L’Argentina avverte l’Italia: state andando verso la dittatura voluta dai politici romani che vogliono “magnare” dai fondi EU, mentre la popolazione implode. Rischio di nuovo Mussolini (ma in farsa)

Mark Twain diceva che se la storia non si ripete, quanto meno fa la rima. Mai aforisma fu più azzeccato. In Italia e dintorni abbiamo avuto Napoleone e Napoleone III, forse prossimamente seguirà Mussolini con un suo omologo. Ad esempio, il farsesco francesetra le altre sue gesta – perse a fine ‘800 una devastante guerra contro i prussiani e fece costruire grandi rotonde nelle strade centrali di Parigi. Voi dite, ma che c’entrano le due cose? C’entrano, c’entrano….  E anzi vi spiegano che la farsa della storia mal ripetuta non fa poi tanto ridere: le rotonde a Parigi erano state costruite dal farsesco Napoleone III per posizionare meglio le mitragliatrici in caso di rivolte della popolazione (causa fame, post sconfitta coi prussiani), rivolte che in Francia accadono sistematicamente, da secoli…



Fonte al link LINK

In tale contesto va inquadrato il bell’articolo del Clarin, uno dei principali giornali argentini. Da anni sostengo infatti che l’Italia farebbe bene ad osservare – ed ascoltare – l’Argentina, terra di oriundi che condivide con la Repubblica Italiana un destino umano certamente simile, vista la preponderanza di italici attorno alla Patagonia.

In molti ormai ironizzano sul fatto che la differenza tra Argentina e Italia sta solo in un numero: 25. Ossia gli anni, si dice, che separano lo Stivale dalla stessa sorte “del crack”  dell’amato paese australe. Infatti un paese popolato in larghissima parte da gente di origine italiana non può che commettere gli stessi errori. Folli, spesso. Una nota sulla Patagonia può essere utile, su alcuni tratti autodistruttivi degli italici. La “Verde Patagonia” l’avevo letta sui libri. Poi, andato là, posto bellissimo per gli spazi immensi, bruttino per i colori, mi raccontarono quelli del posto che di verde non c’era più nulla, tutto brullo. Mi chiesi il perchè. Scoprì – dai racconti di quelli del luogo – che gli italiani andarono a sfruttare forse tra i primissimi tale area, con gli emigrati. Chiaramente le pecore da lana furono e sono un asset argentino (anche sfruttato direi male, letteralmente, dagli italianissimi Benetton; sfruttamento infatti che – in base a note stampa – rileviamo abbia determinato, sembra causa cupidigia, la rivoluzione delle popolazioni indigene per sfruttamento eccessivo, fonte al LINK, ndr).

Tornando alla Patagonia dovete sapere che l’eccessivo sfruttamento dell’allevamento da pecore, con molte più pecore al metro quadrato di quello che l’ambiente potesse sostenere, animali che ricordo non brucano ma strappano l’erba, tempo qualche decennio e di fatto cancellò l’erba dai prati dal cono sud argentino rendendolo quasi brullo (ossia, addio verde Patagonia). Non so commentarvi oltre su quanto mi fu riportato; certo, tale esempio sembrerebbe davvero “il” parossismo perfetto su come si può arrivare a buttare alle ortiche un patrimonio naturale enorme, quando si ragiona da mentecatti e/o approfittatori del sistema.

Tale antefatto inquadra bene il monito del Clarin all’Italia di ieri, avvertendo la Penisola della pericolosità della direzione politico-economica presa, purtroppo ancora non chiara agli italici, oggi: in sintesi il Clarin dice ai cugini mediterranei, “state andando verso una nuova dittatura“, “state dando il paese in mano a politici interessati solo al magna magna legato ai fondi europei“, più o meno. Questo è il motivo per cui Renzi – secondo la stampa argentina – avrebbe fatto cadere il governo, per poter prendere come establishment politico romano una fetta della torta EU. In realtà senza però aiutare il paese e soprattutto la gente a risollevarsi! Diciamo, per semplificare, solo questione, appunto,  di “magna magna” politico-romanocentrico.

Alla fine la chiosa: “state creando le condizioni per un nuovo Mussolini, in quanto la gente è arrabbiata“, più o meno. Sinceramente resta in sospeso la precisazione se, come Mussolini, la stampa argentina intendesse i fasti del primo Mussolini, che portò l’Italia fuori dalla stagnazione post WWI; o al Mussolini di piazzale Loreto, appeso per i piedi dalla gente esausta e furente dopo anni di stenti dopo aver distrutto il Paese. Forse questa è davvero una domanda da porsi, soprattutto in riguardo al futuro dei politici italiani attuali.

Resta la correttezza secondo noi dell’analisi proposta, che viene dipinta dall’immagine sopra, in testa: alla fine, dopo tutto il can can orchestrato da Renzi solo per abbattere l’unico soggetto non organico  al sistema dei partiti, Giuseppe Conte, l’uomo appunto senza partito (arrivato al potere stile Putin, ossia dall’amministrazione, senza passato politico, e subito rimbalzato, appena caduto il suo mentore Trump, ndr), rileviamo che il prossimo governo vedrà lavorare fianco a fianco ministri del PD, di LeU, di Italia Viva, di Forza Italia e della Lega!!!!

Manca solo Rinaldi, poi il trio è completo….

Ossia, ad esempio, gli stessi che si professavano sovranisti ed anti-sinistra oggi sono disposti, vista la vacca da mungere, dopo aver fatto fuori l’uomo di Trump, Giuseppe Conte (con lui nessun altro toccava palla), addirittura a lavorare fianco a fianco con gli ex comunisti di LeU e del PD!!!

Non che questa sia una novità: anche nel voto della TAV – un’opera che ha avvantaggiato la Francia, per inciso – l’approvazione avvenne coi voti di Lega, PD, Forza Italia e sinistra in genere, con l’opposizione solo del M5S. Forse ci si dovrebbe chiedere se tale mirabile convergenza – ai tempi del governo gialloverde – fosse avvenuta in forza della presenza nell’azienda capofila industriale del tunnel ferroviario del Frejus per la TAV dell’ex ministro Lunardi, che era stato collega di governo di Berlusconi e di Salvini….

Se ci pensate, contestualizzato come sopra, il monito del Clarin sembra chiarissimo e anzi smagliante nella sua perfetta forma di rappresentazione della realtà italica-decadente, verso il caos:

La  dittatura del magna magna, che non ha colore!

Per la gran carità, lungi da noi dal pensare che Draghi si sporcherà le mani con tali piccolezze: il suo ruolo è assai più elevato. Infatti, pensandoci bene, Draghi sta avendo via libera dai partiti tradizionali a patto di lasciare a loro la gestione del Recovery Fund. In cambio Draghi gestirà la direzione dell’Italia futura, noi scommettiamo restando a tutto tondo DENTRO l’euro. Ossia, dando la prebenda, senza sporcarsi le mani, ai politici ora, nei prossimi 6 mesi Poi, durante il semestre bianco, complice i mercati diventati – scommettiamo  improvvisamente “cattivi” (ma noi ci azzardiamo a prevederlo fin d’ora che lo diventeranno, ndr), per mettere in ginocchio l’Italia con la confisca dei beni privati alle famiglie/imposta patrimoniale monstre voluta come contropartita del “RF” dall’EU e imposta dai mercati e dal “Fate Presto”. Ossia dopo che politici romani si saranno saziati coi fondi EU. E non potranno dunque opporsi, vista la sazietà indotta dall’alto (ma senza sporcarsi le mani al vertice, lo sottolineo).

Alla fine il Clarin, che come prensa argentina conosce bene la materia (fallimenti statali e popolari, mezze rivoluzioni di norma sedate nel sangue, proteste stile mamas de Plaza de Mayo a battere coi pentoloni  per protesta [non diversamente da quanto accaduto col bella ciao” italico cantato durante il lockdown], patacones e miniassegni a vuoto, …) sembra aver inquadrato perfettamente il problema.

Mi permetto in conclusione alcune brevi citazioni dello splendido articolo del Clarin (al LINK). ILLUMINANTI!

“Il paese [Italia] è gestito da un branco di politici che litigano come rapaci per i fondi di salvataggio europei multimiliardari, senza guardare in basso, senza preoccuparsi della situazione del popolo. La storia ci insegna lezioni serie che non possono essere ignorate.”

“Benito Mussolini è ancora vivo in Italia 75 anni dopo il suo assassinio da parte dei partigiani. Molto più vivo dell’immaginabile a causa di una realtà che sconcerta e travolge intellettuali e politici e carica di frustrazioni la gente comune. La validità di questo spettro è una pericolosa battuta d’arresto per la democrazia. Ma la crisi attuale, che ha fatto cadere un altro governo italiano nel momento peggiore della pandemia, del disastro economico e della disoccupazione, espone un sistema esaurito. Se gli italiani alzassero la testa, vedrebbero sopra di loro un branco di politici che litigano come rapaci per i fondi di salvataggio europei multimiliardari, senza guardare in basso, senza ascoltare il mormorio doloroso del popolo, senza preoccuparsi della sua situazione. Il problema sono le uova di serpente che annidano questi egoismi.”

“L’analogia più forte – … – sta nel sentimento di sconfitta, malessere, abbandono, disillusione, rifiuto e repulsione della vecchia classe dirigente e delle istituzioni parlamentari. Anche il fallimento della socialdemocrazia dal 1919 al 1921, uno scenario in cui il fascismo trovò terreno fertile.”

MD