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Home » Il blocco navale di Trump mette in ginocchio l’Iran: Hormuz riapre, il petrolio crolla, i militari USA avevano ragione

Il blocco navale di Trump mette in ginocchio l’Iran: Hormuz riapre, il petrolio crolla, i militari USA avevano ragione

Davos comunque vince: e’ incredibilmente riuscita a convincere Giorgia Meloni che Trump avrebbe perso appena qualche giorno prima del crollo del regime iraniano, una debacle storica per la penisola (che fra poco verrà inondata di tasse, con firma del trattato MES e governo tecnico annesso, un disastro insomma)

mittdolcino by mittdolcino
18 Aprile 2026
in Geopolitica
- Leggere Disclaimer in fondo pagina
Il blocco navale di Trump mette in ginocchio l’Iran: Hormuz riapre, il petrolio crolla, i militari USA avevano ragione

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Come vi avevamo anticipato negli scorsi giorni, Trump ed i suoi militari hanno piegato il regime iraniano col blocco navale: Hormuz riapre, lo stretto e’ già sminato dagli USA, di fatto Trump salva i commerci mondiali.

La famiglia del fu Scia’ è ora pronta alla transizione in Iran, gli Ayatollah hanno i giorni contati. Il blocco navale è un’arma letale per un regime che commercia soprattutto via mare, e’ risaputo, le città venivano prese per fame nell’antichità, oggi non si fa eccezione (come fecero i tedeschi con Parigi a fine ‘800 ad esempio).

E il petrolio crolla.

Non c’è che dire, il Lt. Gen. Michael Flynn aveva ragione, appunto, come da noi correttamente anticipato pochi giorni fa

Ora si tratterà solo di trovare una quadra con Israele nel sud del Libano ed a Gaza, per le pretese territoriali di Tel Aviv bisognerà guardare ai paesi che hanno ospitato Hezbollah ed Hamas, coi loro missili, durante decenni: saranno loro a cedere territori. Memento che sono state tali organizzazioni terroristiche a lanciare per anni appunto attacchi terroristi i contro Israele.

Per il resto tutto come da attese: USA, Russia e Cina, assieme all’India, faranno una Yalta corretta, non una nuova Yalta. L’Europa verra’ esclusa dagli accordi, dopo Hormuz è palese, memento che non si è voluto partecipare alla riapertura di Hormuz. Le sfere di influenza tornano col vento in poppa.

*****

Voi direte, dunque Europa disperata. Si e No…

Da una parte le velleità imperiali dei poteri vetero coloniali sono effettivamente crocifisse, a livello globale.
Dall’altra però Davos segna un punto insperato, all’ultimi minuto: e’ incredibilmente riuscita a convincere Giorgia Meloni che Trump avrebbe perso vis a vis con l’Iran appena qualche giorno prima del crollo del regime iraniano, una debacle storica per la penisola. Una cosa a dir poco incredibile.


Versione del Partito Comunista Cinese, organo ufficiale (e’ attesa la riapertura italiana della Via della Seta?)
Davos detta la linea, meglio detta Parigi e Londra dettano la linea

Vari commenti sui social sulla “conversione” del Governo Meloni a Davos, voltando le spalle agli USA

In pratica, in soldoni, tutte le bugie suppostamente filo trumpiane del governo Meloni, che in realtà aveva da tempo inondato di tasse (pressione fiscale simile a quella dei tempi di Mario Monti) e di migranti gli italiani (i 500’000 immigrati italiani prima illegali, con Meloni premier sono diventati legali, sostituzione etnica degli italiani annessa ) vengono oggi allo scoperto: terminata la coperta mediatica made in USA, dividendo dall’allineamento agli USA, basta dare una occhiata sui social per capire il livello di figuraccia mondiale che purtroppo sta emergendo sui social-media ed affini soprattutto in lingua inglese, potete verificarlo in autonomia.


La base MAGA ha abbandonato Meloni, precisamente come fa Trump: citiamo “🚨 Prima delle elezioni, Meloni ha definito l’importazione di 500.000 immigrati legali in tre anni un'”invasione pianificata” e “sostituzione etnica”, giurando che non l’avrebbe mai fatto. Oggi, ha appena firmato un decreto che ammette esattamente 500.000 immigrati in tre anni. Cacciarla via?”

Anche la Cina si felicita con Meloni, una sorta di estrema unzione politica vis a vis con gli USA di questi tempi, ben sapendo che Pechino e’ alleato numero uno di Davos.

In fondo in molti sospettavano sarebbe finita così, diciamolo, molesta solo il modo. E le tempistiche.

Resta che l’EU a questo punto non si sfalderà subito, prima farà a pezzi l’Italia: la firma del trattato MES e’ questione di settimane, previa instaurazione di un governo tecnico di cui l’Italia non avrebbe in realtà bisogno (…).

Ne ha bisogno invece come l’ossigeno l’Europa: solo con gli asset delle famiglie famiglie italiane può stare in piedi ancora per un po’. Abolizione dell’IMU prima casa e revisione al rialzo degli estimi catastali in cima alla lista delle misure attese. Più solito aumento dell’età pensionabile ed orpelli vari, successioni, tassa sui mediamente benestanti ma escludendo quelli veramente molti ricchi, solite cose insomma. Macron potrà evitare così manovra  lacrime e sangue in Francia, ci penseranno gli italiani a pagare il conto (anche l’uomo di Credit Agricole in MPS, vicino alla Lega, ha incredibilmente vinto la partita, ieri, le Assicurazioni Generali diventeranno francesi etc.)

Oggi è chiaro purtroppo che in Italia, patria dell’antimeritocrazia più radicale, esiste solo un partito: quello dei Don Rodrigo e dei loro privilegi “da difendere prima di tutto”, le famiglie italiane servono giusto per pagare il conto.


Gli italiani si stanno estinguendo, e’ una affermazione

Che poi la partecipazione al voto crollerà anche al 20% alle prossime elezioni resta un dettaglio insignificante: le penisola perde 1 milione di Italiani ogni 2 anni e mezzo, circa, tra saldo nati/morti e saldo migratorio degli italiani, stranieri esclusi. In pratica nel giro di 20 anni la maggioranza degli italiani sarà straniera. Dunque che l’Italia verrà fatta a pezzi resta un semplice corollario, nelle more di un problema molto più serio, quello dell’estinzione degli italiani in Italia.

A meno che siano gli USA a fare il take over, sebbene certamente osteggiati dai don Rodrigo locali tutti indistintamente pro Davos

MD

 

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