini EU dovranno passare sotto il controllo dell’EU (…), Von der Leyen alcuni giorni fa, in Francia, i 10’000 miliardi di euro nei conti correnti dei cittadini europei, soldi che se restano fermi sono pigri, dunque da mettere a reddito grazie alla EU…. (poveri noi!).
Motivo di cotanta esternazione della presidente della Commissione EU: prima di tutto bisogna salvare l’EU, anche se da se stessa.
Siamo dunque portati a pensare che per tale fine verranno innescate a breve crisi sistemiche in EU, l’ultima spiaggia di Davos, per tentare di arrivare in fondo alla transizione energetica ad esempio, costi quel che costi. Basta attendere e verificare gli eventi là da venire.
Il riarmo EUropeo infatti verrà comunque di seguito, diciamo solo dal 2029 l’Europa sarà nel caso pronta a sfidare militarmente la Russia; ben ricordando che l’unico vantaggio europeo su Mosca è la grande e numerosa popolazione europea, da mandare a combattere contro i russi, a termine. Peccato che tale sfida a Mosca semplicemente non ci sarà se prima non si convince la popolazione europea ad andare a combattere. E per questo una grande crisi interna (sociale, economica, di sistema ecc.) diventa vieppiù necesaria, dentro l’EU, per innescare il famoso odio da miseria nei confronti di un nemico – quello russo – che in realtà mai è stato tale.
Per il 95%+ della popolazione europea il nemico vero è in realtà la sua elites veterocoloniale e guerrafondaia europea, violenta, cinica, incapace, al comando da generazioni nel sub-continente europeo solo grazie a questioni di sangue e di tradizione di potere, con la sua corte di incapaci e di corrotti. La stessa elites della guerra dei Trenta Anni per intenderci (…).
Ma tale evidenza – facilmente derivabile dai libri di storia – non deve emergere. E affinchè non emerga bisogna restare al potere, in EU: oggi per evitare che i tedeschi votino a valanga per AfD è cartesiano derivare che sarebbe assai più pragmatico liquidare l’odiato Zelensky, la pietra angolare della retorica di Alice Weidel nei confronti dei votanti. E anche l’anello meno strutturale della strategia di Davos per l’Europa. Tenendo dunque viva la transizione energetica, l’euro e i migranti a sostituire i locali nel lungo termine.
In tale contesto non ci stupiremmo che il drone che ha cercato di unccidere Zelenky fosse tedesco. O americano.
Questa volta gli è andata bene, bisognerà vedere quanto durerà tutta questa fortuna.
MD
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Image: thanks Grok AI





