LA FRETTA DI RENZI, SPALLEGGIATO DA GIORGETTI, PER FAR CADERE CONTE, IL FIATO ADDOSSO DELLE PROCURE ED IL TEMPISMO DI MITT DOLCINO…… il tutto nell’attesa che Trump faccia saltare in aria tutto e tutti.

di Megas Alexandros

Appena poche ore dopo, l’appello del nostro Mitt Dolcino a Conte, di far emergere tutte le sue armi per far saltare il piano di Renzi e Giorgetti per un nuovo governo di larghe intese, in attesa che Trump faccia saltare il tavolo…… ecco che la procura di Roma chiede il rinvio a giudizio per il caso Consip, di Tiziano Renzi e del regista del “Renzusconi”, il “fresco detenuto” Denis Verdini.

Certo, credere che il nostro Mitt sapesse gia’ tutto significherebbe andare troppo oltre, ma visto l’avverarsi di quasi tutte le grandi verita’ di cui ci ha edotto, dobbiamo cominciare a credere che “la sa veramente lunga”…. e che le sue fonti sono veramente di primo piano.

Renzi parla con Conte tramite una lettera postata su Facebook e la procura risponde chiedendo il rinvio a giudizio del padre naturale e del padre politico. Non c’e’ che dire!!! non possiamo certo parlare di una lotta senza esclusioni di colpi.

Processare Tiziano Renzi per per i reati di traffico di influenze illecite e turbativa d’asta. E la richiesta avanzata dalla procura di Roma, che vuole il rinvio a giudizio del papà dell’ex presidente del consiglio e di altre 11 persone coinvolte in uno dei filoni della maxinchiesta sul caso Consip. I pm hanno chiesto il processo anche per Denis Verdini (turbativa d’asta e concussione), per l’imprenditore Alfredo Romeo e per l’ex parlamentare Italo Bocchino (traffico di influenze illecite, reati tributari e turbativa d’asta).

I magistrati di piazzale Clodio hanno sollecitato il processo anche per l’imprenditore Carlo Russo, amico di Tiziano Renzi, per turbativa d’asta ed estorsione, per l’ex ad di Grandi stazioni Silvio Gizzi accusato di turbativa d’asta, per l’ex ad di Consip Domenico Casalino per traffico di influenze illecite e turbativa d’asta e per Francesco Licci per traffico d’influenze illecite. Infine chiesto rinvio a giudizio per l’ex parlamentare di Ala (il partito fondato da Verdini per sostenere il governo Renzi) Ignazio Abbrignani per turbativa d’asta e concussione e per l’imprenditore Ezio Bigotti accusato di concussione e turbativa d’asta.

La maggior parte delle contestazioni riguarda essenzialmente due gare bandite tra il 2015 e il 2016 dalla centrale appalti della pubblica amministrazione: la Fm4 che valeva 2,7 miliardi e quella da alcune decine di milioni per i servizi di pulizia. A chiedere nuove indagini era stato, nel febbraio scorso, il gip Gaspare Sturzo che aveva parzialmente respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura. Chiedendo nuove indagini su Renzi, il giudice per l’indagine preliminare aveva sollecitato pure l’iscrizione nel registro di Verdini, dell’ex parlamentare del suo partito Abbrignani e del’imprenditore Bigotti. I tre sono finiti sotto inchiesta per la presunta turbativa della gara Consip Fm4. Il gip chiedeva di indagare anche sulle presunte pressioni su Luigi Marroni, all’epoca amministratore delegato della centrale acquisiti della pubblica amministrazione. Il 7 ottobre scorso agli indagati era stato notificato l’avviso di chiusura indagini, un atto che di solito prelude alla richiesta di rinvio a giudizio: così è stato.

Nell’articolo di ieri vi avevo gia’ fatto notare che la fretta di Renzi poteva dipendere anche dal fiato sul collo delle procure, non dimentichiamoci la sua iscrizione nel registro degli indagati per il caso Open e la sua battaglia, anche questa senza esclusione di colpi, con il capo della procura fiorentina Giuseppe Creazzo.

Che Renzi voglia far fuori Creazzo da Firenze e’ noto anche ai topi nelle fogne. Del resto,  quello che era l’intento del “Giglio Magico”, Palamara e Lotti lo hanno sbattuto in faccia a tutto il popolo italiano in totale spregio della divinita’ della giustizia.

E non ci sorprenderebbe affatto, visto il personaggio, qualora fosse al comando, fosse questo il suo primo provvedimento.

Sta provando addirittura, ma ad oggi senza successo, tramite i suoi avvocati a far trasferire l’indagine del caso Open.

Vuole insomma trovare il suo giudice naturale.

E magari, e’ anche convinto di trovarlo, visto la sicurezza con cui decreta addirittura, la nomina del presidente della piu’ grande potenza mondiale, di fronte alle elezioni piu’ frodate della storia.

“Sfruttiamo questa opportunità. Decidiamo insieme qual è il posto dell’Italia nel nuovo mondo dell’America di Biden e della nuova Europa”*

*citato direttamente dalla lettera che Renzi ha consegnato a Conte e pubblicata sul profilo facebook del leader di “Italia Viva”

Renzi viaggia diretto sulle sue certezze in piena simbiosi con quella che e’ la sua caratteristica principale di non valutare minimanente “il rischio” e la possibilata’ di prendere una “tranvata” i fronte.

Qualcuno dovrebbe ricordargli le sue certezze sul risultato del referendum, in base al quale avrebbe dovuto dimettersi dalla politica oppure le sue certezze con le quali si diceva certo, a chi lo intervistava, della vittoria della Clinton nelle precedenti elezioni USA. Evidentemente la sua caratteristica che ho evidenziato sopra, non gli consente di prendere lezione dal passato.

Mai, nella storia del nostro paese, avevamo visto un politico prendere, una cosi’ netta posizione su un candidato USA, come lo ha fatto Renzi e Giorgetti al seguito… evidentemente la “follia” e’ una carattersitica che deve aggiungersi alle gia’ tanti doti negative che si annidano nella politica italiana attuale.

Le elezion USA, noi sappiamo e Mitt Dolcino lo sa, che non sono affatto definite e che Joe Biden ha le stesse probabilita’ di vittoria che il sottoscritto ha di uscire stasera a cena con la Isoardi.

Auguri Renzi e Giorgetti…. ne avete bisogno (anche se la follia fa si, che il folle non si cura neanche di  “toccarsi”)