Il Clima è il nuovo Covid (la “Grande Impostura”): perchè chiamare “Green Pass” un lasciapassare vaccinale?

Redazione:

questo articolo sembrerebbe offrire la spiegazione del perché il documento che attesterà l’avvenuta inoculazione del cosiddetto “vaccino” (discriminando chi non l’ha fatto con limitazioni agli spostamenti o obbligo del tampone) si chiamerà proprio “green pass”, con l’aggiunta quindi di un’accezione ambientalista. Il “green pass” ha chiaramente lo scopo di salvare il pianeta (da noi stessi?), limitando gli spostamenti di chi non si è vaccinato…. ma allora sorge spontanea una domanda: chi si è vaccinato come potrà contribuire a salvare il pianeta?

 “A pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca“, come diceva l’indimenticabile Giulio Andreotti.

Ed intanto nel 2021 il FREDDO, NON il caldo, distrugge l’annata del vino in Francia…

Il Clima è il nuovo Covid

Le “politiche di salute pubblica” imposte apparentemente “per combattere il Covid19” vengono ribattezzate come “per salvare il pianeta”.

23 aprile 2021 – Kit Knightly

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Ieri (l’altro) era la Giornata della Terra. Il giorno in cui tradizionalmente gli hashtag sull’ambiente fanno temporaneamente tendenza su tutti i siti di social media. Quest’anno non è stato diverso, con l’unica differenza che questi hashtag puzzavano molto di più di “agenda” del solito.

La narrazione della “pandemia virale mortale” sta lentamente perdendo slancio. Non è chiaro se questo sia dovuto alla “stanchezza post virale” (per così dire) del pubblico, o a un cambiamento deliberato avvenuto nei media. Ma nella storia della pandemia c’è ora certamente meno energia che nello stesso periodo dello scorso anno.

Detto questo, è anche perfettamente chiaro che i governi di tutto il mondo non sono in vena di rinunciare ai loro “poteri di emergenza” appena acquisiti, e che le presunte “misure anti-covid” non se ne andranno tanto presto.

Specialmente i lockdown, che sono stati appena commercializzati come “buoni per il pianeta”.

La narrativa che fare i lockdown “aiutava la Terra a guarire” risale in realtà allo scorso marzo, quando fu riportato da tutte i notiziari mondiali che solo poche settimane di lockdown avevano ripulito l’acqua nei canali di Venezia, tanto che c’erano delfini che nuotavano nella città.

Questa storia si è poi rivelata completamente falsa, ma ciò non ha impedito a decine di testate di riprenderla e di pubblicarla.

In vari momenti nell’anno seguente, il Covid è stato venduto come un prodotto che ha un risvolto positivo ambientale. Incluso potenzialmente quello di “salvare il pianeta”.

Proprio il mese scorso, il giornale the Guardian ha pubblicato una storia dal titolo:

Un lockdown globale ogni due anni è necessario per soddisfare gli obiettivi di CO2 dell’accordo di Parigi – studio”.

Che si tratti solo di marketing e di controllo dell’opinione pubblica è ulteriormente evidenziato dal fatto che, in poche ore, hanno modificato il titolo per rimuovere la menzione dei blocchi, con il nuovo titolo:

Un calo nelle emissioni equivalente a quello causato dal Covid è necessario ogni due anni – studio

Più o meno allo stesso periodo, hanno pubblicato un altro articolo, avvertendo che le emissioni aumenteranno a “livelli pre-pandemici” una volta che le chiusure non ci saranno più. Un altro diceva che l’isolamento ci ha insegnato ad “amare la natura”. Ed un altro che sosteneva che nel Regno Unito il “il numero di stelle” era aumentato grazie al lockdown.

Tutto questo ha preso il via nella Giornata della Terra, il cui tema è Restore Our EarthTM (sì, è davvero un marchio registrato).

Ieri mattina mi sono svegliato con una notizia sul mio telefono, che affermava che questa Giornata della Terra dovremmo “celebrare quanto il pianeta è guarito durante l’isolamento”.

Più tardi, ho visto una pubblicità per un nuovo documentario intitolato “L’Anno che la Terra è Cambiata”, che raccontava i modi in cui la natura si è ripresa durante il lockdown, e quanto la “Terra sia guarita”.

Per citare solo una delle una delle recensioni:

…il lockdown ha offerto agli scienziati un’opportunità unica nella vita di osservare la portata dell’impatto umano sul comportamento animale, semplicemente togliendoci dalla scena.

 Possiamo usare ciò che abbiamo appreso per rivalutare e modificare le nostre abitudini, sostengono, invece di tornare stupidamente a come le cose erano una volta in un mondo pre-pandemico.

Dice, prima di concludere:

[Il lockdown] offre una visione positiva – meno ‘l’umanità è il virus’ e più ‘la sofferenza di questi ultimi 12 mesi circa non è stata tutta vana’ – così come rappresentare una via d’uscita dal disastro ambientale che indiscutibilmente stiamo ancora affrontando.

Un articolo di Forbes esorta la gente ad “abbracciare le lezioni della pandemia”:

il pianeta ha avuto una pausa gigantesca durante la pandemia e ha avuto la possibilità di ripararsi e riprendersi. Il pianeta non è il problema, il problema siamo noi, quindi come possiamo ora continuare a fare alcuni dei buoni sforzi che abbiamo adottato sotto l’improvviso allontanamento sociale e la minaccia di Covid-19?

L’Evening Standard sostiene che la pandemia avrebbe prodotto un “calo del 70% delle emissioni dei veicoli” nella città di Londra.

Un comunicato stampa del Dipartimento della Salute dello Stato di Washington dice che “il telelavoro potrebbe salvare il mondo”.

Sky News riporta che l’impronta di carbonio del Regno Unito è scesa del 17% perché “la pandemia costringe la gente ad adottare uno stile di vita ecologico”.

E così via.

In sostanza, i “lockdown” – che, vi ricordiamo, non hanno dimostrato di avere alcun impatto sulla trasmissione del “virus” – vengono ora ribattezzati, non solo come “buoni per la salute pubblica”, ma anche buoni per il pianeta.

Prima di arrivare al perché di tutto questo, occupiamoci dell’affermazione stessa: Il lockdown è stato un bene per l’ambiente?

In realtà il “sistema green” contraddice se stesso: ad es. promuove tecnologie che sono più dannose per l’ambiente della stessa CO2 oggi conosciuta (1)

La risposta è “probabilmente no” o “certamente no”, a seconda delle vostre priorità.

Per cominciare, ci sono le maschere usa e getta in fibra di plastica – che, vi ricordiamo, non fanno assolutamente nulla per prevenire la diffusione del virus – centinaia di migliaia delle quali ora stanno arenandosi sulle spiagge, impigliando la fauna selvatica e intasando le fogne di tutto il mondo.

“E le emissioni?” Vi sento dire: “Non si ridurranno?”. Beh, forse. Ma se si sono ridotte non è di molto.

I “lockdown” sono stati venduti dalla stampa come un blocco totale di tutte le attività umane ma, in realtà, si tratta per lo più della chiusura di piccole imprese, e di un sacco di persone importanti ma in gran parte improduttive che fanno riunioni con “zoom”.

I militari del mondo viaggiano ancora, le navi da guerra sono ancora in mare. I trasporti pubblici funzionano ancora, anche se in alcuni posti sono diminuiti. I veicoli di emergenza continuano a circolare. La spazzatura e il riciclaggio vengono ancora raccolti. Le navi container, gli aerei da carico, i camion a lunga percorrenza e i treni merci portano ancora merci in ogni parte del mondo.

I grandi rivenditori – WalMart, Tesco, CostCo, Amazon ecc. – sono tutti ancora aperti, e le loro linee di rifornimento scorrono in tutto il mondo.

L’idea che tutte le attività umane si siano semplicemente fermate è una comoda bugia, venduta al tipo di persone che ancora comprano i giornali e credono assolutamente che tutti (o almeno, tutti quelli che contano) facciano un lavoro che a) implica il pendolarismo in una città, b) possa essere fatto altrettanto facilmente da casa.

Questo è ovviamente falso, e la maggior parte del lavoro reale e vitale per mantenere la società in movimento avviene ancora.

Miniere, mulini e impianti esistono ancora. Centrali elettriche, dighe e depuratori funzionano ancora. Anche l’economia dei servizi è ancora in funzione, solo con persone diverse che si muovono nella direzione opposta. Chi lavora per Deliveroo, Uber e JustEat guida delle auto, e qualsiasi diminuzione delle persone che vanno al ristorante sarà controbilanciata da un aumento delle consegne da asporto.

Le fabbriche in Cina stanno ancora producendo tutte le cose che vengono spedite in tutto il mondo e poi consegnate direttamente al nostro domicilio, piuttosto che spedite nei negozi di tutto il mondo con noi che andiamo a prenderle. È davvero un gran cambiamento nelle emissioni?

Sia che tu guidi fino a Waitrose (=Esselunga ndr), o che Waitrose ti porti il cibo a casa, viene usata la stessa quantità di carburante. Ordinare un disinfettante per le mani, una cyclette o delle batterie di ricambio online non è, in alcun modo, più ecologico che andare in città a comprarli di persona.

E questo non tiene nemmeno conto dell’aumento dell’uso di elettricità/gas causato dal fatto che (alcune) persone stanno di più a casa. O il fatto che molti paesi non hanno mai fatto dei lockdown.

Anche lo studio citato dal Guardian ammette che le minori emissioni di CO2 per il 2020 sono solo “proiezioni”.

In breve, no, non c’è nessuna prova pubblicamente disponibile che il “lockdown” abbia fatto bene all’ambiente.

E, in effetti, l’idea che fosse successo non ha molto senso se ci si pensa.

La cosa interessante è che c’è un mucchio di articoli là fuori che lo affermano senza esitazioni. Come questo del National Geographic, o questo della BBC. E ce ne sono molti altri.

Tutti che sostengono che il lockdown causato dal Covid19 non aiuterà a fermare il cambiamento climatico, o avrà solo un piccolo impatto sulle emissioni, o potrebbe addirittura peggiorarlo a lungo termine.

Perché? Perché sono l’altra faccia della propaganda. Il proverbiale bastone alla carota “il pianeta sta guarendo”. Dire alla gente che questo blocco non guarirà il pianeta perché non è abbastanza severo, o perché quando si fermerà torneremo alla normalità.

Titoli spaventosi e catastrofici che lasciano un vuoto che si aspettano che i lettori riempiano mentalmente: “beh, allora immagino che non dovremmo fermare i lockdown”.

Questo non è l’unico esempio di politiche “anti-pandemiche” o di “salute pubblica” modificate per includere il cambiamento climatico.

In realtà il “sistema green” contraddice se stesso: ad es. promuove tecnologie che sono più dannose per l’ambiente della stessa CO2 oggi conosciuta (2)

La scorsa estate ho scritto a proposito di un articolo accademico che suggeriva un “miglioramento morale” per i “disertori del coronavirus”. Sosteneva la necessità di mettere sostanze chimiche nella fornitura di acqua per rendere le persone più obbedienti alle maschere e/o agli obblighi di vaccinazione, e continuava a suggerire che la stessa tecnica potrebbe essere usata per combattere la “sofferenza associata al cambiamento climatico”.

Anche se non è direttamente analogo, ci sono molti titoli, interviste e articoli che cercano chiaramente di associare “Covid” e “cambiamento climatico” nella mente pubblica.

 

“Covid19 e crisi climatica sono parte della stessa battaglia”, titolava The Guardian a dicembre. Così come  “il Covid ci dà la possibilità di agire sul clima”.

In un’intervista originariamente trasmessa durante la Giornata della Terra, il principe William ha esortato il mondo ad applicare al cambiamento climatico lo stesso “spirito inventivo” che è stato usato con “vaccini” per il Covid19.

Questo si collega al programma “date alla Terra una possibilità” dei reali inglesi… che è stato lanciato nel dicembre 2019, PRIMA che la pandemia (o i vaccini) diventassero argomento di discussione.

Un promemoria tempestivo che molte delle soluzioni proposte per combattere la “pandemia”, sono state suggerite per combattere altre cose prima ancora che la pandemia esistesse. Una  società senza contantila diminuzione dei viaggi aereiil controllo della popolazione, la sorveglianza di massa, la diminuzione della produzione di carne e altri sono stati tutti all’ordine del giorno da molto prima che Covid fosse vicino ad apparire sulla scena… e sono stati tutti proposti come modi per combattere questa pandemia (o le “pandemie future”).

Anche il cosiddetto Grande Reset in realtà precede la pandemia.

Dopo tutto, che cos’è il tanto sbandierato “new deal verde”, se non un prototipo del piano di Grande Reset del WEF (World Economic Forum)?

Mark Carney – ex governatore della Banca d’Inghilterra – ha chiesto un reset economico e un “sistema finanziario nuovo di zecca” per “combattere il cambiamento climatico”, in un articolo del dicembre 2019 per il sito del Fondo Monetario Internazionale… che è uscito, di nuovo, alcune settimane PRIMA che la “pandemia” si materializzasse.


 In realtà il “sistema green” contraddice se stesso: ad es. promuove tecnologie che sono più dannose per l’ambiente della stessa CO2 oggi conosciuta (3): l’auto elettrica (BEV) emette tanta CO2 quanto  un’automobile a benzina e più di una diesel.

Questo è il messaggio che qui dovete recepire, davvero: L’agenda rivelata dall’ultimo anno di propaganda pandemica c’è sempre stata, solo che non è mai stata così sfacciata. C’era prima del Covid, e sarà ancora lì se e/o quando smetteranno di parlare del Covid.

Il “Grande Reset” e la “Nuova Normalità” sono obiettivi politici che precedono il Covid, e sono molto più importanti di qualsiasi strumento usato per perseguirli. La “pandemia” creata non è altro che un mezzo per ottenere un fine. Potrebbero scartare o mettere da parte la narrazione del virus, potrebbero cambiare sceneggiatura per qualche mese, o smettere di usare certe frasi per un po’. Ma questo non significa affatto che il loro programma principale sia cambiato.

Hanno scoperto la loro mano. Ci hanno detto – apertamente e ad alta voce – cosa vogliono ottenere.

Controllo economico totale, deprezzamento marcato degli standard di vita, rimozione della sovranità nazionale e radicale erosione delle libertà individuali.

Questo è l’obiettivo finale. L’hanno detto loro.

È nostra responsabilità aggrapparci a questa conoscenza e usarla. Rifiutare qualsiasi convinzione comune e vedere tutto con occhio critico. Tutto. Qualsiasi notizia sulla stampa. Qualsiasi notizia alla televisione. Qualsiasi pronunciamento del governo o atto legislativo.

Virus o vaccini. Povertà o prosperità. Discriminazione o diversità. Guerra o pace nel mondo. L’agenda non cambia.

Chiunque stia parlando. Di qualunque cosa stiano parlando. Qualunque cosa dichiarino di volere. L’agenda non cambia.

Repubblicano o democratico. Conservatore o laburista. Rosso o blu. L’agenda non cambia.

Il colore non conta. Nemmeno quando è verde.

Buona Giornata della Terra.

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Link originale: https://off-guardian.org/2021/04/23/climate-is-the-new-covid/

 

Scelto e tradotto da RobertoX