Fa impressione scoprire che Londra non fa mistero di avere un accordo di 100 anni con Zelensky, non necessariamente con l’Ucraina (ne parliamo fra qualche mese, a Zelensky decaduto e forse in carcere), per lo sfruttamento delle risorse primarie ucraine. Le stesse risorse che voleva Hitler, per inciso.
Chiaramente si tratta di una colonizzazione sotto traccia, il suo vero nome non esce sui media solo perchè detti media europei e globalisti sono nelle mani di Davos.
Quello che deve essere chiaro è che una sfida a Mosca cercando di prendersi le risorse ucraine del Dombass, litio in primis, comporterà una guerra calda in Europa. E visto che la Russia sa che non può competere in termini di uomini – ma certamente di mezzi si – con l’Europa, ecco che arriviamo a capire che detta guerra europea si trasformerebbe rapidamente in guerra atomica.
Nessuno di noi vuole una guerra atomica in Europa, corretto?
A maggior ragione se l’accordo per lo sfruttamento delle risorse ucraine lo ha firmato Londra, assieme a Parigi di fatto: mai andare a combattere guerre per interessi non propri! Mai più una guerra sul Don per difendere interessi stranieri, poi finisce in strage.

Prove a supporto
Berlino ha assaggiato cosa vuol dire sbagliare i piani anche questa volta. Con il caso Varta, l’azienda tedesca di pile che doveva sviluppare le batterie al litio con le risorse del Dombass: l’azienda è fallita, mentre francesi ed inglesi continuano a spingere le loro aziende della difesa a macinare utili facendo contratti militari con gli Stati europei con la scusa della sfida di Mosca (che in realtà è sfida di Londra e Parigi alla Russia).
Sappia dunque chi ci legge che andare a combattere in Ucraina sarebbe uno scempio in tutti i sensi, anzi una marchetta da far pagare al proprio popolo mandato a morire per difendere interessi altrui.
Ecco perchè la guerra in Ucraina non va combattuta dai paesi europei che non siano Gran Bretagna e Francia (Entente Cordiale).
La Germania sta in mezzo, incerta: sa infatti che la prima vittima della guerra calda contro Mosca sarebbe proprio lei. E qui emerge la solita Perfida Albione, che spinge a far combattere guerre non loro a paesi competitor di Londra, facendoli suicidare.
La Spagna in tale contesto, con a capo Sanchez non necessariamente cristiano, è alleata di Davos. Ma senza andare in guerra con l’Ucraina a termine, quello spagnolo è solo supporto politico e strategico di un paese cristiano, dato che Francia ed UK non lo sono. Come han fatto a convincerlo, a Sanchez e consorte? Promettendogli un pezzo di Italia, fatta a pezzi fra qualche tempo come previsto da Sir Spencer Churchill alla conferenza di Teheran del 1943 (Spagna oggi al posto della Grecia di allora): anche in quel caso furono gli americani a dire di no salvando l’Italia, Roosevelt fu talmente categorico che pochi anni dopo morì improvvisamente (…).
Appunto, la vittima sacrificale europea in tutto questo bailamme è proprio l’Italia, da fare a pezzi. Per varie ragioni: un po’ per assorbirne ricchezze e posizione geostrategica. Ma soprattutto per togliere il segnaposto militare USA in Europa.
L’America, in primis il Lt. Gen. FLynn, deve/devono capire che per mettere in sicurezza l’Italia bisognerà radicalmente cancellare i legami massonici veterocoloniali di Roma con Londra e Parigi, attaverso le loro V. colonne in loco, che con ricatti e corruzioni al seguito fanno suicidare i loro paesi preda.
Ben sapendo che proprio le massonerie sono lo strumento usato da secoli dai poteri veterocoloniali basati a Parigi e Londra per cooptare le elites locali, affinchè facciano interessi non nazionali.
Per tale ragione l’Europa dovrebbe dire NO al progetto di guerra in Dombass voluto da Londra e Parigi. Gli USA ci stanno lavorando, Zelensky ha i giorni contatti.
Per questo Davos ha fretta, deve spingere per un false flag votato a spingere l’Europa ad andare militarmente contro Mosca, hanno poco tempo.
Non ce la faranno, Davos non riuscirà nell’intento (perchè per fortuna anche gli USA hanno le loro V. colonne in loco).
MD








