Mentre nella Confederazione si “riapre” tutto, Berna annuncia che “sotto pressione la Svizzera reagisce male”. Dunque l’accordo di cooperazione con l’EU viene rimandato al mittente: “metterebbe a rischio la sovranità nazionale”. Chapeau!

 

Chapeau Svizzera, i veri sovranisti sono con te!

Devo dire che, in questi periodi oscuri, qualche buona notizia ancora arriva. Anzi, almeno due. Da una parte la Svizzera annuncia che dal 1.6.2021 praticamente tutte le restrizioni COVID finiranno sul suo territorio (dunque i globalisti eurocentrici vengono regolati nella loro protervia?).

Parimenti, non casuale direi, Berna ha rifiutato l’accordo con l’EU, si teme vedendo un tentativo come se fosse (quasi) di estorsione da parte di Strasburgo e Bruxelles a danno rossocrociato (ossia a vantaggio di Parigi e Berlino). Finita l’epoca di Obama, in cui emerse sia stato minacciato addirittura l’isolamento Svizzero tagliando fuori la Confederazione dallo SWIFT se non avesse “mollato” sul segreto bancario, sembra diventare assai (più) difficile mettere all’angolo la più antica democrazia del mondo.

Non che Berna possa resistere per sempre; ma certamente i termini degli accordi voluti dall’EU dovranno essere modificati, quelli imposti dall’EU intendo.

A parte la stima per gli attributi Svizzeri, chapeau; a parte che il ministro incaricato è Ignazio Cassis, ossia uno che appena prima di essere eletto ministro era anche cittadino italiano, di Bergamo (un messaggio di speranza il mio, anche per l’Italia); a parte tutto questo, io oin ogni caso farei attenzione a sottovalutare gli gnomi svizzeri, che in politica internazionale sono in realtà dei giganti. Difendono infatti la loro democrazia come delle fiere, da sempre, assieme al loro Stato e soprattutto alla loro Sovranità.

In un frangente storico in cui i media sembra vogliano convincerci dell’ineluttabilità del globalismo senza nazione, un Paese con 4 lingue insegna oggi al mondo che con la proprio sovranità non si scherza. Chapeau, davvero, col cuore!

Qualcuno mi dirà, “si, ma nel mezzo dell’Europa, prima o poi cedono“.


Applausi! (al LINK)


Io farei molta attenzione ad azzardare ipotesi: ad esempio, quando Nixon decise di uscire dal gold standard, l’ultimo passo della cancellazione di Bretton Woods, la Svizzera anticipò gli USA di circa una settimana. Ossia, potrebbe essere che anche questa sfida all’EU sia poco o nulla casuale? Visto cosa aspetta l’Occidente nei prossimi mesi (inflazione, e/o crisi economiche strutturali e/o crisi sociali e/o sfide geopolitiche e/o raffreddamento climatico e/o postumi del virus/vaccinazioni e/o bomba atomica all’Iran, …)?

Un cambio di dominus global infatti non avviene MAI senza guerre, va ricordato. Con gli USA ormai indeboliti, sappiate che non si farà eccezione…

E’ noto infatti che da qui a fine agosto avremo ad es. il North Stream II che andrà in attività, un game changer che emanciperà l’EU dagli USA energeticamente parlando; oltre alla bomba atomica iraniana costruita con tecnologia tedesca, tra gli altri eventi attesi…. Nel contesto, siamo dunque davvero sicuri che gli gnomi facciano le cose così, a caso? Soprattutto questa volta, “mollando” semplicemente l’EU ai suoi isterismi…?

Io non ne sono sicuro.

Premesso che solo uno che parla tedesco può conoscere appieno l’invadenza germanica, ritengo che la mossa svizzera sia sublime e coraggiosa. Ma soprattutto saggia.

Magari capita qualcosa…

Parimenti a quanto sopra, intrigante, i massimi livelli svizzeri hanno deciso che dal 1.6 prossimo di fatto le limitazioni COVID in Svizzera praticamente – e finalmente – avranno fine, al contrario di Francia, Germania, Italia.

Ieri sera il grande Tom Luongo ci diceva dagli USA che l’inflazione americana sarà brutale, per una serie di di fattori (…) (come noi per altro ci aspettiamo; l’intervista completa al famoso blogger USA apparirà su questo sito nei prossimi giorni). Quello che però più ci preme è studiare lo squilibrio che sembra ingenerarsi sui mercati: a fronte di una pesante inflazione USA, secondo Tom, il dollaro USA farà fatica a svalutarsi. Dunque, se questo succederà, significherà che l’EU sarà disposta ad accettare maggiore inflazione.

Come questa “deriva” si concili con un’Italia satura di debito nessuno lo dice, dando ormai quasi per certo il default tricolore, anche al di là dell’Atlantico (anche come scusa per poter indebolire l’€ sul dollaro, a vantaggo tedesco…).

In tale contesto la Svizzera oggi afferma invece urbi et orbi, “EU, se vedemo!“. Vi dice qualcosa, quanto sopra? Che ci sia un confronto in fieri pronto ad esplodere nei prossimi 6 mesi?

Certo, la Svizzera che non piega la testa è un’ottima notizia per il mondo libero.

Work in progress

Noi semplicemente riportiamo gli eventi, ben sapendo che Draghi resta preminentemente pro-euro.

MD

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