Salvare il Montenegro dalla Belt and Road Initiative?

Proteste a Podgorica, Montenegro

Redazione Eurointelligence

L’inevitabile ricaduta dei progetti mal concepiti lanciati nell’ambito dell’Iniziativa cinese Belt and Road si fa duramente sentire in Europa.

Ma questo non ha fermato i Paesi europei dal procedere con questi “elefanti bianchi”, che corrono il serio rischio di diventare “trappole del debito” e un grande mal di testa per l’UE.

Alla fine del mese scorso, Euractiv ha riferito che il Montenegro sta chiedendo l’aiuto dell’UE per ripagare un prestito alla China’s Exim Bank, contratto per il primo lotto di un’autostrada che collega il porto di Bar, nel mare Adriatico, a Belgrado in Serbia.

Il progetto da 1,3 miliardi di euro è stato finanziato in gran parte dalla Cina e, se il Montenegro fosse inadempiente, i termini del suo contratto darebbero alla Cina il diritto di accesso alla terra montenegrina come garanzia.

Il prestito al Montenegro da parte della Cina ha spinto il rapporto debito/Pil del Paese dal 63% del 2012 a quasi l’80% del 2019 e, a quanto pare, gli avvertimenti sul fatto che questa autostrada fosse una cattiva idea sono rimasti inascoltati.

Dritan Abazovic, Vice Primo Ministro del Montenegro, ha detto che il Paese è ora dipendente da Pechino, per di più senza un chilometro di autostrada, perché il termine per il completamento dei lavori è già stato violato più volte.

Milojko Spajic, il Ministro delle Finanze del Paese, si è rivolto ai media per chiedere un salvataggio da parte dell’UE, sostenendo che sarebbe una “piccola ma facile vittoria” per l’Unione.

Ci chiediamo quante “piccole vittorie” l’UE dovrà affrontare nei prossimi anni, mano a mano che il vero costo dei progetti BRI diventerà evidente.

In Grecia, ad esempio, le notizie sulle crescenti controversie relative al Porto del Pireo, che ora è di proprietà della China Ocean Shipping Company, stanno diventando un pilastro della comunicazione mediatica.

Inoltre, sono in corso controversie legali su una “centrale elettrica a carbone” da 1,7 miliardi di euro sostenuta dalla Cina, la cui costruzione è prevista in Bosnia.

Più preoccupanti, a nostro avviso, sono i progetti cinesi per i quali il business è molto più discutibile, come ad esempio il nuovo campus della Fudan University a Budapest.

Come ha riportato Direkt36 la scorsa settimana, il progetto da 1,5 miliardi di euro sarebbe fino ad oggi il più grande investimento nell’Istruzione Superiore ungherese … ma sarà costruito utilizzando materiali, manodopera e prestiti cinesi, con il contratto che stabilisce che la costruzione debba essere considerata “un progetto esclusivamente cinese”.

Dal momento che il progetto viene sviluppato sotto forma di un accordo internazionale sino-ungherese, le regole dell’UE sulla concorrenza e le pratiche di approvvigionamento sono state ritenute non pertinenti.

Il nuovo campus costerà più di quanto lo Stato ha speso per l’intero sistema di Istruzione Superiore dell’Ungheria nel 2019, e sarà costruito su uno spazio che era stato destinato a un progetto di sviluppo della città di Budapest, che avrebbe fornito dormitori moderni e spazi comunitari per gli studenti ungheresi.

La Fudan University di Shanghai è considerata un Istituto d’Istruzione Superiore di alto livello, che offre studi di livello mondiale sulle “relazioni internazionali”.

Ma, nel 2019, i capitoli del suo “statuto sulla libertà di pensiero e sulla libertà accademica” sono stati sostituiti da una “dichiarazione di fedeltà al Partito Comunista Cinese”.

Dopo che Viktor Orbán ha espulso la Central European University, le parti interessate hanno avvertito che il Paese sta sopprimendo il mondo accademico liberale, con il “campus Fudan” a dimostrare di come l’istruzione ungherese venga riorganizzata sotto la guida di un altro Stato.

Come l’autostrada del Montenegro, il business per il nuovo campus è debole.

Ci chiediamo se anche il bail-out di questo progetto, se del caso, possa essere bollato come “una piccola e facile vittoria”.

*****

Redazione MD: L’UE, almeno per il momento, ha negato il rifinanziamento del Montenegro (ma è una politica giusta permettere alla Cina d’insediarsi nei Balcani anzi, in pieno Adriatico?): https://www.agi.it/estero/news/2021-04-13/montenegro-autostrada-cina-debito-ue-12140684/

*****

Fonte: https://www.eurointelligence.com/

Scelto e tradotto da Franco