Giuliani sostiene di avere le prove della “cospirazione”, ma di non poterle ancora rilasciare

Redazione: pubblichiamo un primissimo resoconto della conferenza stampa del Team di Avvocati di Trump, che supporta la tesi dei brogli elettorali.

Volutamente, presentiamo quello di un sito che, seppur conservatore, non è senz’altro “trumpiano”, anzi!

Di primo acchito, traspare un po’ di delusione perché tutti si aspettavano qualcosa di più “sostanzioso”.

Ma a noi sembra normale che il Team voglia tenere le carte ancora coperte e continuiamo a essere fiduciosi, in attesa di ulteriori e più meditati reports che saranno pubblicati nel corso della giornata.

In effetti, l’articolo non fa cenno alle tante ulteriori problematiche che avrebbero dovuto essere quanto meno citate, in relazione al sequestro dei server in Germania.

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Zachary Evans per National review

Rudy Giuliani, Consigliere personale del Presidente Trump, ha affermato giovedì di avere le prove di una “cospirazione” volta a modificare le elezioni a vantaggio di Joe Biden, ma di non poterle ancora rilasciare perché i Giudici potrebbero obiettare che i testimoni sarebbero condizionati se i loro nomi fossero resi pubblici.

Durante una conferenza stampa tenuta assieme agli Avvocati Jenna Ellis e Sidney Powell, Giuliani ha affermato di aver scoperto le prove di numerose frodi, sufficienti per ribaltare i risultati delle elezioni.

In effetti, il Presidente Trump ha rifiutato di concedere l’elezione a Joe Biden, accusando i Democratici di brogli elettorali.

“C’è stato un complotto a livello nazionale” — ha detto Giuliani nella conferenza stampa di Washington D.C. — “Onestamente, non so quanto di tutto questo sia a conoscenza di Joe Biden … non so quante cose le decide lui e quante altre le decidono gli altri”.

Giuliani ha continuato sostenendo di avere “almeno dieci” testimoni pronti a descrivere i casi di frode elettorale, ma di non poterli rivelare pubblicamente perché “non vogliono essere molestati”.

Anche se alcune accuse di brogli elettorali possono essere comprovate, non è chiaro se riguardano un numero di schede sufficiente a ribaltare i risultati elettorali.

Negli stati cruciali della Pennsylvania e del Michigan, ad esempio, il vantaggio di Biden nel conteggio dei voti è maggiore del numero di schede contestate.

Il team del Presidente sostiene, tuttavia, che agli “osservatori elettorali” dei Repubblicani, in Pennsylvania, non sia stato permesso di assistere al conteggio dei voti e che agli elettori Democratici, ma non a quelli Repubblicani, sia stata data la possibilità di correggere gli errori nelle loro schede.

Ma, se è pur vero che agli elettori sia stata data l’opportunità di “correggere” le schede respinte, in violazione della legge statale, Giuliani non ha presentato prove che questa opportunità sia stata concessa solo agli elettori di Biden.

Nell’esporre un caso nel Michigan, Giuliani ha sostenuto che la “campagna” aveva ritirato la causa perché era riuscita a ritardare la certificazione dei risultati nella contea di Wayne, che comprende Detroit.

Ha citato due membri Repubblicani del Consiglio Elettorale della Contea di Wayne che, inizialmente, si erano rifiutati di certificare i risultati per le accuse di frode, ma solo per fare marcia indietro e certificare i risultati il giorno successivo.

I due hanno poi affermato di essere stati costretti a certificare i risultati dai loro colleghi Democratici e che ora stanno cercando di revocare i loro voti, anche se non c’è alcun ricorso legale per annullare la certificazione.

“Questa mattina ritiriamo la nostra causa in Michigan come risultato diretto del raggiungimento di quello che cercavamo: impedire che le elezioni nella contea di Wayne siano certificate prematuramente, prima che i residenti possano essere certi che ogni voto legale sia stato contato e che ogni voto illegale sia stato rigettato”, ha detto Giuliani.

L’ex Sindaco di New York City ha anche affermato che 100.000 schede nel Wisconsin sarebbero dovuto essere invalidate perché nessuno ne aveva fatto richiesta — e ha letto una dichiarazione giurata firmata da un’addetta allo scrutinio, che afferma di essere stata addestrata dai suoi supervisori a cambiare la data delle schede presentate dopo il giorno delle elezioni, in modo da poterle conteggiare.

“Il 4 novembre 2020 è stata istruita a trattare in modo improprio le schede, quando la data di ricezione era successiva al 3 novembre 2020” — ha detto Giuliani, citando la testimonianza giurata dell’operatrice elettorale — “Ne abbiamo altre 100. Ma non posso mostrarvele perché non vogliono essere molestate”.

Intanto, gli elettori della Georgia hanno scelto Biden con un margine davvero esiguo, meno di 13.000 voti, fatto che ha attirato l’attenzione dei Repubblicani.

Tuttavia, il Segretario di Stato della Georgia, Brad Raffensperger, Repubblicano, ha sostenuto che le elezioni si siano svolte in modo sicuro [ma questo non esclude la frode, ndt].

Ciononostante, gli alleati di Trump hanno continuato a presentare denunce per diffusi brogli elettorali.

Secondo Robert Costa del Washington Post, i membri del team di Giuliani hanno riconosciuto privatamente che non saranno in grado di contestare la validità di un numero di voti sufficiente a ribaltare i risultati, ma che stanno semplicemente cercando di ritardare la certificazione dei risultati negli stati-chiave per dare ai Parlamenti Statali, a maggioranza repubblicana, la copertura per nominare “Grandi Elettori” pro-Trump.

Ma il leader della maggioranza del Senato del Michigan ha detto ai giornalisti che “le elezioni hanno delle conseguenze”.

Sidney Powell, che ora assiste Trump dopo aver rappresentato l’ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale Michael Flynn, ha affermato che c’è del  “denaro comunista” (Venezuela, Cuba e soprattutto Cina) coinvolto nel presunto schema di frode elettorale.

Inoltre, il team di Trump ha criticato le “macchine per il voto” prodotte dalla Dominion, utilizzate da circa il 40pc degli elettori statunitensi.

Lo stesso Trump ha definito quelle macchine “insicure”.

Alla conferenza stampa di giovedì, la Powell ha affermato che le “macchine” della Dominion e i programmi di software siano stati sviluppati “per assicurarsi di non perdere mai le elezioni”.

Le accuse di possibili interferenze straniere arrivano quattro anni dopo che alcuni Democratici avevano affermato che il Presidente Trump avesse rubato le elezioni presidenziali del 2016 a Hillary Clinton con l’aiuto della Russia [accuse rivelatesi ufficialmente false, ndt].

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Link Originale: https://www.nationalreview.com/news/giuliani-claims-he-has-evidence-of-national-conspiracy-to-steal-election-but-cant-release-it-yet/

Scelto e tradotto da Franco