Joseph Borrel a Mosca: parte con la spada, torna con lo Sputnik V

Redazione pravda.ru

Josep Borrel è arrivato brandendo una spada e una minaccia

Il 5 febbraio Josep Borrell ha tenuto un incontro con la sua controparte russa, Sergei Lavrov.

Alla vigilia della visita i media occidentali hanno scritto che Borrell avrebbe discusso alcune questioni legate ad Alexei Navalny.

La BBC, non appena Borrell è partito per Mosca, ha detto che i membri del Parlamento Europeo e degli altri Paesi dell’Europa Orientale si aspettavano un suo comportamento duro e deciso verso la Russia.

Il più grande Partito del Parlamento Europeo, il PPE, ha sollecitato Borrell di non ritornare dall’incontro a mani vuote, chiedendogli di premere su Mosca.

“Ci aspettiamo che Borrell sia all’altezza delle aspettative dei cittadini europei e che permetta all’UE di mantenere i suoi propositi di difesa ‘dei ‘diritti e dei valori” nel mondo” — ha detto Sandra Kalniete, Europarmanetare e Vicepresidente del PPE — “Non deve tornare da Mosca a mani vuote. Se succedesse, l’UE dovrebbe intensificare le sanzioni. Senza una significativa reazione dell’Europa alle politiche repressive di Putin nei confronti delle opposizioni, l’UE farebbe solo gli interessi del Cremlino”.

Prima di partire, Borrell stesso aveva detto che avrebbe visitato Navalny presso il “centro di detenzione” in cui è trattenuto.

Tuttavia, sembrerebbe aver cambiato idea perché il Simonovsky Court di Mosca non ha ricevuto alcuna richiesta di visita per Navalny, secondo quanto dichiarato dall’addetto stampa di quel “centro di detenzione”.

Nella conferenza stampa tenuta dopo l’incontro con il Ministro degli Esteri russo, Josep Borrell ha nuovamente affermato che nessuno dei paesi-membri aveva mai proposto di sanzionare la Russia per la vicenda di Navalny.

Lavrov ha consigliato agli Europei di concentrarsi sui loro problemi: “Siamo ben consapevoli che l’Unione Europea sia un partner inaffidabile, almeno in questo momento. Spero che le future strategie dell’UE pongano l’accento sugli interessi fondamentali che l’Europa condivide con i suoi vicini”.

Tuttavia, l’improbabile secondo fine sotteso alla vicenda Navalny era piuttosto ovvio, anche perché nessuna evidenza è stata trovata sul fatto che sia stato realmente “avvelenato” o che sia stato trattato crudelmente e in modo illegale.

I problemi urgenti dell’UE sono i vaccini e l’economia

Gli interessi primari dell’UE sono chiari. Il primo e più importante è che il piano di vaccinazione si è arenato.

Solo il vaccino russo Sputnik V può salvare gli europei da nuovi lockdown e da un inesorabile declino economico.

Alla vigilia della visita di Borrell a Mosca, il Lancet ha pubblicato un articolo che elogiava il vaccino russo.

A dirla tutta, Borrell è andato a Mosca per concordare la fornitura del vaccino russo e la sua possibile produzione nell’UE.

Durante la visita, il capo della Diplomazia Europea ha detto che il vaccino Sputnik V è “una buona notizia per tutta l’umanità”.

E ha aggiunto: “Ora spero che la European Medical Agency (EMA) possa confermare l’efficacia di questo vaccino in tempi brevi, così da poterlo usare anche nell’Unione Europea. Sarebbe una buona notizia per gli europei, perché stiamo affrontando una carenza di vaccini”.

Dopodiché ha parlato di argomenti più generali: “Le relazioni tra Unione Europea e Russia sono segnate da una serie di grandi differenze e da una palese mancanza di fiducia. Ma possiamo e dobbiamo lavorare insieme. La Russia è un attore importante e le nostre relazioni lo sono altrettanto”.

Josep Borrell, in conclusione, ha chiesto il rilascio di Navalny, ma non lo ha preteso.

La UE ha bisogno del vaccino e del gasdotto

Un altro messaggio arrivato dall’UE è che non ci sarebbero state sanzioni. L’Unione non ha bisogno solo del vaccino, ma anche del gasdotto Nord Stream 2.

“Nord Stream 2 è un progetto privato. L’UE non può bloccare la sua costruzione, se la Germania volesse realizzarlo”, ha detto Peter Stano, un portavoce della Commissione Europea.

Per poi aggiungere: “Le compagnie dovrebbero comunque sapere che è necessario agire in accordo con la legislazione dell’Unione Europea prima di completare la costruzione dei gasdotti. Questo è il massimo che possiamo fare a livello UE”.

In soldoni, né il tentativo di Emmanuel Macron di bloccare il progetto, né la posizione del Parlamento Europeo, dei Paesi Baltici e della Polonia hanno avuto alcun effetto sul Governo dell’UE.

A questo punto, ovviamente, è stata decisiva la posizione di Angela Merkel.

Dalla Russia con amore (e con lo Sputnik V)

Josep Borrell non ha lasciato la Russia a mani vuote: le trattative sulla produzione in Europa dello Sputnik V sono già in corso.

Un elemento fondamentale cui l’EMA presta attenzione, prima di autorizzare i vaccini sui mercati europei, è la possibilità di poterli produrre anche nella stessa Unione Europea.

Il 3 febbraio, il Ministro della Salute Jens Spahn ha detto che erano in corso trattative con Mosca per capire quali centri di produzione avrebbero potuto produrre il vaccino russo.

Il giorno successivo, il Presidente della Provincia della Sassonia-Anhalt ha confermato che gli sviluppatori russi dell’RDFI avevano contattato la IDT Biologika per discutere la produzione congiunta dello Sputnik V nella Germania Orientale.

“Se IDT Biologika vuole produrre il vaccino Russo, dopo che questo sia stato approvato dall’UE, noi faremo del nostro meglio per aiutare la compagnia”, ha dichiarato il portavoce del Primo Ministro della Sassonia-Anhalt, Reiner Haseloff.

IDT Biologika ha cercato di realizzare il proprio vaccino contro il Covid-19 dopo aver ricevuto 114 milioni di euro dal Governo Tedesco per la prima fase dei test clinici.

Tuttavia, il vaccino MVA-SARS-2-S, sviluppato dal “Centro Tedesco per la Ricerca contro le Infezioni” (DZIF), non ha provocato una risposta immunitaria sufficiente nei soggetti in prova.

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Link Originale: https://english.pravda.ru/world/144397-josep_borrell_moscow/

Scelto e tradotto da l’Alessandrino

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