Renzi l’americano: la pista atlantica del centro-sinistra italiano

Redazione: ci ha incuriosito quest’articolo, non tanto per quello che dice, quanto per i personaggi coinvolti e per i suoi sottintesi.

Michael Ledeen non è un personaggio qualsasi. Ha incrociato i destini del nostro Paese fin dai tempi dell’assassinio di Aldo Moro e ha sempre accompagnato a braccetto la sinistra italiana.

Diremmo con notevole successo, visto che la trasformazione PCI-PDS-DS-PD ha molto a che vedere con questo personaggio.

Ha poi continuato ad imperversare fino alla Presidenza Obama, salvo inabissarsi con la Presidenza Trum, per poi riprendere, ovviamente, con “sleepy Joe”.

Non meraviglia il suo supporto a Renzi (diremmo cieco, visto che arriva ad esaltare il suo inglese, degno più che altro di una gag d’avanspettacolo).

Ne ha parlato anche il sempiterno Gioele Magaldi. E’ lui, infatti, uno dei tre super-massoni (un altro è Jacques Attali) che dissertano far loro nell’ultimo capitolo del suo citatissimo libro (Alla scoperta delle Ur-Lodges).

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Giuseppe Gagliano per Osservatorio Globalizzazione

“Certo ha delle qualità, è molto intelligente, ha studiato. Studiavano solo le cose italiane: per anni è venuto in America, ha girato, frequentato una signora Università, ha studiato l’inglese.

Per essere un politico italiano, questo per me è un fatto. E’ stato uno dei pochi che lo ha fatto.

L’uomo mi piaceva ed era divertente, molto intelligente e molto colto ( pag. 166);

“Carrai è un ragazzo intelligente, che lavora moltissimo“ (pag. 167).

Queste due brevi citazioni tratte dal recente saggio scritto a quattro mani da Marco Cuzzo e Andrea Vento dal titolo “La versione di Michael. Un “amerikano”alla scoperta dell’Italia. Intervista a Michael Ledeen (Biblion Edizioni,2020) si riferiscono a Matteo Renzi e al suo Consigliere Marco Carrai.

Giudizi indubbiamente lusinghieri fondati su una conoscenza personale (e in taluni casi profonda) da parte di Michael Ledeen.

Ciò che tuttavia non può non destare sorpresa è il fatto che un leader politico che si è definito di sinistra — ed è stato unanimemente qualificato tale dalla stampa e dall’opinione pubblica — possa avere costruito negli anni relazioni con personaggi lontanissimi da tutto ciò che in Europa ha significato l’espressione sinistra.

Per lunghissimo tempo, infatti, il termine sinistra, nella sua più ampia accezione, ha caratterizzato una postura critica anzi, fortemente critica, nei confronti del sistema capitalistico, nei confronti delle politiche neoliberali sul lavoro e sulla scuola, nei confronti dell’Alleanza Atlantica e soprattutto nei confronti del ruolo egemonico posto in essere dagli Stati Uniti.

Al contrario, Michael Ledeen non può essere semplicemente considerato uno storico ed un intellettuale americano di prestigio, ma è necessario valutare con attenzione il suo operato sulla scacchiera internazionale ampiamente illustrato dagli autori del saggio.

Sia ben chiaro, tuttavia: non intendiamo fare una sintesi seppure breve del saggio né tantomeno ritornare su complesse quanto controverse questioni legate al personaggio.

Ciò che suscita invece il nostro interesse sono i dati di fatto oggettivi ed incontrovertibili. 

Alludiamo, per essere precisi, alle conoscenze che lo studioso americano ebbe in Italia in campo politico (Andreotti, Flaminio Piccoli, Cossiga, Spadolini, Craxi, Pannella, Emma Bonino), in campo giornalistico (Montanelli, Bettiza e l’amico Giuliano Ferrara), nel contesto della intelligence italiana e più esattamente in relazione al Sismi (Santovito, Pollari, Pazienza ) ma, soprattutto, ai legami amicali, lavorativi o collaborativi con personaggi quali Haig, Perle, Oliver North, o a quelli istituzionali con la Casa Bianca, il Consiglio di Sicurezza Nazionale americano, la CIA, l’Intelligence francese , il Pentagono, l’American Enterprise Institute e il CSIS di Washington.

Inoltre, non meno significative sono le legittime valutazioni che il noto studioso americano ha formulato nei confronti del Pci e dei legami che quel partito italiano ebbe con quello sovietico fin dagli Anni Venti, valutazioni queste che dimostrano da parte dell’intellettuale ed analista americano non solo una profonda conoscenza del comunismo reale, ma altresì un atteggiamento di netto e radicale rifiuto di tutta la tradizione comunista europea e russa, pienamente legittimo e coerente con le sue scelte culturali e politiche .

Ma allora qual è l’elemento dissonante?

Raffrontando l’esperienza politica di Matteo Renzi con quella dello studioso ed analista americano non possiamo non chiederci come la sinistra di cui l’ex Presidente del Consiglio si fece e si fa sostenitore nulla abbia a che vedere con la sinistra tradizionale … ma come, al contrario, sia semplicemente una difesa ad oltranza del sistema di potere vigente sia a livello politico-economico che a livello militare (si vedano a tale proposito gli illuminanti saggi del sociologo italiano Luciano Gallino).

Una posizione, questa, che è assolutamente speculare a quella di Berlusconi che si è auto definito — e viene definito — uomo di destra

È chiaro allora che le vetuste categorie destra/sinistra non hanno più nulla che vedere con la realtà effettuale come d’altra parte dimostra la parabola del M5S che, da “partito d’opposizione”, è diventato parte integrante del “sistema di potere” che voleva dall’interno smantellare.

D’altronde sarebbe sufficiente ricordare il sostegno di Massimo D’Alema al Generale Clark durante la Guerra del Kosovo o la difesa che di questo intervento ne fece Antonio Negri.

È, insomma, quella della sinistra una strana quanto paradossale e patetica parabola: dal sostegno incondizionato allo stalinismo all’altrettanto incondizionato e acritico sostegno all’ alleato americano .

Ma, nel mondo del politicamente corretto, fondamentale è dichiararsi di sinistra pur compiendo azioni che sul piano politico non possono essere che connotate di destra.

D’altronde, come ricordava non senza ironia lo storico della filosofia e della scienza, Paolo Rossi, in un saggio edito da Cortina dal titolo “Un breve viaggio e altre storie”, quanti intellettuali e giornalisti ex fascisti saltarono sul carro dei vincitori abbracciando l’ideologia comunista?

Un’altra paradossale dissonanza è quella agevolmente individuabile anche fra due noti personaggi del PD: da un lato l’attuale Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, strettissimamente legato all’industria militare italiana e agli alleati americani e, dall’altro lato, l’onorevole Lia Quartapelle che tutto può essere definita fuorché una promotrice del Made Italy nel settore militare.

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Link: http://osservatorioglobalizzazione.it/progetto-italia/renzi-lamericano-la-pista-atlantica-del-centro-sinistra-italiano/

Scelto e pubblicato da Franco (enfasi originali)