Proprio mentre la Romania sembra uscire dall’alveo EU, i droni iniziano a esplodere sul suo suolo.
Il pericolo concreto è che una recrudescenza di incidenti in un paese NATO venga interpretata – magari per errore o per calcolo – come un attacco militare contro l’Alleanza, scatenando una reazione a catena. Una guerra mondiale, insomma.
Ragioniamo per assurdo: che interesse avrebbe Mosca ad allargare il conflitto direttamente a un paese NATO? La risposta è immediata: nessuno. Per la Russia sarebbe solo un disastro strategico.
Dunque sorge il ragionevole dubbio che si tratti più di una provocazione che di un semplice incidente. Prima un drone aereo russo che cade in Romania, vicino al confine, coi media pro-EU subito a parlare apertamente di guerra della Russia all’Europa. Oggi un drone marino ucraino che esplode nel mar Nero romeno, coi giornali pro-EU a sottolineare urgentemente che la colpa sarebbe russa per averlo hackerato, determinandone l’esplosione nei mari rumeni.
Colpendo un paese, la Romania, che guarda caso ha recentemente visto cadere il governo pro EU arrivato al potere dopo contestatissime elezioni, vedasi esautorazione giudiziaria del candidato Georgescu dopo una prima vittoria alle urne ed annesse poco velate minacce di a Ursula von der Leyen in caso di elezioni non gradite al potere apicale EU (…).
Ricordiamo brevemente i fatti: nel novembre 2024, l’indipendente Călin Georgescu (critico verso la NATO e l’establishment euro-atlantico) aveva sorprendentemente vinto il primo turno delle presidenziali. Pochi giorni dopo, la Corte Costituzionale rumena ha annullato l’intero processo elettorale, citando presunte ingerenze russe (soprattutto via TikTok e bot). Georgescu è stato di fatto estromesso dalla corsa.
Nel maggio 2025 si è tenuto il nuovo voto: George Simion (AUR, linea sovranista e successore ideale di Georgescu) ha dominato il primo turno, ma al ballottaggio ha prevalso il pro-EU Nicușor Dan. Una vittoria celebrata a Bruxelles, ma contestata dagli sconfitti per presunte irregolarità.
Da lì si è formato un governo di coalizione pro-europeo guidato da Ilie Bolojan (PNL), ma già a maggio 2026 questo esecutivo è caduto con un voto di sfiducia (no-confidence) sostenuto da PSD e AUR. Instabilità politica che arriva proprio mentre emergono questi “incidenti” con droni sul territorio rumeno.
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Bisogna chiedersi il solito “Cui prodest” un’escalation che coinvolga la NATO
Certamente conviene a chi, leggasi Davos e annesse élite europee, spinge da anni per una guerra per procura contro la Russia: un modo come un altro per occultare i gravi errori strategici accumulati negli ultimi anni. Per Mosca, invece, solo costi e rischi inutili.
Questo è davvero il primo caso da secoli in cui Francia e/o Inghilterra non riescono a scatenare una grande guerra – che gli serve – in Europa, un problema mai esistito dalla scoperta dell’America.
Questa in fondo è la nostra tesi da anni; ovvero il problema sono le elites europee guerrafondaie, oltre che inette e troppo spesso corrotte. Appunto, noi da sempre contro gli inetti Don Rodrigo europei: quegli anti-meritocratici sfaccendati che stanno distruggendo il benessere del continente, a partire dalla classe media locale, via deindustrializzazione, tasse e burocrazie varie.
Curioso come oggi Putin abbia pronunciato concetti molto simili a quelli che noi ripetiamo da tempo immemore (vedi sotto).
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Messaggio oltremodo innovativo quello di Putin, riportato addirittura dai media mainstream
Il nodo europeo secondo Tocqueville
Il vero problema europeo, secondo noi, va ricercato negli scritti di Alexis de Tocqueville. Secoli fa spiegava perché gli USA avrebbero inevitabilmente vinto la sfida contro l’Europa: perché l’America era (ed è) la patria della meritocrazia, non dei privilegi di casta.
Sentire oggi Putin, a capo di un paese ricchissimo ma segnato dall’oligarchia, affermare concetti simili al vecchio saggio francese (concetti che abbiamo fatto nostri da anni) fa davvero riflettere: forse l’Europa è pronta a fare i conti con il proprio tragico passato coloniale, che oggi rischia di far schiantare il Vecchio Continente se non verrà disinnescato in tempo?
Una domanda cogente.
Oggi Londra e Parigi – sempre affiatate dalla morte di Napoleone a Sant’Elena, poi unite nell’Entente Cordiale del 1904 e diventate Entente Amiable con Macron e Starmer – sembrano aver bisogno di una guerra in Europa per perpetuare i loro privilegi di casta. Una guerra che però non riescono a far scoppiare apertamente.
Francia e Inghilterra, senza più imperi coloniali, sono in ginocchio. E le ex-colonie non sono più la gallina dalle uova d’oro di un tempo. Un problema serissimo per chi ha vissuto per secoli di depredazione e rendite coloniali, con Trump che sta colpendo col mirino di precisione gli interessi vetero coloniali europei in Africa, Groenlandia e Canada.
Per tale ragione dobbiamo restare vigili: per evitare di farci mandare al fronte per difendere il tornaconto di un manipolo di privilegiati di “sangue eccelso”, non gli interessi dell’Europa, solo quelli di pochi notabili.
La Romania sembra essere la prossima frontiera di questa sporca guerra per procura.
MD
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Image: thanks Grok AI






