Il fu capo della Confindustria tedesca H. O. Henkel fu molto chiaro: l’euro non sarebbe nato senza l’Italia, ben sapendo che la Penisola sarebbe stato l’agnello sacrificale della moneta unica. Aveva ragione.
IL CEP, Centre for European Policy Network, nella sua analisi del 2019, giunse alla conclusione che la Germania ha guadagnato più di tutti dall’introduzione dell’euro: quasi € 1,9 trilioni tra il 1999 e il 2017. Questo ammonta a circa € 23.000 per abitante. In caso contrario, solo i Paesi Bassi hanno ottenuto notevoli benefici dall’introduzione dell’euro. Nella maggior parte degli altri paesi analizzati, l’euro ha comportato un calo della prosperità: in Italia, questo ammontava nello studio citato a € 74.000.

Negli ultimi anni poi, dal 2020 in avanti, la Francia ha operato nel senso di acquisire fattori produttivi Italiani, sostenendo la propria economia a danno di economie straniere: ad esempio lo spostamento della “testa” di Stellantis nel settore strategico automotive dall’Italia alla Francia ha comportato la chiusura di stabilimenti in Italia con il fine di preservare l’occupazione nei siti francesi (memento: Peugeot e dunque anche Stellantis sono partecipate dallo Stato francese ma non da quello Italiano).
Ciò ha permesso di rallentare la parabola implosiva francese a danno italiano.
Purtroppo questo non è bastato: dopo due anni senza una legge finanziaria correttiva dei vari ed enormi deficit d’oltralpe, nessuna legge in tal senso è stata approvata dal Parlamento Francese, l’Italia, la preda in pectore di Parigi secondo il WEF, ha smesso grazie al supporto geopolitico USA di essere il principale bersaglio delle politiche economiche EU. Questo è successo dall’avvento di Trump; ossia dalla seconda parte del primo ed unico mandato di Biden (un segnaposto dei militari USA)(…). A termine ciò causerà l’implosione dell’euro (…).
Lo studio sopra citato del CEP per altro fece molta eco anche in Germania: peccato di lì a poco sia stato sommerso dalla valanga del COVID, di fatto sterilizzando ogni levata di scudi contro la moneta unica, vedasi sotto il commento del canale tedesco di Stato DW.

*****
6 anni dopo siamo oggi a cogliere il frutto malato di tale elaborazione: la Francia sta comunque implodendo.
Infatti, nel silenzio generale, il, 2025 ha visto il record di PMI francesi al fallimento.
I trend è per altro chiaro in tutta l’EU: le aziende più deboli, meno multinazionali, ossia meno protette dallo Stato, saltano oggi come birilli. Quelle grandi invece salteranno a termine, non appena la morsa trumpiana sulle colonie esterne all’Europa avrà assestato il colpo fatale al sistema europeo. Solo questione di tempo, a maggior ragione per la Francia che attingeva a piene mani – come sistema – dalle colonie ad esempio del franco CFA.
*****

Oggi la Francia sta saltando: le Echos, sopra, principale giornale finanziario francese, spiega nei dettagli che le PMI francesi nel 2025 hanno raggiunto il massimo livello di insolvenza storico, è record.
Ma il punto principale su cui focalizzarsi da qui in avanti è il freddo intenso: l’Europa sta subendo una tempesta meteo, la Goretti, che sta annichilendo le sue riserve gas, va a qualche settimana. E senza gas che può fare l’Europa?
Prima conseguenza: Zelensky si arrende, va a poco, affondando le speranze europee di mettere le mani sulle risorse primarie ucraine. Il freddo e gli attacchi chirurgici russi alle infrastrutture ucraine faranno il resto (con gli USA che chiudono non un occhio, ma entrambi).
Ma forse questo non è abbastanza: che forse, l’Europa rischia la paralisi rimanendo senza energia? Black-out, carenza energetica, gente in rivolta, economia ferma… Possibile?
Tutto è possobile dopo il COVID.

Restano solo da osservare le notizie che nessuno riporta, ad esempio l’andamento delle scorte gas EU.
Per inciso la crisi del gas del 2021 fu dovuta ad un riempimento dichiaratamente e deliberatamente insufficiente delle scorte gas europee. Quest’anno è successo lo stesso, ma solo in Germania e Francia in modo macroscopico. Però se arrivasse un freddo intensissimo… (facile dunque prevedere uno sforzo immenso della geo-ingegneria EU per scaldare l’atmosfera EUropea nei prossimi mesi: occhi rivolti al cielo, ci raccomandiamo, per osservare quanti – e tanti – aerosol solforati et igroscopici verranno insufflati in alta troposfera via combustione di jet fuel appunto solforati…).

*****
Chiaro, l’euro deve terminare, come indicato in premessa. Va solo capito in che modo l’Euro terminerà, con quali conseguenze. E soprattutto dove partirà la cricca dell’euro.
MD






