Cosa possiamo aspettarci dal processo d’impeachment contro Trump?

Jonathon Moseley per The American Thinker

Il Senato degli Stati Uniti darà inizio al processo d’impeachment contro Donald J. Trump all’inizio della “settimana dell’8 febbraio”. 

Secondo C-SPAN, questo significa che comincerà alle ore 13:00 EST del 9 febbraio 2021. C-SPAN permetterà di seguirlo, dal vivo o su richiesta, su una speciale pagina web.

Per gli americani pensanti, ecco un’anteprima.

Sarà come giocare il Super Bowl in cinque minuti, con i migliori giocatori che scivolano e cadono uno sull’altro. 

Nessuno può ragionevolmente ridurre un processo di due o quattro settimane in un paio di mezze giornate con il Senato che, al mattino, porterà avanti la sua normale attività.

La compressione temporale danneggerà grossolanamente il “giusto processo” cui Trump ha diritto.

Ognuna delle parti ha presentato le sue memorie. 

I Responsabili Democratici dell’impeachment hanno rilasciato una memoria di 80 pagine, scritta con caratteri piccoli. 

I nuovi principali avvocati di Trump, Bruce L. Castor Jr. e David Schoen, hanno presentato la “Risposta” di Donald Trump lo stesso giorno, il 2 febbraio 2021. 

Sono solo 13 pagine, scritte con caratteri grandi, più la conclusione e il “signature block”.

Tuttavia, non è quella la memoria del processo Trump.

E’ solo la risposta agli “articoli dell’impeachment”, nel tipico stile “le accuse del paragrafo 48 sono in parte negate e in parte ammesse”.  Insomma, questo genere di cose.

Gli avvocati di Trump devono presentare anche un vero e proprio memoriale sul processo. 

Tuttavia, Castor e Schoen sono saliti a bordo solo alla fine della settimana scorsa. 

Prima di andare a giudizio, a un caso di questa portata e complessità (più di quanto si possa pensare,  visto che prevede l’interdizione a vita dai pubblici uffici e persino un’eventuale azione penale) si concede normalmente dai sei ai diciotto mesi. 

Quindi, la risposta di Castor e Schoen è stata sottile.

I nuovi avvocati di Trump hanno colpito duramente sul concetto di “bill of attainder”.

La Costituzione degli Stati Uniti proibisce assolutamente due cose: una “legge ex post facto” e un “bill of attainder”. 

Una legge ex post facto significa che il Congresso criminalizza un fatto, ma solo dopo che questo ha avuto luogo e, in effetti,  i Democratici stanno cambiando le loro interpretazioni in modo così grave da violare palesemente questo principio.

Un bill of attainder, invece, punisce una persona anche in assenza di una “legge di applicazione generale”.

Poiché queste proibizioni, nella Costituzione Americana, sono assolute, gli avvocati di Trump le considerano un impedimento totale [allo svolgimento del processo].

In altre parole, “hanno messo i denti del Tyrannosaurus Rex” sul fatto che non si possa mettere sotto impeachment un ex Presidente.

Si sono accaniti sul fatto che gli articoli dell’impeachment creerebbero: “una classe composta da una sola persona, Donald Trump”.

Quest’argomento supporta la violazione di entrambi i principi sopra esposti.

Ora, chiaramente, tutti sono concentrati sul fatto che Trump debba essere privato del diritto a ricoprire, in futuro, qualsiasi carica politica. 

Questo privazione potrebbe includere anche il servire in un Consiglio d’Amministrazione, non solo correre per la Presidenza. 

I Democratici hanno chiarito che il loro obiettivo reale sia quello di non affrontare Trump alle urne il 5 novembre 2024. 

E’ una cosa un po’ troppo comoda e da “repubblica delle banane” squalificare gli avversari politici.

La febbre dei Democratici equivale all’ammissione che potrebbero perdere in una rivincita contro Trump.

I media sono entrati in fibrillazione per sapere se Trump (i suoi avvocati) sosterrà o meno che le elezioni del 2020 siano state rubate. 

Non scommettete sul fatto che Castor e Schoen siano così coraggiosi perché, la maggior parte degli avvocati, non lo è. 

Ma, tipicamente, qualsiasi avvocato sarebbe disorientato se posto davanti alla domanda: “Hai intenzione di sostenere A o B?”. 

E’ quello che chiese il mio Professore di Diritto usando un’espressione (finta) stupita: “Perché devo sceglierne solo una?”.

Un buon avvocato è tenuto a colpire e a distruggere ogni singola accusa contro il suo cliente, in fila e una per volta. Lasciare in vita una qualsiasi di esse non è nel suo DNA.

Sorprendentemente, però, il Memoriale su Trump ci ricorda che i Democratici sono effettivamente tenuti a dimostrare che le elezioni non siano state rubate.

Gli articoli dell’impeachment non si limitano ad aprire la porta e permettere a Trump di dimostrare che ci sia stata una frode elettorale. 

Accusano Trump di aver falsamente affermato che ci siano stati dei brogli, nelle elezioni, istigando così le proteste.  

Si può gridare “al fuoco!” in un teatro affollato? Bè, se l’incendio c’è, allora sì. 

Un Procuratore dovrebbe dimostrare, quindi, che non ci sia stato alcun incendio.

Per provare il caso, i Responsabili Democratici dell’impeachment sono tenuti a dimostrare che le dichiarazioni di Trump erano false. 

L’onere della prova è sui Democratici … sono loro a dover dimostrare che non ci siano stati dei brogli. 

Se le dichiarazioni di Trump fossero vere, o se l’ex Presidente avesse ragionevolmente creduto che lo fossero, allora gli articoli dell’impeachment decadrebbero automaticamente. 

Trump, ovviamente, dovrebbe essere messo in condizione di rispondere.

Naturalmente, il Senato non lo tollererà e non concederà di conseguenza così tanto tempo.

Gli avvocati di Trump colpiscono duramente sul fatto che le dichiarazioni di Trump possano essere considerate un incitamento. 

Sostengono non solo che Trump stava esercitando il suo “diritto alla libertà di parola” garantito dal Primo Emendamento, ma anche che il processo d’impeachment violi i suoi diritti costituzionali anche per questa ragione. 

La “Risposta di Trump” sostiene che la Costituzione “protegge specificamente e intenzionalmente il discorso impopolare dalle ritorsioni del governo”.

I Responsabili dell’impeachment ammettono, comunque, che [per quel giorno, il 6 gennaio] Trump aveva chiesto di poter fare una pacifica attività di lobbying al Congresso che, ai sensi del Primo Emendamento, è un esercizio del suo diritto a riunirsi pacificamente e a “presentare petizioni al governo per ottenere una riparazione”. 

A pagina 14, il loro documento cita direttamente Trump: “Spero che i Democratici e, ancor più importante, la debole e inefficace sezione RINO del Partito Repubblicano, stiano guardando le migliaia di persone che si stanno riversando a Washington. Non accettano che una vittoria a valanga venga rubata”.

Ma questo è il classico scopo di una protesta legittima e pacifica.

Numerose manifestazioni di protesta hanno luogo ogni anno a Washington D.C. per quello stesso scopo: riunirsi in gran numero e far conoscere le loro richieste ai politici eletti.

Ogni protesta ha come scopo quello di cambiare le politiche, le posizioni o le azioni del governo.

I Democratici accusano Trump di aver istigato i suoi sostenitori … ma è il loro stesso documento, una tirata retorica di 80 pagine, ad incitare i loro sostenitori usando parole infiammatorie. 

La maggior parte dei quali non si renderà nemmeno conto di cosa li ha colpiti, in mezzo a una tale tempesta di sabbia retorica. 

Il documento è pieno di opinioni e, incredibilmente, cita il Washington Post come prova.

Il documento dei Democratici continua la falsa narrazione che Trump abbia generato le proteste. 

Ma, in realtà, Trump ha solo “annunciato” la “Save America March” che, però, è stata organizzata da altri. 

E’ stata “Women for America First” a chiedere un permesso al Park Service. La protesta al Campidoglio, in effetti, era stata pianificata prima del 23 dicembre.

Trump non ha incitato nessuno ad andarci. C’era già una manifestazione prevista per le 13:00, con un permesso pre-pianificato.

La “Risposta di Trump” contesta anche il modo in cui gli articoli dell’impeachment mescolano e confondono le accuse di eventi diversi fra loro, in violazione delle regole del Senato e della Costituzione. 

In questo modo, è impossibile sapere se i Senatori voteranno tutti per le stesse accuse o per alcune sì e altre no.

Totalmente trascurato da tutti: la telefonata del 2 gennaio. 

Ma non ho più spazio.  Magari in un’altra puntata.

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Link Originale: https://www.americanthinker.com/articles/2021/02/what_to_expect_from_trumps_upcoming_impeachment_trial.html

Scelto e tradotto da Franco