Rileggendo Wilhelm Roepke, illuminato economista tedesco molto amico del Presidente Einaudi, lettura desueta ai tempi di Davos ma decisamente illuminante, si capiscono molte cose (libro intitolato “Al di là della domanda e dell’offerta”). Ad esempio, si comprende perfettamente la dinamica della degenerazione verso il collettivismo, i sintomi, modi, i passaggi necessari per arrivare a tale degenerazione collettiva sempre imposta dall’alto. Quello che sta capitando oggi insomma, verso i sogni bagnati di una elite europea immarcescibile rappresentata dal retaggio del Conte Kalergi che teorizzava di fatto un ritorno ad un feudalesimo riformato, con la sua stirpe a capo.
Normale epilogo bramato da gente inutile per il progresso umano.
Ieri però abbiamo avuto una reazione vera, d’un colpo abbiamo visto sparire d’imperio soggetti coinvolti in pay for play al piano di Davos: il decano del Qatar, un paio di senatori USA di peso, la stampa newyorchese (la stessa dei fratelli Podestà). Parimenti abbiamo scoperto dall’audizione di Julian Adsange che Seth Rich era una sua fonte primaria, ovvero facilmente lavorava per i militari USA, Rich poi morto misteriosamente, era il depositario dei segreti di Hilary Clinton al DNC.
Abbiamo soprattutto scoperto che molto probabilmente hanno di nuovo provato a UCCIDERE il Presidente Trump in pieno volo, non sarebbe la prima volta, lo sapete.
Il 9 luglio 2026, mentre Trump partiva dalla Turchia a bordo del nuovissimo Boeing 747-8 donato dal Qatar — il suo futuro Air Force One — lo Stato Profondo ha lanciato un vile attacco informatico sembra da Langley, Virginia, work in progress. Secondo frammenti di notizie che cercano in rete, avrebbero preso di mira i controlli elettronici dell’aereo in un evidente tentativo di assassinio.
Ma Trump — che si dimostra sempre dieci passi avanti — è passato all’Air Force One più vecchio all’ultimo secondo. Quello che le Fake News dei media (di Davos) hanno chiamato una “precauzione di sicurezza di routine” era in realtà una trappola geniale.
Comunicazioni crittografate intercettate. Traditori in preda al panico. Giornalisti del NYT colpiti da citazioni d’urgenza perché avevano già pronti necrologi e articoli su “disastri aerei” da pubblicare.
Stavano aspettando l’incidente.
Poi l’attacco all’Iran militare di questa notte, pesante come mai prima.
Aggiungiamoci che Giorgia Meloni, esposta come vera traditrice di Trump, aveva bloccato precedentemente l’attacco USA a Teheran non concedendo la base di Sigonella per gli attacchi, un mesetto fa circa. Ossia rinviando cosa sta accadendo oggi. Auguri per il futuro all’Italia dunque, con leaders così, gli italiani meritano di meglio …
Aggiungiamo pure lo strano silenzio del Lt. Gen. Michael Flynn dall’Indipendence Day ultimo scorso: ieri è tornato, confermando quanto già sapevamo. Ossia che l’uso di ordigni nucleari è praticamente inevitabile in questo scontro con Davos (…), andiamo relativamente a poco. Ben sapendo che USA e Russia sono di nuovo alleate come contro il nazismo, nazismo che fu esso stesso collettivismo.
Post originale di Donald J. Trump
Molti scommettono che già ora, in Iran, siano in uso ordigni USA non radioattivi, nel senso senza fallout, ma con potenza comparabile. Quello che è certo è aver visto in rete l’uso di bombe russe tanto simili a quelle di Beirut, dipinte come FAB-3000: va a finire che USA e Russia condividono pure le stesse armi, contemporaneamente , in Iran ed Ucraina, forse le usano davvero (…).
Quello che deve essere chiaro – che poi e’ la sintesi del messaggio che vogliamo darvi oggi – e’ che molto cambierà nel nostro modo di vivere, in Europa, comunque vada. Non necessariamente un male, dipenderà da come andrà a finire. Sebbene sarà certamente traumatico. Bisogna essere preparati, mentalmente, materialmente e spiritualmente.
MD
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Immagine: AI (immagine ironica che suggerisce: in caso di crisi grave (tipo l’escalation con l’Iran di cui parlavamo prima, o emergenze interne/deep state), Trump dovrebbe “tirare fuori” i suoi alleati più duri e fedeli — Flynn per l’aspetto militare/intelligence, Musk per tecnologia/innovazione/economia — per agire in modo deciso)







