In fondo è chiaro: la Germania resta nell’euro finché è sostenibile. Ovvero finché la bilancia commerciale tedesca (e poi EUropea) resta positiva in modo strutturale. Se casca tale assioma, significa che in futuro – regolarmente e sistematicamente – bisognerebbe/bisognerà buttare soldi dentro la carissima idrovora EU, per mantenerla in vita.
Successe lo stesso nel post subprime, 2011: Monti dovette distruggere la domanda interna italiana, ossia i consumi, ovvero l’import per riequilibrare il trade balance EU. Idem per Spagna e Portogallo: era la condizione tedesca per salvare l’euro, facendo soffrire i periferici (la Grecia in realtà ne mori’, oggi è una colonia economica francotedesca, ndr).
Oggi toccherebbe alla Francia, che però non lo farà, non si suicidera’ economicamente per via politica, preferirà un surrogato (vedasi oltre). L’euro dunque è finito, fatevene una ragione, via picconate di Powell ed una guerra in fieri in Ucraina, che sta dissanguando sia l’EU che la Russia. L’obiettivo della guerra infatti è l’EU, divenuta avversario USA, alleata della Cina e pronta a tentare di sostituirsi a Washington in certi quadranti geostrategici (…).
Dunque, attraverso l’aumento dei tassi e del petrolio reso scarso causa incredibili tagli decisi volontariamente da TUTTI i produttori mondiali (…), oltre che da un incredibile aumento dell’euro quando non serve, ovvero quando l’inflazione sta scemando (condannando l’export EU a breve, ndr), la moneta unica è agli sgoccioli. E anche l’EU.
Infatti a breve sarà chiaro – in realtà lo è già – che solo la Germania può restare in piedi con trade surplus positivo, anche da sola ora che ha seminato obblighi assurdi di consumo nella sua di fatto ex colonia, rompendo le filiere esistenti (…).

In ordine: Trade balance EU, current account EU (due grafici), trade balance tedesco
Chiaro, la dinamite che farà partire la crepa sarà una crisi bancaria: infatti a tassi sempre più alti, che portano ad un euro più alto, l’attività economica scemerà, i prezzi del real estate crolleranno, la gente non potrà più permettersi certi beni che in carenza di export causeranno una crisi bancaria, ovvero incapacità di restituire i prestiti.
O anche nessun prestito, a fronte di crescita insufficiente e prospettiva povere se non poverissime.
Chiaramente le banche più le leveraggiate e senza una base industriale sana alle spalle salteranno per prime. Ossia le banche francesi.
Notate infatti che la Francia sta drenando valuta pregiata dalla banca di Francia, per aggiustare quanto meno il bilancio di partite correnti in EU, ovvero Parigi prende tempo con Berlino.
Ma l’ineluttabile è alle porte.
Trade balance francese e riserve monetarie estere francesi
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Quello che succederà, immaginiamo, è che le banche francesi faranno saltare prima le loro filiali italiane, sapendo che dovranno anticipare la vera catastrofe nella loro terra. Questa mossa, sulle banche italiane comprate dai francesi, sarà la scusa per gettare la croce sull’Italia, tentando una crisi sistemica con cui incolpare l’Italia. E magari sperare di potere applicare il trattato del Quirinale facendo entrare il loro esercito in Italia, annettendo magari di fatto parti del nord ovest italiano (…).
Chiaramente tale caos finanziario, un effetto domino, si ripercuoterebbe anche sulle banche tedesche.
A tal punto, l’inevitabile: la Germania salverebbe le sue banche uscendo dall’euro, ovvero rivalutando gli attivi delle banche tedesche del 30% circa, visto che il Marco si rivaluterà circa di tale fattore rispetto ad un euro senza Germania. In tal modo la Germania salvera’ la sua finanza, i suoi risparmi, ossia le sue banche, mentre l’EU finirebbe/finirà sotto un treno.
Come corollario, visto che l’imprenditoria, fino a ieri (da un domani abbastanza prossimo sarà molto diverso, ndr), resta nell’Italia del nord, ecco la sintesi di cui al titolo sulla Penisola. Ovvero, i danni veri e drammatici saranno soprattutto nella terra dei cacciavitari padani.
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L’epilogo, per l’Italia, oltre ad un rischio concretissimo/tentativo di annessione parziale francese del nord ovest, comporterà la distruzione del risparmio nazionale. Ossia il crack sistemico delle banche italiane (…).
A ciò si aggiungerebbe il fattore cervelli fuggiti, quelli buoni, quelli ricchi, non stile professori del fu lato B del piano B. Assenti. Dunque zero rinascita, state certi che chi ha carte da giocare se ne starà lontano. L’antimeritocrazia come boomerang insomma….
Avremo dunque, in tale scenario, per noi pleonastico tanto è consequenziale, l’equivalente della distruzione del tessuto imprenditoriale italiano; stesso effetto della distruzione delle centrali elettriche idro nella WWII da parte dei nazisti in fuga (oggi in fuga dall’euro). Ironia ne e’ che addirittura a capo dell’ENI potrebbe andare un soggetto imparentato con un famoso generale tedesco che difese Berlino dall’ armata rossa (…), tanto per farvi capire la pochezza del centro decisionale politico a Roma, oggi, purtroppo.
Tale scenario per altro farebbe scopa perfetta con caos e guerra civile in Francia ed Italia, come previsto da Irlmaier, unici due paesi devastati dalle loro genti (la Germania invece, secondo tali profezie, e di un’altra mezza dozzina di veggenti, sarebbe annichilita in una strana guerra, ndr).
Osserviamo attentamente gli eventi, gli addendi economici si stanno disponendo con una precisione imbarazzante con il fine di giustificare lo scenario proposto.
MD











