Redazione
Gli europei scapparono dall’Europa verso l’America nei secoli scorsi per sottrarsi agli anacronistici privilegi delle loro elites guerrafondaie e coloniali, con i loro privilegi diretto retaggio del feudalesimo. Anche le elites attuali vorrebbero tornare ad un sistema semi-feudale, sembra palese purtroppo (negare praticamente in toto le promessa elettorali e’ sintomo di tale deriva).
Per loro fortuna i patrioti USA seppero creare la loro nazione, indipendente, negandosi come colonia delle elites europee. Dunque, spingendo per un Paese che da reali opportunità “per chi fa”, la’, Adam Smith docet.
L’America scombussolò dunque il disegno elitario europeo da esportare nel mondo, con le colonie ed il potere asimmetrico, con la sua rivoluzione interna; paese (USA) che dà ricchezza e potere al popolo. Proprio oggi Federico Rampini lo spiega su Il Corriere della Sera, dagli States: i salari bassi in Italia in particolare sono retaggio di un impoverimento programmato delle masse lavoratrici, che se fossero emigrate negli USA sarebbero invece ricche (…).
In breve, in Europa non si vuole alcun ricambio di potere, di ricchezza e di comando, le famiglie ricche devono restare tali, al popolo solo le briciole. Non a caso le famiglie ricche di Firenze ai tempi della scoperta dell’America sono le stesse di oggi.
In presenza di una informazione che minimamente funziona, intendendo con questo rendere minimamente erudite le masse su cosa sta accadendo, insomma se il sistema funzionasse davvero, con le elezioni politiche si dovrebbero correggere tali storture: a meno che le elezioni siano false, taroccate.
In effetti Sanchez ha perso le elezioni in Spagna, le ha vinte la destra. Ma governa lui. In Francia, sono lustri che tutti i politici si uniscono contro la destra lepenista, oltre ad avere la possibilità di votare per delega per un altro votante, comprando anche il voto se necessario, in pratica (lasciamo perdere lo spoglio francese che si conclude in 2 o3 ore).
In Italia invece ricordiamo le costanti fustelle di voti trovate al macero nei giorni successivi al voto, da decenni. Con una elezione, quelle del 2006, in cui accadde precisamente quanto sarebbe poi accaduto negli USA 2020, voto cambiato nella notte a favore di Prodi, mentre fino alla nanna Berlusconi vinceva (…).
Insomma , oggi le solite elites europee eredi del feudalesimo puntano sulle tecnologie e sui bachi di sistema per preservare il loro potere e soprattutto i loro privilegi: la gente subisce quasi senza fiatare.
Pensate che un presidente di seggio in Italia fa lo spoglio dei voti politici nazionali italiani, consegna i dati al ministero ma poi non è in grado di verificare autonomamente se tale voto è stato correttamente computato, perché il suo seggio viene aggregato con tanti altri seggi per formare aggregati più ampi (…)..
L’articolo dell’American Thinker vi fa capire gli effetti di tutto questo. E cosa gli europei dovrebbero fare loro stessi per correggere queste storture: gli Americani salvarono gli europei dalle loro stesse elites guerrafondaie un paio di volte, nelle due guerre mondiali.
Al prossimo giro potrebbero non farlo, lacciando che la Russia nuclearizzi l’Europa delle elites che vuole invaderla.
In un momento in cui gli USA sembrano meno disponibili a coprire le inefficienze europee (energia, difesa, demografia), l’idea di “dichiarare indipendenza” dalle proprie élite — attraverso riforme serie, non solo retorica — ha un senso pragmatico. Il rischio è che senza un cambio di mentalità e di incentivi, l’Europa (soprattutto meridionale) continui a perdere talenti e a stagnare, come anche l’AI di Grok ammonisce da tempo.
Contenti di tale epilogo? Non fare nulla non è una opzione, oggi, per i popoli europei.
MD
*****
Gli europei dovrebbero abbracciare la Rivoluzione Americana
Scritto da J.B. Shurk, di American Thinker, Venerdì 10 luglio 2026 – 08:00 (LINK)
È giunto il momento che gli europei dichiarino la loro indipendenza dalla tirannia della classe dominante.
Siamo arrivati al nostro duecentocinquantesimo compleanno, America. E adesso? Torniamo al lavoro, così i nostri discendenti possono festeggiarne mille.
Assicurarsi che l’Esperimento Americano duri è un lavoro, dopotutto. Proteggere gli ideali americani dai nostri nemici ideologici non è mai facile.
Ben prima che la nostra nazione dichiarasse l’indipendenza dalla Gran Bretagna, il sistema americano aveva rinnegato l’intera gerarchia della “classe dirigente” che — Ancora oggi! — esce ancora dagli ascessi infetti del Regno Unito e di gran parte dell’Europa continentale. Dopo aver combattuto due guerre mondiali nel ventesimo secolo per salvare l’Europa da se stessa, abbiamo trascorso il periodo della Guerra Fredda in una sorta di torpore kumbaya durante il quale gli americani spesso equiparavano le credenze dei nobili occidentali a quelle di coloro che fondarono e costruirono gli Stati Uniti.
Ma Europa e America non sono mai state le stesse.
Le persone che hanno costruito l’America hanno lasciato l’Europa per buone ragioni. Rifiutavano le alleanze aristocratiche europee, le sue strutture sociali feudali e la falsa pretesa che le “élite” di sangue blu fossero divinamente e innate autorizzate a governare su tutti gli altri. La Dichiarazione d’Indipendenza e la Costituzione degli Stati Uniti non sono semplicemente documenti che stabiliscono la separazione politica dell’America dalla Gran Bretagna e le basi legali del suo nuovo governo. Sono dichiarazioni rivoluzionarie dell’intento dell’America di liberarsi dalla schiavitù generazionale da cui dipendono monarchie, classi dominanti e sistemi feudali.
Prese insieme, la Dichiarazione e la Costituzione affermano verità fondamentali che i governi di tutta la storia umana hanno cercato di nascondere ai loro popoli. Queste verità includono il riconoscimento che tutti noi siamo uguali davanti a Dio; I cosiddetti nobili aristocratici non sono divinamente dati o autorizzati a ricevere più potere o privilegio rispetto all’uomo comune.
Inoltre, i nostri diritti vengono da Dio, non dal governo.
Aristocratici, funzionari governativi, rappresentanti eletti e burocrati non possono darci quanto solo Dio garantisce, il nostro benessere e la nostra felicità. Inoltre, poiché i governi sono creazioni artificiali costruite da esseri umani imperfetti, sono legittimi solo quando le persone che vivono sotto quei governi consentono alla loro struttura. I governi che esercitano il potere in sfida alla volontà del popolo sono ingiusti Governi che utilizzano illegittimi poteri. Infine, quando i governi negano al popolo i diritti concessi da Dio, non riescono a mantenere la sicurezza pubblica, minano la felicità dei loro cittadini, usurpano poteri appartenenti al popolo, abusano del pubblico o minacciano la vita e le libertà dei cittadini: dunque il popolo ha il diritto — anzi, un dovere! — di rovesciare quei governi e sostituirli con nuovi governi più propensi a proteggere la vita del popolo, le libertà e i diritti concessi da Dio.
Queste affermazioni non solo ripudiavano la Corona britannica. Hanno rinnegato la legittimità dei governi di tutto il mondo. I principi giustificavano i loro poteri (elitari) sulla gente comune come espressioni della volontà di Dio. Dichiarandosi emissari diretti di Dio sulla Terra, i nobili aristocratici si consideravano arbitri dei diritti e delle libertà che la gente comune potesse godere.
La Rivoluzione Americana respinse queste premesse come menzogne palesi. I principi godono degli stessi diritti dei comuni cittadini.
I diritti e le libertà vengono da Dio, non le élite della classe dominante!
J.B. Shurk, di American Thinker






