I recenti messaggi dalla Svizzera, che trasudano geopolitica avanzata (con un occhio alle illusioni dei nazisti di inizio 1941)

E’ interessante ricordare come circa una settimana PRIMA che Nixon cancellasse l’accordo di Bretton Woods sulla convertibilità in oro del dollaro (1971), Berna – in silenzio – fece lo stesso col franco svizzero. Ossia anticipando Washington. Non c’è da stupirsi: Berna è la sede di molte istituzioni critiche, OMS, Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, vari enti sovranazionali (OTIF, WIPO, ITU, IOM, WTO, CERN …). E soprattutto la BIRS, la banca delle banche centrali, oltre ad ospitare i più grandi patrimoni finanziari del pianeta.

Oggi la Svizzera lancia messaggi incredibili allo status quo globalista soprattutto EUropeo, a maggior ragione vista la proverbiale cautela elvetica: a parte ricordare, come sembra stia emergendo sebbene con frasi pronunciate a mezza bocca, che sotto Obama gli USA, di concerto con Berlino, si sarebbe usata la minaccia di escludere Berna dal circuito SWIFT (come venne fatto poi con il Vaticano/IOR, nei prodromi delle dimissioni di Benedetto XVI, ndr) per far crollare il segreto bancario (oltre ad aver usato  spie di Berlino per comprare/rubare dati fiscali in Svizzera e/o Liechtenstein, come dimostrato da indagini terze, LINK), siamo tenuti a rilevare che negli ultimi tempi le risposte di Berna si sono fatte davvero ficcanti.

Risposte al globalismo impersonificato dall’EU intendo; da parte di un paese che si avvantaggia dal globalismo, , ma in modo assai peculiare; ossia senza attuare alcuna forma di colonizzazione estera per estrarre valore, come invece sono usi ad esempio francesi e tedeschi, da secoli.

Mentre nella Confederazione si “riapre” tutto, Berna annuncia che “sotto pressione la Svizzera reagisce male”. Dunque l’accordo di cooperazione con l’EU viene rimandato al mittente: “metterebbe a rischio la sovranità nazionale”. Chapeau!

E qui arriviamo alla recente decisione del Consiglio Federale, di fatto il governo svizzero (che però ricordo non essere strettamente conciliare ma autonomo nelle scelte di ogni ministero): rinunciare all’accordo di programma con l’EU, ribaltando di fatto il tavolo delle trattative. Ed aggiungendo anche che Berna ragiona male se messa sotto pressione, dalla EU; o meglio dalla parte tedesca dell’Unione Europea.

Sta di fatto che la motivazione di Berna è stata eclatante: il popolo svizzero non avrebbe accettato la scelta di essere pro-EU, ossia rinunciare a diritti acquisiti in nome di non si capisce bene quale vantaggio. Ben ricordando come in Svizzera ci sia la democrazia diretta.

E che – per estensione – chiunque pensasse magari di manipolare il voto postale elvetico, beh, dopo quanto successo negli USA questo è divenuto impensabile anche solo immaginarlo, quanto meno in Confederazione, per un bel po’ di anni….

Peculiare paese, direte voi. Si, esiste davvero un paese in Europa che pensa ai propri interessi e li difende con pragmatismo, ma anche tirando fuori le unghie all’occorrenza, quando le condizioni sono opportune.

Ricordo ad esempio alcuni anni fa quando la Svizzera escluse categoricamente sia di chiudere rapidamente le sue centrali nucleari che di firmare la proposta ONU di mettere al bando le armi nucleari. E anche lì la motivazione fu eclatante visto che, più o meno, la storia fu questa: tutti i paesi esterni potrebbero avere atteggiamenti offensivi nei confronti della Svizzera; dunque escludere a priori la possibilità per Berna di avere come arma di difesa anche il nucleare sarebbe una scelta insulsa (…).

Resta il fatto che dopo aver rifiutato l’accordo con l’EU nelle scorse settimane, la Confederazione ha deciso per la prima volta dopo quasi 80 anni di istituire un memoriale per ricordare le vittime svizzere del nazionalsocialismo (nazismo), un messaggio chiarissimo per Berlino soprattutto nel timing (e negli archivi a supporto…).

Passando per la recentissima negazione via referendum di un a adesione ai principi taliban-green-ambientali imposti di fatto sempre dall’EU, a cui la Svizzera si è sottratta con la votazione popolare delle scorse settimane. Il motivo? Pragmatismo: se il green è solo aumento dei prezzi, no grazie!  Infatti va provato che la CO2 generata ad esempio sia minore in un’auto elettrica e non in una diesel, o sbaglio? Ridurre tutto a maggiori costi che senso avrebbe?

Altro schiaffo all’EU dunque, che dietro al green in realtà sta celando – anche malamente se volete – il suo tentativo di affrancarsi dagli USA ossia dal dollaro, eliminando il petrodollaro sotto totale controllo USA. Dunque creando una filiera energetica alternativa, il green è solo una scusa. Filiera che infatti costa di più del termico, inquinando oggi con le tecnologie attuali almeno lo stesso; per finanziare progetti finalizzati a potenziare il ruolo geostrategico di Berlino e Parigi, non avendo necessariamente a cuore l’interesse delle popolazioni europee…

In tale contesto già di per se assai chiaro, puntuale arriva ieri l’altro la conferma di quanto sosteniamo: la Svizzera sembra sceglierà gli F35 americani, ossia la sponda USA, come aereo di difesa avanzata della Confederazione. E non aerei francesi e/o europei.

Messaggio dirimente: la difesa USA verrà integrata con i sistemi anglo e non con quelli EUropei, integrandosi per altro perfettamente con i sistemi di difesa aerea italiani, su base F35. Ma non con quelli EUro-tedeschi, men che meno con quelli francesi.

In breve, collegando i puntini, quello che succede in questi giorni ci fa capire che forse la fronda globalista, che è chiaramente incentrata nell’EU franco-tedesca e nell’euro, la sua pietra più piramidale che angolare, forse non è così possente e solida come può sembrare. Anzi, magari è lì lì per crollare, ad esempio con l’arrivo di forte inflazione a fine anno…

Sta di fatto che gli Svizzeri dall’inizio del secolo breve si sono distinti per una mirabile capacità di anticipazione degli eventi macro.

E la risposta che Berna sta dando oggi all’EU globalista, su svariati files, sembra indicare che forse ci siamo. E che comunque quello che poteva sembrare – per alcuni – un destino segnato, magari non lo è più.

In fondo, nessuno avrebbe mai immaginato ad inizio 1941 che la Germania avrebbe perso la seconda Guerra mondiale, o sbaglio?

MD