Un grande personaggio europeo, depositario di mille segreti, britannico, ci diede una intervista anni fa. Clamorosa. Più o meno ci disse, “questa intervista e’ pericolosa”. Tale intervista sparì dai nostri server prima di essere pubblicata, ci chiediamo ancora oggi come fu possibile.
In soldoni, il messaggio era, “l’Italia sparirà”, deciso dall’alto.
Poi, però, qualcosa incredibilmente successe: l’Italia fu messa sotto protezione USA. Con Meloni, che noi contribuimmo nel nostro piccolo a dipingere come salvagente.
Alcuni giorni fa Meloni sì è arresa: complice l’impreparazione strutturale della Premier, limitata, la morsa Mattarella-Renzi, coi traditori leghisti e forzisti al seguito, l’ha fatta riallineare con Davos. A parte che gli americani mai apprezzano la mancanza di attributi, l’ignavia ha avuto la meglio. Ed il ricatto. Certo, oggi non ci sono cuor di leone a Roma come con Moro (ucciso dagli Europei), tanto meno politici veramente preparati in strategia e geopolitica.
Il punto positivo è che gli USA sanno ora che non possono veramente fidarsi dei politici italiani, comunque. Noi lo sappiamo da tempo e per fortuna avvertimmo che questo sarebbe successo: per assurdo oggi siamo più credibili di prima.
In fondo il vero patriota Italiano repubblicano fu il generale De Lorenzo, che fermo’ la deriva pro Londra nel periodo che precedette l’omicidio di JFK.
Ovvero deriva pro Parigi dell’Italia, anzi di una certa Italia, con il presidente Segni: in un famoso giorno della Repubblica di tanti anni fa, De Lorenzo fece sorridere amaramente il Presidente in tribuna, che di lì a poco si sarebbe dimesso.
Dunque l’Italia entrò in Gladio a livello degli USA, sopra Francia e Gran Bretagna, ma dovrei dire sopra l’ Inghilterra.
E l’ambasciatrice americana Luce, a Roma, che fece eleggere De Lorenzo, anni dopo venne avvelenata nei locali dell’ambasciata, sembra, dovendo riparare in patria.
Quello che va capito molto bene e’ che l’EU e’ nata sulle ceneri del nazismo.
Nazismo che in Italia era ed è di casa, coi suoi mille don Rodrigo: la base fondante e’stato il trattato di Roma, del 1957, che getto’ le basi politiche dell’EU addivenire.
Ben ricordando che tra i cosiddetti padri fondatori dell’EU ci sono soggetti che erano a dir poco prossimi al nazismo, Hallstein su tutti, ma anche Spaak non scherzava… (Gehlen al BND un altro tassello importante).
Il braccio armato economico dei nazisti rinati, privati insomma, Davos, nasce invece nel 1968, data chiave della rivolta sociale occidentale non a caso, precisamente nell’aprile del 1968, fondato in Italia dall’imprenditore italiano Aurelio Peccei e dallo scienziato scozzese Alexander King, insieme a premi Nobel e leader politici e intellettuali fra cui Elisabeth Mann Borgese ed Eric Jantsch. Il nome del gruppo nasce dal fatto che la prima riunione si svolse a Roma, presso la sede dell’Accademia dei Lincei alla Villa Farnesina. Si chiamava Club di Roma.
I normanni insomma.
Mai dimenticare che la genesi nazista europea diparte dalla famiglia Hannover, a Londra, stirpe che comando’ in Francia e Germania, i Windsor insomma, vedasi Edoardo VIII pro-Hitler (poi sconfitto dal “cristiano” [ed americano] Winston Spencer-Churchill, erede di Enrico VII). Nazismo come strumento di unificazione del potere europeo, piano poi fallito causa USA (…).
Per capire l’Europa non si può infatti prescindere dal sangue, da cui deriva l’antimeritocrazia strutturale europea.
Queste le basi storiche.
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Oggi gli imperi coloniali sono condannati. E reagiscono
Gli USA sono andati col mirino nel loro progetto di decolonizzazione voluto da Roodevelt, altra vittima di Londra: hanno colpito canali e stretti, dove passano i commerci ovvero i soldi, quelli veri.
Suez fu il tassello più complesso, custodito ora da Israele ed Egitto, un tutt’uno. Dunque Panama, tornata americana. E anche Malacca ed Hormuz, work in progress. E la via artica, in costruzione.
Ne manca solo uno, parlo dei “Legacy Straits”: Gibilterra.
Ma proprio negli scorsi giorni sappiamo il Marocco ha firmato una intesa con gli USA, per collaborazioni sullo stretto. A termine e’ fatta anche lì.

Come capite Londra e’ circondata, un morto che cammina. Dunque è disperata. E se cade Londra, Parigi cade a carro, memento che il canale di Suez lo costruirono assieme, con l’Italia a far giusto la musica (Giuseppe Verdi, l’Aida, così vi vogliono i colonialisti…). Mentre a Panama i francesi si dimostrarono totalmente incapaci, dunque ci pensarono gli ingegneri USA a fare l’opera
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Per riassumere…
Ora, per riassumere, devono essere chiari giusto due o tre concetti chiave: primo, senza le basi militari USA in Italia, di gran lunga le loro più importanti del globo fuori dagli States, assieme a Guam, gli USA non avrebbero forza di proiezione in medio oriente ed Africa, oltre che in est Europa (visto che le basi tedesche verranno chiuse a breve).
Dunque per il duo dell’Entente Cordiale e’ ESSENZIALE rompere il legame al titanio tra Italia ed USA, as sono as possibile.
In parallelo, Londra sa di perdere Gibraltar, a termine. Inevitabile. Dunque gioca ora le sue carte: sa infatti benissimo che qualsiasi premier spagnolo riportasse Gibraltar in Spagna sarebbe un eroe. Anche Sanchez lo sa, membro di Davos a tutto tondo assieme a Londra e Parigi, lui e la moglie.
Ecco dunque il colpo di coda: restituire Gibraltar alla Spagna, ormai comunque persa (il Marocco fa parte dei patti di Abramo) ma chiedendo in cambio il supporto (spagnolo) necessario per una specie di golpe bianco in Italia, anche in chiave EU (vedasi trattato MES/ESM, a breve tornerà “caldissimo”); affinché concedendosi a Davos si apra la strada per il successivo spezzatino dell’Italia, che così ritornerebbe ad essere una colonia europea come lo è stata per secoli.
Dunque le basi militari USA diventerebbero secondarie, a termine. E perse, questione di tempo.
In fondo sarebbe la semplice riedizione degli schemi proposti da Londra alla conferenza di Teheran, ma senza i balcanici di mezzo e invece la Spagna al loro posto: Sicilia a Londra, come con il presidente Segni se volete (che non permise la perforazione e petrolifera di ENI in Sicilia, era roba inglese; la Sicilia ancora oggi naviga sul petrolio).
Il nord Italia a Francia e ai Germanici, che con la colonia del lombardo Veneto – che da sola pagava circa il 25% di tutte le tasse asburgiche – potranno stabilizzare di nuovo le loro finanze. E la Spagna a sud, ma con la Sicilia esclusa.

Lo stretto conteso nel Mediterraneo…prossima guerra li?
Chiarissimo.
Come potete intuire la disperazione è totale tra i coloniali europei.
In tale contesto noi come al solito facciamo quanto ci riesce meglio: elaboriamo vision.
Ma ad uso non Italiano, i politici italiani nella migliore delle ipotesi sono infatti inutili, in quella più probabile sono corrotti quanto meno intellettualmente. Quanto meno (…).
Ma ad uso degli amici americani, gli unici che possono salvare quel che resta dell’Italia; in presenza per altro, come fattore di disturbo costante, di un popolo locale italico che oggi rappresenta più un problema che altro, visto che dal basso della propria bassissima scolarizzazione e direi pure alfabetizzazione rimane – in larghissima parte – ignavo come nessun altro al mondo.
MD
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Image: thanks Grok, AI







