Il CEO di Parler (minacciato di morte) descrive come la Big Tech stia cercando di mantenere offline il suo sito

Becca Lower per Red State

Le ultime 72 ore sono state vertiginose.

Dal Presidente degli Stati Uniti che è stato definitivamente bandito dai social media [https://redstate.com/beccalower/2021/01/08/breaking-pres-trump-has-been-permanently-banned-from-twitter-media-rejoices-n306754], a numerose voci conservatrici che sono state purgate dai giganti della tecnologia o che hanno deciso di lasciare volontariamente Amazon Web Services (AWS) per aver sbattuto il social media conservatore Parler fuori dai suoi servizi di cloud hosting.

Quindi, è bene prendersi una pausa di riflessione ascoltando qualcuno che si trova proprio al centro del circo.

John Matze, l’Amministratore Delegato di Parler, si è seduto davanti a Tucker Carlson nel suo programma presso la Fox News (lunedì sera).

E’ arrivata come un’ulteriore onda d’urto, per la sfera dei social media, la notizia che la sua società stia facendo causa alla AWS per “violazione  contrattuale” (tra le altre presunte violazioni), come Bonchie ha già scritto in precedenza [https://redstate.com/bonchie/2021/01/11/parler-goes-ham-on-amazon-sues-them-for-multiple-n308118].

(Nota: più tardi, stasera o martedì mattina, date un’occhiata all’analisi dell’archivio legale di Shipwreckedcrew)

Tucker ha cominciato descrivendo Parler come uno “spazio sicuro” per la libertà di parola e ha chiesto a John se la sua azienda avesse previsto la decisione di Amazon.

Egli ha così risposto:

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Al riguardo, avevamo sicuramente ipotizzato qualcosa. Ma mai pensavamo che potesse accadere.

La cosa davvero interessante è che [Amazon, Google e Apple] hanno fatto tutti e tre la stessa cosa, lo stesso giorno e senza alcun preavviso.

Ci siamo svegliati il venerdì [con Parler] al numero 1 dell’app store. Quel giorno c’erano quasi 7 milioni di utenti singoli su quell’app.

E poi abbiamo ricevuto un avviso: “State violando le nostre condizioni. Una dopo l’altra”.

Ma la nostra azienda non aveva ricevuto alcun avviso in precedenza. L’abbiamo scoperto leggendolo su Buzzfeed.

Google è una di quelle aziende. Le sue decisioni le abbiamo lette online, nei notiziari, senza nemmeno essere stati avvisati.

Questo fatto è davvero “scioccante”.

L’unica cosa che ci è rimasta, in questo momento, è l’e-mail … ma scommetto che entro 24 ore anche questa sarà chiusa.

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Ma l’intervista ha preso una piega ancora più oscura quando John Matze ha detto di aver ricevuto minacce di morte e che “non potrà nemmeno andare a casa, stasera”.

Quando Tucker ha chiesto quand’è che Parler potrà tornare online, la voce di John ha assunto toni esasperati.

Ha detto che loro vorrebbero che fosse “presto” … ma molti dei fornitori di hosting sui quali avevano sperato si sono tirati indietro come tessere di un domino “proprio all’ultimo secondo”, uno dopo l’altro.

Comunque, sembrerebbe che John e la sua neonata piattaforma di social media potrebbero aver guadagnato un po’ di respiro dalle macchinazioni della Big Tech, con quello che sembrerebbe il tentativo di dare una mano da parte di una nuova società di “cloud hosting” che però, come il mio collega Jeff Charles ha detto poco fa, non è la soluzione ottimale che John Matze e co. stanno cercando sul lungo termine.

Potete guardare l’intervista completa di “Tucker” qui sotto, tramite Fox News:

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Link Originale: https://redstate.com/beccalower/2021/01/11/parler-ceo-john-matze-tucker-carlson-big-tech-n308488

Scelto e tradotto da Franco