Basta con le parole, ecco la prova della “cospirazione”

Un rinomato esperto di frodi elettorali ha presentato un “affidavit” [dichiarazione giurata con valore di prova] che spiega meticolosamente perché i risultati elettorali del Michigan siano “fisicamente impossibili”.

Frank Salvato per The National File

La rivendicazione d’inspiegabili anomalie fatta dai rappresentanti del Consiglio Elettorale della Contea di Wayne, Michigan, sono convalidate da un rinomato esperto di frodi elettorali che afferma, in via definitiva, che i risultati elettorali del Michigan — in tutto lo Stato e non solo nella Contea di Wayne — siano “fisicamente impossibili”.

L’esame dei dati elettorali è stato effettuato da Russell Ramsland, co-proprietario dell’Allied Security Operations Group (ASOG).

La sua società è specializzata nell’individuazione di “frodi elettorali”, nella “sicurezza informatica”, nell’”intelligence open source” e nei “servizi di sicurezza” globali.

Ramsland ha lavorato per l’Amministrazione Reagan, ma anche per la NASA e per il MIT.

Nell’affidavit [dichiarazione giurata con valore di prova] riguardante le “elezioni presidenziali 2020” in Michigan, Ramsland ha specificato che la frode elettorale e la manomissione delle schede elettorali hanno determinato risultati “fisicamente impossibili”.

Nell’affrontare il “sistema di voto” della “Dominion Voting System”, Ramsland è stato molto critico nei confronti della sua sicurezza, citando “vulnerabilità sia all’hacking che alla manomissione, sia nella parte frontale dove gli americani esprimono i loro voti, sia nella parte posteriore dove i voti vengono memorizzati, tabulati e riportati”.

Ramsland ha notato che le vulnerabilità descritte sono ben note a tutti gli esperti nel campo della “sicurezza del voto”.

Visto che i “registri di sistema” sono “non-protetti”, secondo Ramsland chiunque abbia una conoscenza elementare dei sistemi informatici potrebbe “aggiungere, modificare o rimuovere arbitrariamente le voci di registro”, generando la registrazione di un evento.

Il fatto che i “registri” non siano protetti rende le modifiche alle tabulazioni non rilevabili.

Ramsland ha aggiunto: “I miei colleghi ed io … abbiamo studiato … i risultati delle elezioni del 3 novembre 2020. Sulla base delle significative anomalie e dei red-flag che abbiamo osservato, crediamo che ci sia una significativa probabilità che i risultati delle elezioni siano stati manipolati …”.

Il suo collega, il dott. Andrew Appel, Professore d’Informatica all’Università di Princeton ed esperto di “sicurezza elettorale”, ha detto:

“So bene come fare un programma informatico leggermente diverso che, poco prima della chiusura dei seggi, fa passare alcuni voti da un candidato all’altro. Ho scritto quel programma in un chip di memoria e ora, per hackerare una macchina per il voto, bastano 7 minuti, da solo e con un cacciavite”.

Ramsland continua scrivendo nel suo affidavit che “… ci sono 3.276 Distretti in cui i voti presidenziali che sono stati espressi, rispetto agli elettori stimati in base alle statistiche, variano dall’84% al 350% … ho rivelato 431.954 schede in eccesso … questo schema suggerisce senza equivoci che l’algoritmo addizionale sia stato attivato”.

La sua “dichiarazione giurata” così prosegue: “Fino a quando l’affluenza alle urne non ha raggiunto circa l’83%, Trump aveva generalmente tra il 55% e il 60%  dei voti per ogni punto di affluenza. Poi, dopo che il conteggio è stato chiuso, alle 2:00 del mattino, la situazione si è drammaticamente ribaltata, raggiungendo una serie di picchi impossibili”.

Ma è la red-flag finale che ha fornito la pistola fumante della frode elettorale e della manomissione delle schede.

Questo ha convinto Ramsland e il suo Team che in Michigan è stato commesso a tutti gli effetti un crimine.

“L’ultima bandiera rossa è forse la più grande” — ha scritto Ramsland —Nei dati ci sono 4 picchi per un totale di 384.733 schede che sarebbero state elaborate in un intervallo combinato di sole 2 ore e 38 minuti. Questo è fisicamente impossibile, vista l’attrezzatura disponibile nelle 4 località di riferimento”.

Ramsland ha continuato sottolineando che, secondo il “Sistema Dominion”, 46 dei 47 Distretti hanno registrato un’affluenza alle urne molto improbabile: il 96% , guardando al numero dei voti espressi.

Ha aggiunto che, utilizzando il numero di elettori presenti nel registro della “Segreteria di Stato”, 25 di quei 47 Distretti mostrano un’affluenza alle urne del 100%, un dato altamente sospetto.

Ha osservato che lo schema suggerisce, senza ombra di dubbio, che nel Codice sia stato attivato sia il fraudolento algoritmo aggiuntivo che il “batch-processing dei voti in bianco”, con il risultato di 74.119 voti espressi in più rispetto alla capacità.

Ramsland aveva messo in guardia contro le vulnerabilità della macchina del “sistema di voto” della Dominion prima ancora che le elezioni avessero luogo.

Gli scrutatori della Contea di Wayne in Michigan si sono rifiutati di certificare le elezioni.

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Nota del Traduttore:  I due scrutatori che si erano rifiutati di convalidare i risultati nella Contea di Wayne, sono stati minacciati con riferimento ai loro figli. Qui il link:   https://nationalfile.com/developing-detroits-election-board-reverses-decision-again-cites-democrat-threats-against-their-children/

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Link Originale: https://nationalfile.com/election-fraud-expert-michigans-election-results-are-physical-impossibility/

Scelto e tradotto da Franco