Più che un intervento, un aggiornamento su quanto accaduto oggi, giornata esemplare. Su tutti, alla lunga: l’evento Trump che sospende in modo inatteso il bombardamento strategico sull’Iran.
Il motivo? L’Iran si sarebbe come arreso, sembra. Le prossime ore ci diranno.
Ora i fatti: ieri un areo B52B americano è decollato da Sigonella, notate bene Sigonella. Direzione Iran. Transponder staccati, missione super-segreta insomma.
Poi battage mediatico per negare tale presenza, tale volo, tale aereo. Solito schema, conosciuto.
Oggi invece scaramucce verbali tra USA e Iran, qualche petardo iraniano sul medio oriente, nulla più.
Poi l’annuncio “pesante” di Trump: “stanotte vi faremo uscire la merda dalle orecchie a suon di bombe“, circa. Perfetto stile George Patton, colui che da solo avrebbe vinto la guerra in Europa due volte (contro i nazisti e pure contro i sovietici) se non lo avessero fermato.
Stasera, appena la notte ha fatto capolino in Medio Oriente, l’annuncio a sorpresa dagli USA: “Niente bombe, si ferma tutto”. In pratica, l’Iran ha ceduto, così sembra. Di fatto, la resa secondo molti.
Cosa è successo?
Difficile a dirsi, qui, oggi. Soprattutto lato nostro, siamo coloro che diligentemente mai ripubblicarono un potenzialmente esiziale articolo di divulgazione, da intendersi come esiziale errore di divulgazione, sulla bomba al nitrato esplosa a Beirut nel giorno dell’anniversario dell’atomica di guerra sul Giappone (l’articolo sparì dai nostri server prima della pubblicazione).
Noi siamo per la pace e fermamente Atlantisti, ben s’intende. Ma se vuoi la pace sappiamo bene che devi prepararti a volte alla guerra, si vis pacem, para bellum.
L’Iran, paese che mai condannò le gesta di Hitler, che voleva la bomba atomica a tutti i costi e abusivamente quasi l’ha ottenuta (siamo a pochi giorni per averla disponibile): parliamo della patria della gnosi – l’antica Babilonia – dove da millenni il potere si tramanda solo col sangue.
“Fonti sismologiche (EMSC/USGS) classificano entrambi come eventi tettonici naturali nella sempre attiva catena dello Zagros. Le coincidenze temporali, però, invitano alla massima attenzione.”
Nel giorno dell’anniversario della morte di Alessandro Magno, ucciso a Babilonia dai babilonesi – l’Iran è a tutti gli effetti la nuova Babilonia – si è forse giocata la carta decisiva? Forse un ordigno speciale ha piegato i Pasdaran?
Lo sapremo a breve, coi fatti, anzi con le conseguenze. Da valutare, andiamo a poco per saperlo (…).
Avendo in mente un giorno in particolare: 27 febbraio 1991, ore 13:39, a Bassora (praticamente l’Iran): un terremoto 4.2 gradi della scala Richter, superficiale, entro 10 km di profondità.
Sopra trovate invece cosa è successo oggi, anzi stamane, con fonti referenziate.
Inutile aggiungere altro: queste sono coincidenze che fanno ragionare, evidenze ufficiali puntano a naturale, ma in questi contesti fidarsi ciecamente è ingenuo.
E comunque, come sempre, chi sa tace. Chi non sa invece straparla. Noi invece attendiamo la pace, in silenzio.
E che sia la fine di Davos, se il Supremo vorrà!
MD









