Abbiamo elaborato una tesi politica che riteniamo si materializzera’, nonostante ai non attenti sembri oggi improbabile. Facemmo lo stesso col governo gialloverde, ricordate? Gli unici a prevederlo…. Dunque attenzione ai dubbi che certamente avrete.
La Repubblica Italiana ha già visto convergenze “impossibili” quando il costo del non farlo superava il costo elettorale:
• 2011, crisi del debito: PdL e PD votano Monti.
• 2020-2021, pandemia e Next Generation EU: nasce Draghi. PD c’è. FdI no: Meloni sceglie l’opposizione e vince nel 2022 proprio su quel rifiuto.
• Sulla guerra in Ucraina, invece, FdI e PD sono stati più vicini tra loro che ciascuno ai propri estremi (M5S, pezzi di Lega, oggi Vannacci).
Una guerra vera — non una crisi di palazzo — alza ancora di più quella pressione. Parlamento che delibera lo stato di guerra (art. 78 Cost.), spese, alleanze, eventuale mobilitazione: il Colle e i mercati chiedono una maggioranza che non crolli ogni settimana. In quel quadro un asse FdI–PD (con FI e pezzi di centro) è il blocco istituzionale più ovvio: atlantismo filo Davos o quel che sarà, UE, continuità dello Stato. Renzi e Calenda ci starebbero per vocazione. Conte e Vannacci sarebbero il problema, non il collante.
Appunto, oggi e’ la volta di Vannacci, partito creato in provetta, soggetto politico di fatto ad oggi inesistente, con una squadra improbabile e chiaramente incapace di far svoltare il Paese (Vannacci e’ nato guarda caso dentro la Lega, partito più pro Davos di tutti assieme a Renzi, infatti sostennero per primi il folle piano di Draghi).
Ma col generale gia’ invitato ovunque, in TV, sui giornali, a Cernobbio.
Strano, no?
In realta’ non e’ strano: trattasi dell’immarcescibile stato anti antimeritocratico che si preserva ed autorigenera, a vantaggio di una ristretta cerchia di eletti, sempre loro. Chi paga il conto sono invece gli italiani tutti.
La mancanza di istruzione degli italiani, “il popolo piu’ analfabeta, la borghesia più ignorante d’Europa” (cfr. P. P. Pasolini, ne “La Ricotta”) fara’ il resto.
In fondo e’ palese: l’Italia ha leggi fantastiche per non far pagare tasse ai ricchi possidenti, vedasi nuovi immigrati Paperoni. Ma per gli altri, gente comune, che di norma vota, ha tasse ai vertici mondiali, una sanità pubblica da schifo, baronie ovunque (medici, concorsi ecc.) ed un leviatano burocratico senza pari.
Il progetto Vannacci, di Davos, ossia elitario, nasce in tale solco: per preservare i privilegi di pochi, ossia il sistema che Davos vuole imporre prima di tutto nel paese della Chiesa cattolica, dunque paese cruciale simbolicamente parlando…
Prendete il governo di Giorgia Meloni, a parole lei bravissima: con tale Premier la pressione fiscale e’ tornata a livelli record di Mario Monti, i giovani italiani preparati emigrano a frotte, gli immigrati irregolari li ha fatti invece diventare regolarizzati. E la burocrazia in Italia spacca tutto. Stipendi invece fermi e inflazione percepita spaventosamente elevata.
L’unica via d’uscita per lei e’ andare al Quirinale, per scappare non solo dai problemi che NON ha risolto, ma che addirittura ha creato.
In tale contesto Vannacci serve, eccome!
Il Vannacci e la sua armata Brancaleone diventeranno progressivamente sempre meno presentabili, raccoglieranno il peggio del sistema da qui in avanti. Lo vedrete da voi.
Il motivo? Semplice, convincere gli italiani che bisogna evitarlo, nessun governo con lui (in Francia con Le Pen e in Germania con AfD ha funzionato alla perfezione per lustri). Tanto che alla fine gli italiani lo riconosceranno, i media li imboccheranno in tal senso. Fino a giustificare il governo del Presidente, che e’ di Davos (figlio di Bernardo):
governo con FdI, PD, Forza Italia, Renzi e Calenda.
Ecco svelato il piano! Un progetto che mandera’ avanti a tutto tondo l’agenda di Davos, inevitabile viste le premesse.
Il precedente di FdI dice molto: nel 2021 Meloni ha rifiutato Draghi ed ha vinto. Poi e’ andata al governo ed ha continuato il piano Draghi. Il Quirinale come premio ha senso questa volta solo se il sistema accetta l’unità. Se la rifiuta di nuovo, il premio non scatta: si resta col conflitto, che nessuno vuole.
Chi comanderebbe dopo? Un presidente della Repubblica non “paga” il PD con un governo FdI-PD. Nominera’ un presidente del Consiglio che abbia i numeri. Il premio a Meloni al Colle può anzi servire a non farla più capo del governo: è un’uscita verso l’alto, non un potenziamento.
Quindi cio’ spiega perché qualcuno al tavolo offrirebbe il Quirinale a Meloni. Non dimostra che glielo daranno, né che Vannacci sia d’accordo, né che sia la mossa più razionale per FdI. È il prezzo tipico con cui in Italia si compra la collaborazione di un leader diventato troppo grande per Palazzo Chigi e troppo scomodo per lasciarlo in piazza.
Cosi pero’ il paese verra’ travolto…
Certo, per fare ciò bisognerà salvare non solo il soldato Meloni ma anche il suo clan famigliare, palese. Dunque per tale fine NON bisogna assolutamente andare contro l’EU, che deve accettare tale piano: certamente la massoneria locale lo ha già presentato e sdoganato in Europa (…).
Capite dunque che il tradimento a Trump di Giorgia Meloni era necessario per portare avanti detto “piano Vannacci” preparato da tempo: il fine ultimo resta mandare Meloni al Quirinale per salvarla dai danni che ha fatto. Il prezzo da pagare per il tradimento ai suoi elettori (chiaramente il progetto Vannacci, essendo un progetto pro agenda di Davos, rappresenta una sfida all’America di Trump, nota di redazione)
Capite? Sta succedendo, oggi, davanti ai vostri occhi: Vannacci e’ un parto del sistema, che non deve cambiare il sistema ma preservarlo!
Proprio ieri abbiamo sentito il Vannacci dire, per altro: “ [Meloni] Ha dimostrato carisma, notevoli capacità, quindi potrebbe essere anche un ottimo Presidente della Repubblica“.
Il leader di Futuro Nazionale ha parlato così a ‘È sempre Cartabianca’ su Rete 4, il suo partito potrebbe sostenerla in caso di candidatura.
Chiaro no?
Le conseguenze
Tale piano di fatto condannera’ l’Italia, destinata a diventare un museo: tutti corrono al mondo, tutti innovano, tutti guardano al futuro premiando chi e’ bravo. L’Italia no, l’Italia guarda indietro. E – ripeto – senza alcuna meritocrazia: infatti i giovani in gamba scappano a frotte. I raccomandati e gli incapaci per di più invece restano.
Anche li, nessun problema: abbiamo letto proprio in questi giorni, i laureati italiani emigrati sono stati sostituiti da laureati stranieri. Peccato non averla detta tutta: chi arriva sono soprattutto a basso prezzo provenienti dai paesi in via di sviluppo.
L’Italia ha davvero “un grande futuro” davanti a se, non guardando la realtà in faccia… si si si…
Vabbe’, nessun problema anche in questo caso, infatti non c’e’ niente che possiamo fare per evitare tale triste epilogo, tutto già deciso.
L’Italia infatti resta una mera democrazia formale (elezioni, partiti, Costituzione, art. 1: la sovranità appartiene al popolo nelle forme e nei limiti della Costituzione ecc. ecc.). Ma NON è una democrazia piena nel senso che il popolo decide l’esito. Decide, al massimo, dentro un recinto già costruito, Vannacci appunto (se poi si aggiunge il controllo capillare dei media – memento che l’Italia resta patria di Alessandro Pavolini – il quadro si completa)
Anzi, una cosa si può fare: spingere i giovani a non accettare tale enorme disastro, prima di tutto etico. Dunque, se non riescono a combattere tale deriva, se ne vadano via, all’estero. Prima della fine del mandato trumpiano gli USA sembra approveranno una legge apposita per accogliere i giovani italiani che scappano, se sono in gamba (…).
Forse un giorno nei salotti di Roma, Milano, Firenze capiranno.
Forse…
Per intanto non vi resta che attendere e verificare.
MD






