Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha smentito su X l’allarme lanciato ieri dal quotidiano spagnolo El Mundo: «Non trova alcuna conferma» l’ipotesi di attacchi con navi e droni russi a Italia, Spagna e Francia. «Già viviamo tempi nervosi», ha aggiunto, «non serve benzina sul fuoco». Fonti ANSA precisano che l’alert non è arrivato a livello operativo italiano: né intelligence, né diplomazia, né Forze armate (anche il presidente francese Macron ha smentito, addirittura negando che la CIA abbia avvertito dí tale attacco ).
El Mundo, firmato da Xavier Colás, attribuisce alla CIA un rapporto circolato dopo la visita a Mosca (25 agosto) del direttore John Ratcliffe. Lo schema descritto: droni Gerbera nascosti in container su mercantili, lanciati da 200-300 km dalla costa. Il Gerbera è reale: circa 2 metri, 18 kg, fino a 160 km/h, autonomia dichiarata fino a 600 km, testata da 4-5 kg. Non abbatte un porto: può incendiare, danneggiare impianti o chiudere temporaneamente un aeroporto. Motivo politico indicato dal giornale: elezioni 2027 e partiti critici sul sostegno a Kiev.

Cosa è verificato. La visita di Ratcliffe a Mosca è avvenuta. I russi usano il Gerbera in Ucraina e hanno già sperimentato lanci da nave. Le minacce ibride esistono: la Commissione UE ha detto di esserne «consapevole», senza confermare questo piano.
Cosa non lo è. Nessuna conferma pubblica da CIA, Italia, Spagna o Francia su un attacco imminente dal Mediterraneo. Resta un articolo su fonti anonime e non confermate nemmeno dalla supposta fonte. Distinguere i due piani non è minimizzare il rischio: è il minimo per non fare da cassa di risonanza. Che poi si puo’ leggere pure come mera propaganda pro-bellicista, o addirittura – forse – come una novella forma di strategia della tensione, chissà …(…).
Meglio detta: tale storia, rilanciata in italiano dal giornale filofrancese Corriere de la Sera e da Repubblica che aggiungono dati ed interpretazioni sul fantomatico attacco russo a Francia, Italia e Spagna ha come fonte un funzionario Lituano di cui non sappiamo il nome che ha parlato sotto anonimato. Che spiega ciò che ritiene di sapere su un ipotetico documento della CIA di cui nessuno conosce l’esistenza…
(…)
In piu’, a riprova della follia narrativa scelta dalle testate italiane, non tutte per fortuna, si e’ rappresentato tale ipotetico attacco al Paese, in primis Il Corriere della Sera, con immagini per cui i fantasmagorici droni russi sopra Madrid, Parigi e Roma verrebbero lanciati da navi russe nel Mediterraneo…
Ci rendiamo conto della presa in giro?
L’immagine che inculca ad esempio Le Corriere de la Sera prevede di lanciare droni russi sull’Italia dal mare prospiciente il comando USA della VI. flotta, a Napoli… (dove ci sono controlli radar made in USA unici in tutta Europa per efficacia)
Facciamo presente che, in Italia, rilanciare come certo un attacco non confermato espone anche a un rischio giuridico: il procurato allarme (art. 658 c.p.) punisce chi annuncia un pericolo o un evento di danno pubblico sapendo che è falso. Accanto c’è l’art. 656 c.p. sulla diffusione di notizie false o esagerate atte a turbare l’ordine pubblico. Non è un giudizio sul pezzo spagnolo, ripreso ed arricchito dai media italiani: è il motivo per cui, da qui in avanti, va scritto solo ciò che è ragionevolmente verificato.
MD
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Image: thanks to Grok AI


